venerdì 28 agosto 2009

"Babbaluci" sbanca lo "Sciacca Film Fest"

Risate, apprezzamenti e applausi per il lungometraggio “Babbaluci” presentato alla seconda edizione dello Sciacca Film Fest. Il lungometraggio dell'Associazione "Emanuela Loi" di Agrigento è stato proiettato nel cortile Orquidea del riqualificato complesso monumentale della Badia Grande di Sciacca, nella piazza Noceto dove Pietro Germi ha girato delle scene del film "Sedotta e abbandonata" con Stefania Sandrelli. La presentazione di “Babbaluci” ha fatto registrare un inaspettato e grande afflusso di pubblico. Tantissimi spettatori che, per vedere il film, si sono seduti chi sui gradini e chi per terra. Gli organizzatori e il regista del film Raimondo Moncada a un certo punto hanno temuto il peggio ma fortunatamente l'afflusso si è arrestato quando si è gremito l'ampio cortile Orquidea.
Il pubblico ha apprezzato il lavoro di autori, attori e tecnici di "Babbaluci" tributando un applauso liberatorio al termine della proiezione, dopo avere riso per le battute umoristiche e le situazioni divertenti che sono state create nella pellicola. Soddisfatto Raimondo Moncada, che del film ha curato la regia e la sceneggiatura, soddisfatti gli attori presenti, e soddisfatto il patron dello Sciacca Film Fest, Sino Caracappa, che ha voluto “Babbaluci” nel cartellone della Badia Grande e che è rimasto piacevolmente sorpreso dalla presenza di tanto pubblico.
Prima della proiezione, Raimondo Moncada si è complimentato con la società Vertigo e l’Associazione Cafè Orquidea per la riuscita dell’evento cinematografico ed ha ringraziato gli organizzatori per avere dato l’occasione di una vetrina così prestigiosa e internazionale a una produzione locale frutto semplicemente di passione e tanti sacrifici. Raimondo Moncada ha poi donato a Sino Caracappa una copia del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” a cui si è liberamente ispirato per scrivere nel 2008 la sceneggiatura di “Babbaluci”.

Per maggiori notizie e foto sul film Babbaluci: http://www.babbalucifilm.blogspot.com/

mercoledì 19 agosto 2009

Sciacca Film Festival 2009, ciak si parte


Si terrà a Sciacca, in provincia di Agrigento, dal 25 al 30 agosto, la seconda edizione dello SCIACCA FILM FEST, evento cinematografico che si propone di diventare di anno in anno, un appuntamento da non perdere rivolto a tutti gli amanti del cinema di qualità.

Lo SCIACCA FILM FEST, organizzato dalla Vertigo Srl e dall’associazione culturale Cafè Orquidea, è un evento sostenuto da Fice, Anec, Sicilia Film Commision, Filmoteca Regionale Siciliana, Confesercenti e da diversi imprenditori.
Per questa seconda edizione, in linea con l’obiettivo di un festival che vuole rappresentare innanzitutto un punto d’incontro e di scambio tra culture diverse, saranno una cinquantina i film in programma per più di settanta proiezioni complessive che avranno luogo presso le sale del Multisala Badia Grande ma anche presso quelle del Cinema Campidoglio di Sciacca.
Due le sezioni competitive del festival:
- Concorso internazionale di cortometraggi a tema libero
- Concorso internazionale di documentari a tema fisso – ACQUA
Quattro le sezioni non competitive che compongono un festival che si prefigge di dare visibilità a opere, temi, autori generalmente relegati ai margini dei grandi circuiti commerciali e quindi difficilmente raggiungibili da un grande pubblico.
- Cinema Invisibile
- Amour Fou – Cinema a mezzanotte
- Spazio Arena Giardino
- Spazio Sicilia
Diversi appuntamenti, oltre alle proiezioni, caratterizzeranno il cartellone dello SCIACCA FILM FEST : presentazioni di libri, concerti, teatro, incontri con autori, registi, critici, lezioni di cinema, feste e innumerevoli appuntamenti che per 6 giorni ravviveranno gli spazi della Badia Grande di Sciacca, riqualificato complesso monumentale sito nell’antico quartiere di San Michele. La rinnovata struttura accoglie al suo interno tre nuove sale cinematografiche, un’arena giardino di circa 300 posti, una mediateca con postazioni multimediali e un Caffè Letterario.
Un programma di tutto rispetto, denso di appuntamenti di rilievo tutto da vivere e da gustare dalla mattina alla sera, per tutta la settimana di rassegna prenotando a Sciacca un posto in sacco a pelo (o anche senza pelo ma meglio con il pelo!) nell'antico quartiere di San Michele. Un cartellone che riserverà delle piacevoli sorprese in corso d'opera e che vedrà la prestigiosa partecipazione di autori e registi amici, presenti allo SCIACCA FILM FEST con i loro ultimi capolavori cinematografici.

