martedì 29 settembre 2009

Film Babbaluci al Comedy September


Il festival di Venezia è solo a qualche chilometro! Metro più metro meno. Il film “Babbaluci” parteciperà al concorso nazionale “Comedy September 2009” di Monsummano Terme, in provincia di Pistoia. Il lungometraggio, scritto e diretto da Raimondo Moncada e prodotto dall’Associazione “Emanuela Loi” di Agrigento, è uno dei 34 film selezionati alla rassegna cinematografica che si terrà il 3 e 4 ottobre in Toscana, proprio a Monsummano Terme, località in provincia di Pistoia.
“Comedy September” è un evento organizzato dall'associazione culturale Circolo Kubrick in collaborazione con il Comune di Monsummano Terme ed il Mac,n - Museo di Arte Contemporanea e del Novecento con il contributo e patrocinio della Mediateca Regionale Toscana Film Commission.
Al festival sono state ammesse opere di fiction e d’animazione di genere comico, grottesco, trash e commedia. I film – cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi – saranno proiettati nel teatro Yves Montand.
Con la proiezione dei film in concorso, si concluderà un mese di manifestazioni dedicati al cinema di genere comico, grottesco, trash e alla commedia italiana. Il programma di iniziative è partito lo scorso 28 agosto con l'inaugurazione della mostra dedicata al regista Mario Monicelli ed è proseguita per tutto il mese di settembre con eventi, proiezioni, incontri con l'autore e workshop.
La proiezione del film “Babbaluci”, reduce dal successo allo Sciacca Film Festival, è stata programmata per domenica 4 ottobre 2009 alle ore 18.
Per la produzione, è come essere chiamati a partecipare al Festival di Venezia. Ma ci arriverà! Siamo sicuri che ci arriverà. Come ci è arrivato il regista siciliano Giuseppe Tornatore con il suo nuovo capolavoro "Baaria". Tempo al tempo. Magari Raimondo Moncada con gli amici attori e tecnici dell'Associazione "Loi" ci arriveranno con "Baabbaluci".

Link del festival
http://www.comedyseptember.it/

domenica 20 settembre 2009

Bambini che ridono alla vita

Divertentissimo! Contagiosissimo! La risata di un bambino è una delle meraviglie del mondo. Se poi è una risata corale di ben quattro bambini, di ben quattro gemelli possiamo affermare che siamo in presenza di una meraviglia delle meraviglie. Guardiamo questo video se ci sentiamo giù di corda, se ci sentiamo giù di morale, se ci sentiamo depressi. Guardiamo il sorriso innocente di queste creature se vogliamo sintonizzarci con la vita e ritrovare a nostra volta il sorriso.

