Il video del mobile supersonico. Il tavolo più veloce del pianeta. L'arredamento da cucina che si fa inseguire e che per mangiare al volo ti devi allenare a correre veloce come il figlio del vento Carl Lewis o come il siluro Usain Bolt.
L'idea è dell'eclettico inventore inglese Perry Watkins, 47 anni. Watkins si è fissato l'obiettivo di battere il record per il mobile più veloce del mondo. Il primato è fin'ora detenuto da un sofà lanciato a 150 chilometri all'ora tre anni fa, nel 2007. Il tavolo del bizzarro inventore inglese va, o dovrebbe andare, a 200 chilometri orari, tutto apparecchiato di primi, secondi, gelato e frutta, piatti, posate, bicchieri e bottiglie, oliera, saliera e comprese le sedie. L'arredamento da cucina è completo.
Perry Watkins non è nuovo a queste bizzarrie. E' riuscito ad entrare nel nel guinness dei primati già quattro volte. L'ultimo record è la fabbricazione della Wind-up, la macchina più piccola del mondo. La Wind-Up misura solo 1,04 metri di altezza, 66 centimetri di larghezza ed è lunga 1,30 metri (la metà di una smart). Motore di 150 cc, l'auto raggiunge la velocità massima di 65 Km/h e consuma 1 litro di benzina ogni 25 chilometri percorsi.
martedì 7 settembre 2010
domenica 5 settembre 2010
La comicità di Giusti e Di Stefano

Una mitragliatrice con un caricatore pieno di battute! Proiettili caricati con una ironia tranciante che quando ti colpiscono ti fanno bene e che quando ti penetrano, esplodendoti all’interno, ti rilasciano una ulteriore comicità esplosiva. Questo è “L’ultimo chiuda la morta!!!”, il libro scritto a quattro mani da due grandi umoristi siciliani: Antonio Di Stefano e Lino Giusti con le illustrazioni delle due mani di Giuseppe Lo Bocchiaro. La casa editrice è la Novantacento di Palermo.
Il sottotitolo è: Uforismi, battute…dell’altro mondo. La copertina del libro di Di Stefano e Giusti (un tizio disperato che con una chiave cerca di chiudere una porta a forma di coperchio di bara), così come l’argomento ed il genere, richiama l’opera umoristica “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada (che ha in copertina una bara aperta con all'interno uno scheletro sorridente che si tocca i cabbasisi di camilleriana memoria).
Entrambe le opere si propongono di non fare ridere da morire ma morire dal ridere!
“L’ultima chiuda la morta” è un libro che ho avuto tra le mani (anzi nella cassetta della posta) negli ultimi scampoli di un’estate che mi ha stonato con un colpo di coda. E’ un libro che ho letto, riletto e divorato. Non ne ho lasciato neanche una briciola per le camurrie di formiche che è dall’inizio della calda stagione che mi stanno rodendo il fegato.
Il suo spirito è diventato il mio. Mi ha pervaso di buonumore fino nel midollo.
“L’ultimo chiuda la morta!!!” si legge tutto d’un fiato per chi ha ancora fiato da investire in una sana e beneaugurante risata. Ad ogni battuta, Antonio Di Stefano e Lino Giusti regalano al fortunato lettore del salutare umorismo. La maggior parte delle battute sono dei veri e propri proiettili. Ma ce ne sono altre nel libro che si presentano sotto forma di supposte. Ti entrano dentro ed hanno un effetto a scoppio ritardato.
Si ride e si sorride, con puro godimento dello spirito.
“L’ultima chiuda la morta” lo puoi leggere a una battuta alla volta. Ridere, fare una pausa e riprendere. Lo puoi leggere a pagina per pagina e poi riposare i muscoli del viso. Lo puoi assorbire a capitoli. Lo puoi ingoiare per intero, così com’è, con tutta la sua divertente copertina, in ogni tempo ed in ogni luogo.
“L’ultimo chiuda la morta!!!” è suddiviso a temi, a sezioni, a caratteri, a personaggi. Gli autori si divertono a scavare nel complesso animo umano, a giocare con le parole, a trovare in uno scontro terminologico o in un cambio di vocale, quella misteriosa scintilla che improvvisamente aziona e distende una miriade di muscoli facciali, che ripulisce il sangue, che dà nuova energia al cervello, che provoca quel miracolo della natura umana che è il sorriso.