lunedì 10 agosto 2009

Gabbie salariali nel sud impoverito


Gabbie salariali dove abitano le scimmie. Stipendi ancora più bassi dove vivono gli animali. Netta differenziazione tra chi guadagna nel ricco nord e chi invece lavora nel sud impoverito. Dare più soldi a chi è costretto a stare nel benestante settentrione. Togliere denari a chi ha avuto la ventura di nascere nel meridione. Agganciare il reddito al territorio. Legare gli stipendi al costo e al tenore della vita. Dove si vive meglio, dove ci sono più servizi, dove c’è più divertimento, dove ci sono più distrazioni, ci penserà lo stato ad aiutare gli italiani che si trovano in difficoltà ad andare avanti. Dove non c’è nulla e lo stipendio, a chi ha la fortuna di averlo, non riesce ad essere speso nella sua interezza, lo stato interverrà con uno spirito solidale portando via il surplus. Ci sarà un equilibrio dei redditi. Parte dello stipendio inutilizzato sarà forzatamente prelevato per darlo a chi sa cosa farne, a chi sa come spenderlo, a chi sa divertirsi, a chi sa come berlo in pub e ballarlo discoteche. Il principio sarà: togliere agli impoveriti per dare agli arricchiti. È giusto! Il denaro deve produrre denaro. Il denaro deve alimentare l’industria dello svago, dei servizi e creare nuova ricchezza e posti di lavoro. Tra nord e sud c’è troppa differenza. Al nord si sta bene e c’è, dal dopo guerra, piena occupazione. Al sud si sta e c’è il pieno della disoccupazione. Per riequilibrare questo fastidioso divario, il chiacchiericcio non è mancato nello scorso secolo. È mancata la volontà di andare in fondo.
La questione meridionale potrebbe essere risolta se solo si volesse. Si potrebbe fare, ad esempio, un travaso di italiani. Quelli del nord potrebbero essere spostati a vivere al sud e quelli del sud… beh quelli del sud già ci abitano al nord da emigrati. Si potrebbe togliere al settentrione buona parte dei divertimenti, delle distrazioni, delle industrie, dei servizi, della qualità della vita e portare tutto nel meridione. Il nord pagherebbe una sorta di pizzo solidale per avere lasciato colpevolmente il sud al suo destino dopo i fasti borbonici. Per riequilibrare le due macro aree del sacro suolo patrio, si potrebbero togliere al sud per recapitarle al nord: le irrisolte inefficienze, le gabbie salariali di fatto, la disoccupazione vacanziera, la pigrizia salottiera, i cancri sociali, le organizzazioni criminali, le cattedrali nel deserto, le opere pubbliche del deserto, il deserto nel deserto, un po’ cultura e tanta umanità. Si farebbe un baratto nel nome della solidarietà nazionale per omogeneizzare tutte le regioni italiche, distribuendo equamente pregi e difetti. Ma quando si finirà di parlare di un’Italia del nord e di un’Italia del sud? E se il meridione improvvisamente, per un colpo di culo, diventasse ricco sfondato e per sovrabbondante ricchezza farebbe mortificare la gente del settentrione? Come la metteremmo? Quale sarebbe l’atteggiamento, il modo di fare, l’aspirazione dei connazionali settentrionalismi proporzionalmente impoveriti? Si metterebbero a giocare al Superenalotto per riequilibrare le sorti? Chiederebbero sostegno alle istituzioni e agli amici più fortunati?

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)

La foto è tratta dal sito http://nuke.bloccoanimalista.org/

venerdì 7 agosto 2009

La carta igienica di Garibaldi di che marca era?