iliubo

martedì 15 settembre 2009

Porci allo spiedo contro l’influenza suina


Dopo la febbre degli uccelli, arriva inevitabile la malattia dei porci. E si diffonde il panico e si diffonde la paura. E' ancora una volta psicosi. La gente, confusa, qualche anno fa si chiedeva se fossero gli uccelli i colpevoli della nuova peste del terzo millennio, l'aviaria, così come era stato nel secondo millennio per l'Aids. Adesso la stessa domanda: l’influenza suina è provocata dal nostro essere porci?
Ogni giorno è uno stillicidio di notizie che si accavallano, si inseguono, si sorpassano con manovre mozzafiato nei tg, nella carta stampata. Si parla continuamente di trasmissione della malattia dall’animale suino all’uomo-animale-porco con elevate percentuali di mortalità.
La macchina dell’informazione sta travolgendo tutti seminando il terrore. Si è inizialmente parlato di pandemia, di virus virulento, aggressivo, letale con inevitabile diffusione planetaria e morti a go go. Si sono fatte interviste a specialisti specializzati. Si sono dispensati utili consigli per la prevenzione, il trattamento. Si sono predisposti i reparti per la cura delle malattie infettive nelle strutture sanitarie e ospedaliere a cui rivolgersi in caso di sintomi suini conclamati. C’è chi ha parlato di picchi in autunno, chi in inverno. C'è chi ha paventato pericoli per l’economia in ripresa che potrebbe essere messa in ginocchio dai tanti lavoratori colpiti dall'influenza maiale. I nostri ministri della salute hanno cercato di recente di buttare acqua sulla brace del porco. Hanno cercato di rassicurare la popolazione che il virus è più innocuo del previsto e che il governo ha in ogni caso preparato un piano di vaccinazione che porrà rimedio alle conseguenze dell'influenza. Saranno vaccinati tutti, a partire dalle categorie più a rischio compreso il personale dei servizi pubblici essenziali: medici, infermieri, appartenenti alle forze dell’ordine, bambini, anziani, ammalati. Ma perché per mesi e mesi ci hanno allora rotto i maroni (leggi pure palle!)? perché ci hanno allarmato a tal punto che abbiamo pensato che fosse arrivata la fine del mondo e con la fine del mondo anche la fine dell’uomo e con la fine dlel'uomo anche la fine del porco e dell’uomo-porco?
La verità è che, comunque vadano le cose, a guadagnarci saranno le industrie farmaceutiche impegnate da mesi a produrre migliaia, milioni di vaccini. Si guadagna oltre che sulla morte anche sulla paura della morte, come ha ben spiegato Raimondo Moncada nel suo libro/saggio umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi". Più paura si diffonde per la paura della fine del mondo, più salvavita si producono e più business si fa. Alla faccia del porco!
Il virus A H1N1, sentiamo dalla viva voce di alcuni speciali specialisti, si diffonde a vista d’occhio. Il virus fa a gara con le emissioni solari per vedere chi è più veloce della luce. E mentre il virtus fa il giro del mondo, i nostri lettori ed elettori ci bersagliano di interrogativi. Dal terzo mondo ci arriva, tramite facebook, questa domanda disperata:
Mi ingozzo parcamente di salsiccia, bistecche, salame, mortadella, pancetta, prosciutto, zampone, cotechino e penso con ansioso timore all'influenza dei porci che, porcamente, potrebbe influenzarmi. Mi dovrò vaccinare come specie a rischio?
Altri ci chiedono semplicemente: cosa fare? dove andare? come salvarsi dalla febbre della salsiccia? come evitare il contagio? a chi bussare con le mani pulite? quali vaccini inocularsi?
C'è stato un nostro amico che ci ha chiesto infine: ma il virus è una cosa seria?
Questa sì che è una domanda da porci.
Una soluzione radicale, che ci consigliamo di suggerire agli esperti espertari, è quella di eliminare il porco prima che il porco elimini noi. I nostri amici cuochi (vedi foto) consigliano di utilizzare lo spiedo per eliminare i porci più gustosi e mangiarseli ben cotti.
Per addolcire l’allarme, gli strateghi della comunicazione hanno cominciato a modificare il linguaggio e a utilizzare sempre di più gli eufemismi. Si evita di parlare di febbre dei porci, di influenza suina, scegliendo una terminologia scientifica meno terrificante. La parola maiale è stata così messa al bando, cancellata. Si parla solo di virus A H1N1, terminologia più vicina al linguaggio della casalinga, del pensionato, dell’operaio, dell’analfabeta, dell'allevatore, dell'allevato porco suino.
Con il contagio dal porco, non si diventa porci ma ci si ammala di influenza A H1N1.
Semplice! Per modo di dire.
Ma, intanto, dagli allevamenti suini, ci arriva una notizia sconvolgente: anche i porci hanno paura dei maiali. In molti, per l'angoscia di essere infettati, si suicidano preferendo la morte allo spiedo. E', insomma, psicosi suina. Le autorità sanitarie hanno all'uopo costituito una task-force di psicologi per attutire l'impatto della malattia che, al momento, sembra più una patologia psicologica.

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere il capitolo “Uccellofobia” del nostro libro umoristico preferito: “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

lunedì 7 settembre 2009

Libro favorisce la digestione


Quando certi libri umoristici hanno effetti stimolanti per l'organismo, a beneficio della mente ma anche del corpo. Il buonumore in essi contenuto stimola la produzione di idee dal cervello e favorisce la produzione digestiva (vai di corpo che è un ameraviglia!). Non sono esclusi gli effetti diuretici. Lo ricaviamo da un'interessante ricerca demoscopica pubblicata da un blog amico dai contenuti così toccanti che stanno per essere ripresi dai principali portali internet e dai più prestigiosi siti di informazioni del mondo. Noi, di seguito, riportiamo integralmente lo studio scientifico a beneficio dei nostri appassionati lettori.

Ecco i dieci motivi che, secondo l’agenzia internazionale “Quanto leggi”, hanno indotto tanti appassionati lettori ad apprezzare la lettura dell’originale, coraggioso, sfacciato, esilarante libro umoristico di Raimondo Moncada “Ti tocca anche se ti tocchi” della CSA Editrice:
1) perché è un libro che si legge con facilità in bagno, stando comodamente seduti sul water o facendosi la doccia;
2) perché è un libro che fa facilmente cagare chi soffre di stitichezza cronica con sfiati, flussi ed effluvi impressionanti, avendo l'umorismo di "Ti tocca" virtù stimolanti anche per digestioni difficili;
3) perché è un libro che porta fortuna, pur non appartenendo alla tradizionale famiglia degli amuleti (l’Amleto di William Shakespeare non c’entra niente anche se, al momento del lancio di "Ti tocca" si sono avvertiti sghignazzamenti e strani movimenti sussultori nella tomba del celebre drammaturgo);
4) perché è un libro benefico, elisiriaco, talismanico ed afrodisiaco che allunga e allarga la vita (intesa anche come luogo dove risiedono le zone erogene procreanti);
5) perché è un libro del quale si possono benissimo leggere i capitoli tra una pausa e l’altra di un intenso rapporto sessuale, per ricaricarsi di energico entusiasmo per nuove e esaltanti colpi da maestro senza che ci venga un colpo;
6) perché è un libro che fa capire a fondo il passato, il presente e il futuro facendo allo stesso tempo sorridere e riflettere (fa piangere solo se ti fai lanciare uno scatolone pieno di “Ti tocca” dal centesimo piano di un grattacielo e per mancanza di allenamento non riesci a prenderlo al volo e ti si spiattella in testa con tutta la sua veloce pesantezza);
7) perché è un libro che si fa leggere tutto d’un fiato esaurendo il fiato anche a chi di fiato non ne ha più, facendo godere le parti pubbliche, le parti intime e le contese parti condominiali;
8) perché è un libro davvero toccante che tocca tutti in quanto con niente arricchisce lo spirito, la carne e le tasche meglio di una vincita milionaria al superenalotto;
9) perché è un libro che sta facendo morire dalle risate gli austeri imprenditori e addetti funebri che non riescono più a presentarsi seri, composti e compunti davanti ad affranti clienti;
10) perché quando l’autore lascerà questa terra i suoi detrattori moriranno dal ridere e lo scrittore, contento di cotanta considerazione, riderà da morire.
Sono le dieci buone ragioni per le quali l’agenzia “Quanto leggi” ma anche prestigiose società letterarie come “Libri da leggere assolutamente ora” e “Libri da non perdere per ritrovarli” e "Libri da portarsi su un'isola deserta soli con una avvenente isolana" e "Libri da consigliare per vivere felici" e "Libri da top ten", consigliano vivamente di avere tra le mani il volume “Ti tocca anche se ti tocchi” per toccarlo, leggerlo, spogliarlo, disossarlo, custodirlo gelosamente nella propria libreria personale o biblioteca cittadina, suggerire la lettura a chi si vuole bene e agli amici più intimi da toccare con un gesto d'amore.

sabato 5 settembre 2009

Critica ai criticabili criticoni criticanti


Una critica criticante è criticabile se si compiace ed è fine a se stessa. È criticabile una critica volutamente, piacevolmente, distruttiva. Sono criticabili i criticoni criticanti, critici contro tutto e tutti che amano solo sparare: boom! Senza tenere conto di nulla.
È facilissimo criticare. È facilissimo stroncare. È facilissimo dire questo non va. Più difficile è costruire, fare, mettersi in gioco, metterci la propria faccia, sporcarsi le mani, cercare di fare qualcosa.
Mi chiedo: c’è una scuola dei critici criticoni? Per criticare ci vuole la patente? un diploma serale? Critici si nasce o si diventa? La critica si ha nell’animo? I critici criticano a prescindere? I critici hanno mai provato a realizzare quanto criticano con dovizia di dettagli e abilità di giudizio? I critici hanno mai provato a cimentarsi nell’opera di ingegno che criticano?
Una critica può essere oggettiva, vera, sincera, in buona fede, accettabile, costruttiva, propositiva, utile, graffiante. Ma una critica può anche essere soggettiva e nel peggiore dei casi scorretta, dettata dalla malafede, dall’invidia, dal rancore, dall’odio, dall’ignoranza, dalla superficialità, dall’indifferenza, da un tornaconto personale. Chi paga, in questo caso, il danno procurato da una critica ingiusta? E se sono critici di importanti organi di informazione chi paga i danni del delitto? La critica dei critici affermati è oro colato? Perché un quadro brutto è bello e un quadro bello è brutto? Perché un film che fa cagare merita grande apprezzamento e un film che è un capolavoro deve essere bruciato? Perché un libro che fa schifo si deve assolutamente comprare e un libro che fa emozionare è meglio che raggiunta la locale discarica? Perché un'iniziativa ha successo a prescindere e un'altra iniziativa è un insuccesso a prescindere? Perché una buona idea è da deridere mentre una cattiva idea è la salvezza della nazione? Chi decide cosa? Chi decide il comportamento della gente? Chi decide di condizionare il comportamento dei consumatori, degli utenti, dei cittadini, dei lettori, degli ascoltatori, dei telespettatori, dei guardoni?
La libertà di critica è sacrosanta. I nostri genitori a costo della loro vita e integrità fisica ci hanno regalato la libertà di opinione. Ma i critici hanno licenza di uccidere incolpevolmente tutto e tutti, abusando della propria posizione dominante? La critica alla critica è consentita ma non avrà mai lo stesso spazio, la stessa evidenza e la stessa carica della critica originaria.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)