Domande che non mi fanno dormire. Quesiti che non mi lasciano sereno per tutta la giornata. Assilli che mi tormentano l’anima. Quante manie! Quanti pensieri! Quante contorsioni del cervello! Quante elucubrazio ni incontrollate che mi rosolano! La mente che va per i fatti suoi! E tu a pregare, a stare seduto per ore in meditazione per cercare di scacciare i pensieri malefici, per controllare l’attività mentale, per ritrovare la pace interiore e il controllo sul tuo essere supremo!
- Ma la carta igienica rimane igienica anche dopo l’uso?
- Ma la carta igienica ha bisogno delle mani igieniche?
- Ma la carta igienica, se rimane tanto tempo in un bagno non igienico, resta sempre igienica?
- Ma la carta igienica deve essere per forza bianca e a rotoli?
- Ma la carta igienica non può essere sostituita da giornali igienici ormai datati?
- Ma la carta igienica quando si strappa mentre la usi garantisce sempre l’igiene?
- Ma la carta igienica chi l’ha inventata?
- Prima della carta igienica cosa c’era?
- È vero che prima della carta igienica c’erano le foglie igieniche?
- È vero che senza la carta igienica non si può andare in bagno?
- Ma i ricchi sfondati usano la carta igienica?
- La carta igienica dei ricchi è uguale alla carta igienica dei meno ricchi?
- E se la carta igienica dei ricchi è diversa dalla carta igienica dei poveri com’è la carta igienica degli agiati?
- La carta igienica “dieci rotoli di convenienza” è davvero conveniente?
- La carta igienica può essere fatta di carta abrasiva?
- La carta igienica può essere sostituita dalla grattugia del cacio?
- Qual è la differenza tra la carta igienica e la carta da parati?
- Qual è la differenza tra la carta igienica e quella antigienica?
- Cosa distingue la carta igienica industriale da quella fatta in casa?
- Ma prima dell’avvento della carta igienica a rotoli, cosa utilizzavano i nostri padri e i padri dei nostri padri?
- Garibaldi, ad esempio, con che cosa si è pulito il culo dopo l’incontro di Teano quando gli è venuto di fare il bisognino?
- E se Garibaldi ha usato la carta igienica, di che marca era?
- E sua maestà il sovrano dell'Italia finalmente unita utiulizzava carta igienica, foglie igieniche o editti igienici?
- E mio cognato Tano?

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)

martedì 4 agosto 2009

Ospedale Agrigento, carceri di sabbia per i colpevoli


Il nuovo “ospedale di sabbia” di Agrigento sarà buttato giù. Come contropartita, saranno cancellate tutte le malattie e sarà impedito l’ingresso o il manifestarsi di infezioni e malanni nel vasto territorio servito dal nosocomio pirandelliano. Agrigento diventerà porto franco, “paradiso della salute”. A tutti i cittadini residenti nel circondario verrà donato un costoso kit dai poteri immunizzanti. Consentirà agli agrigentini di non contrarre patologie cliniche, di non essere coinvolti in incidenti di qualsiasi genere e, soprattutto, di non morire. Si farà in modo che nessuno più avrà bisogno di cure ospedaliere. Il kit miracoloso e miracolante conterrà, tra le altre cose, elisir di lunga vita, vaccini di ultima generazione, modificatori genetici, corni, ferri di cavallo, libri di preghiere, compendi sugli scongiuri, toccatori robotizzati di palle.
Si tratta di una proposta choc, prendere o lasciare, che arriva a pochi giorni dall’emissione del clamoroso provvedimento giudiziario di sequestro e sgombero del nuovo ospedale di Agrigento di contrada Consolida. Il nosocomio, immolato a “San Giovanni di Dio”, sarebbe stato costruito, secondo i periti della Procura della Repubblica, con calcestruzzo depotenziato con eccessiva rena. Il nuovo ospedale, ha ordinato la magistratura, deve pertanto essere svuotato entro un mese di tutti i pazienti e di tutto il personale medico e paramedico. Tutti fuori! Tutti in vacanza! Si ha il timore che in caso di eventi sismici, la struttura non regga e cada giù come un castello di sabbia così come è accaduto a L’Aquila.
Una situazione inverosimile, allucinante, difficile da credere e accettare. L’opinione pubblica grida allo scandalo e reclama la testa dei colpevoli: come si fa, si chiede, a costruire un’opera pubblica di tale importanza che si rompe con un grissino?
Ma attenzione a condannare preliminarmente e sommariamente mossi da sentimenti di ira e vendetta. E' un vecchio vizio italico. Prima si debbono chiudere le indagini e poi si dovranno celebrare gli eventuali tre gradi di processo. Calma! Calma! Però, se dovesse venire confermata la tesi accusatoria e se dovessero essere accertate delle responsabilità, proponiamo per coloro che saranno dichiarati colpevoli una pena all’ergastolo da scontare all’interno di una struttura ospedaliera costruita appositamente con sola sabbia depotenziata in zona ad altissimo rischio sismico (va bene anche un penitenziario costruito con barrette di crackers, come suggerito dal prototipo che abbiamo già allo studio e che vi mostriamo in anteprima nella foto).
Intanto, al “San Giovanni di Dio” la paura prende il sopravvento e si cominciano ad adottare le prime precauzioni. Nei reparti è stato fatto divieto assoluto di evacuazione (nel senso intestinale e gassoso del termine) e sono state vietate le giustificate imprecazioni rumorose di incazzati pazienti, familiari di pazienti, medici, familiari di medici, infermieri, familiari di infermieri, amministrativi, familiari di amministrativi, operai e tecnici, familiari di operai e tecnici. Per non parlare delle centinaia di imprecatori dell’indotto che da anni si occupano della fornitura di materiali e attrezzature, servizi bar e giornali, ristorazione ecc. e che rishciano di perdere il lavoro e una fondamentale fonte di reddito.
Ma non ci sarà bisogno di bestemmiare se si accetta pacatamente, pacificamente, pazientemente la proposta choc: la cancellazione dalla faccia della terra dell’ospedale agrigentino in cambio di un salvacondotto per tutti gli utenti o potenziali utenti della struttura sanitaria. Gli imprenditori, i commercianti e tutto il personale dell’indotto continuerebbero la propria attività lavorativa al servizio delle avveniristiche carceri nel deserto sismico che saranno realizzati con fine sabbia del Sahara o con lastroni di gustosi crackers friabili per ospitare detenuti ritenuti colpevoli di aver attentato alla salute pubblica.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)

venerdì 24 luglio 2009

Le palle di Rocco Forte fanno grande Sciacca


Un golf senza palle che golf è! Sir Rocco Forte non solo ha le palle ma sta considerevolmente aumentando la dotazione a un territorio che già le palle le aveva anche se un po’ rotte. Ha aperto a Sciacca il più grande e il più bel golf resort d’Europa e del Mediterraneo, frutto della lungimiranza, intelligenza, capacità, caparbietà, competenza, inappetenza di uno dei più importanti gruppi imprenditoriali mondiali con hotel prestigiosi nei migliori luoghi del pianeta terra.
Il Verdura Golf & Spa Resort è già operativo nella splendida, cristallina, incontaminata, frizzante, profumata, animata costa agrigentina. È l’ultima meraviglia delle meraviglie della meravigliosa e troppo invidiata Sicilia. In località Verdura, sul mare, al confine tra i solari comuni di Sciacca e Ribera, è stato realizzato un paradiso terrestre con piscine ad alto contenuto di acqua, hotel con stanze in camera, campi da golf con buche speciali per palle che contano, centri benessere per esigenze miracolose e tanto ma tanto altro ancora da scoprire.
Un mix micidiale, immerso nella straordinaria natura trinacriese, fatto di macchia mediterranea che non unge, olivi che mungono olio extravergine certificato da immacolate femmine siciliane, vigne che fanno uva contro i raggi UVA, palme nane con caratteristici ombrelli giganti, una distesa di arance arancioni dotate di aranciate profumate di zagara.
Il golf è il fiore all'occhiello dell’Eden di Rocco Forte. Il “Verdura” ha due campi vegetali che per la prima volta non sono coltivati ad ortaggi. Il primo campo ha 18 buche il secondo, di appoggio, ne ha 9. In totale fanno 27 signore buche che ogni giorno accolgono muliebremente centinaia, migliaia, miliardi di palle, lanciate con la gioia nel cuore da turisti e campioni di uno sport che ritenuto d’elite sta via via contagiando il globo terracqueo con la stessa velocità e intensità con cui si sta diffondendo l’influenza “A”, meglio conosciuta come “febbre dei porci”. Sono le palle che mancavano a questa parte di Sicilia per superare la decantata Taormina, per salutare l’annacquata Venezia, per mortificare Malta e i suoi cavalieri dell’apocalisse, per umiliare i Nabbabati di Dubai. Con le palle di Rocco Forte, Sciacca e la provincia di Agrigento stanno diventando grandi grandissimi.
Ai signori imprenditori turistici di altri lidi, un saluto cordiale da Sciacca, Ribera e dintorni. Ai turisti di tutto il mondo un invito a provare il paradiso “Verdura”pennellato da Rocco Forte per vivere una indimenticabile vacanza da sogno, per provare l’ebbrezza di un golf rigenerante a cinquanta stelle, per ricevere il massimo della luxury e ritrovare finalmente tutto ciò che di paradisiaco si può chiedere alla vita.
Grazie di cuore a Rocco Forte e a chi ha creduto nelle sue palle. E grazie a quanti, in un momento di grande difficoltà del cantiere, si è stretto alle sue palle. Da golf.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

Iliubo pubblica in esclusiva planetaria una foto del resort, con la mega piscina, la vista del mare a quattro passi e il verde dei campi da golf.
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