sabato 29 agosto 2009

"Ti tocca", l'applauso dei fantasmi di Sciacca

Non si è toccato nessuno ma è stata ugualmente una serata toccante. Toccante perché si è toccato un tema toccante con leggerezza, grazie al sottile umorismo riflessivo ed esorcizzante di “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Il libro è stato presentato venerdì sera, 27 agosto 2009, a Sciacca, all’interno dei ruderi del Castello Luna, in compagnia dei nobili fantasmi del medievale maniero gestito dall’Associazione Antiche Tradizioni. La presentazione è stata organizzata dal Club Unesco. L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Sciacca.
La serata, condotta dal responsabile del Club Unesco Lorenzo Salvagio, è stata all’insegna della riflessione umoristica, a tratti profonda, a tratti ilare, sul tema affrontato nel suo libro da Raimondo Moncada.
“La morte – ha precisato l’autore – non fa ridere. Nessuno dalle nostre parti fa salti di gioia. Fa ridere ciò che gli uomini fanno girare attorno a un evento che nell’occidente procura un dolore indicibile mentre in altre culture viene vissuto addirittura con plateali manifestazioni di giubilo perché si crede veramente di trasferirsi in un mondo considerato migliore. Fa ridere ciò che si dice e ciò che si fa. Fa ridere l’ipocrisia, l’indifferenza, la falsità, la goffaggine, il professionismo. Fanno ridere le gaffe che inconsapevolmente si commettono prima, durante e dopo le manifestazioni funebri”.
Nel corso della presentazione del libro si è posto l’accento sulla forza e la virtù dell’umorismo, sul potere benefico del riso e sul coraggio dell’autoironia per migliorare la qualità della vita e superare situazioni particolarmente difficili. Non a caso prende sempre più piede la risoterapia. Non a caso dei medici si vestono da pagliacci, da clown per tirare su il morale di tanti malati e accelerare o stimolare la guarigione di pazienti anche in gravi condizioni di salute.


Lorenzo Salvagio ha intervistato per un’ora e un quarto l’autore che ha parlato ampiamente del suo libro “Ti tocca anche se ti tocchi” spiegando come è nato dopo avere scritto altre opere satiriche come “Odissea” e “Il peccato di Eva”. Della sua ultima fatica titanica, Raimondo Moncada ha detto: “L’umorismo allunga e allarga la vita” invitando la gente ad aggiungere sostanza e pienezza all’esistenza e non anni in più, per non trasformarci in morti viventi senza motivazioni ad esistere”. Non bisogna invece perdere tempo in toccatine superstiziose per scacciare un evento che fa parte della vita e che è ineluttabile. L'unico potere salvifico ed esorcizzante è stato riconosciuto con apprezzata modestia al libro "Ti tocca anche se ti tocchi".
Nel corso della serata ci sono stati interessanti interventi anche tra il pubblico.
La presentazione del libro umoristico di Raimondo Moncada è stata anche l’occasione per un momento di sensibilizzazione voluto dal Club Unesco e legato alla Lilt, la lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori a favore della quale si è aperta da qualche settimana una gara di solidarietà per sostenere i suoi volontari che portano avanti indispensabili e meritorie attività in provincia di Agrigento. La libreria Grafite di Sciacca, che si è occupata di distribuire l’opera dell’autore proposto dal Club Unesco, ha destinato parte del ricavato della vendita del libro proprio alla Lilt. Presente tra il pubblico, venerdì sera al castello Luna all’incontro con Raimondo Moncada, anche il presidente provinciale della Lilt Francesco Verderame. Il presidente della Lilt, stimatissimo oncologo, ha ringraziato gli organizzatori della serata per l’iniziativa di sensibilizzazione. Al termine della manifestazione si è levato uno scrosciante applauso da parte dei fantasmi deceduti nel corso dei secoli e che hanno scelto come propria dimora il Castello Luna. Una manifestazione di affetto e di stima che ha toccato e fatto toccare tutto il pubblico fisico presente.
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