A partire dal titolo, "L'ultima chiuda la morta!!!", è un libro da leggere e da rileggere parola per parola, frase per frase, battuta per battuta, aforisma per aforisma, per regalarsi irripetibili attimi di buon umore.
iliubo
(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)
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mercoledì 1 settembre 2010
Strani nostrani, i siciliani di Savatteri

Quanto sono strani questi siciliani! Così strani da rasentare la follia. Così strani da lasciare un sicuro posto fisso e darsi alla pittura, al canto, alla vendita di libri, alla costruzione di carretti siciliani, a sostenere che Catullo sia originario di Campobello di Licata. Strani ma geniali, creativi, operosi, concreti, fattivi, azzardosi. Sono i siciliani di Gaetano Savatteri raccontati nel suo ultimo libro dal titolo “Strani Nostrani – Storie di siciliani fuori dal comune” edito da Novantacento, all’interno della collana “I libri di I love Sicilia”. La prefazione è di Pietrangelo Buttafuoco, per il quale il libro è un pretesto dell'autore "per saldare un debito con la propria terra, la terra di Sicilia, attraverso veloci ritratti che in poche battute ci raccontano 'la vita degli altri' con mano sapiente", uomini comuni dall'esistenza fuori dal comune che hanno osato abbandonarsi alla follia del vivere quotidiano. Il libro è stato presentato ieri sera al Collegio dei Filippini di Agrigento da Gero Miccichè, dal vicesindaco Massimo Muglia e da Gigi Restivo.
Gaetano Savatteri, nel corso dell'affollato incontro, ha raccontato la genesi del libro e di come ha scovato gli insoliti personaggi che vengono raccontati con poetica semplicità e garbata ironia, nei loro pregi e nei loro difetti, nelle loro stranezze e nelle loro ricchezze.
Il libro raccoglie il meglio della rubrica che da quattro anni, il giornalista e scrittore di Racalmuto tiene sul mensile I love Sicilia.
Brani di “Strani e nostrani” sono stati letti da Raimondo Moncada, altro strano nostrano, autore dell’opera umoristica “Ti tocca anche se ti tocchi”.
Alla presentazione, sono intervenuti alcuni degli agrigentini ritratti nel libro di Savatteri: Marcello La Scala, figlio del maestro carradore Raffaele La Scala; il baritono Giuseppe (Peppino) Dalli Cardillo, cantore del prestigioso coro della cappella musicale pontificia Sistina; Amedeo Bruccoleri titolare della libreria Capalunga, il pittore Giuseppe (Peppe) Butera; il direttore di Malgrado Tutto Egidio Terrana; il musicista Cesare Lo Leggio, fratello del professore catulliano Salvatore Lo Leggio; il professor Giuseppe Jannuzzo, padre dell’attore Gianfranco e presidente nella capitale dell’Associazione Agrigentini a Roma e Ovunque; lo scultore Giuseppe Agnello, autore della sculture di Leonardo Sciascia a Racalmuto e a Porto Empedocle del commissario Montalbano, celebre personaggio letterario di Andrea Cammilleri. Nel libro di Gaetano Savatteri, vengono raccontate le storie di altri agrigentini come quelle: del pittore Franco Fasulo; del farmacista Paolo Minacori e del notaio Nino Pusateri, fondatori delle Fabbriche Chiaramontane, la galleria d’arte aperta nelle fondamenta della chiesa di San Francesco; e del magistrato Gigi Birriteri, vice capo di gabinetto del ministro della Giustizia Angelino Alfano.
Brani di “Strani e nostrani” sono stati letti da Raimondo Moncada, altro strano nostrano, autore dell’opera umoristica “Ti tocca anche se ti tocchi”.
Alla presentazione, sono intervenuti alcuni degli agrigentini ritratti nel libro di Savatteri: Marcello La Scala, figlio del maestro carradore Raffaele La Scala; il baritono Giuseppe (Peppino) Dalli Cardillo, cantore del prestigioso coro della cappella musicale pontificia Sistina; Amedeo Bruccoleri titolare della libreria Capalunga, il pittore Giuseppe (Peppe) Butera; il direttore di Malgrado Tutto Egidio Terrana; il musicista Cesare Lo Leggio, fratello del professore catulliano Salvatore Lo Leggio; il professor Giuseppe Jannuzzo, padre dell’attore Gianfranco e presidente nella capitale dell’Associazione Agrigentini a Roma e Ovunque; lo scultore Giuseppe Agnello, autore della sculture di Leonardo Sciascia a Racalmuto e a Porto Empedocle del commissario Montalbano, celebre personaggio letterario di Andrea Cammilleri. Nel libro di Gaetano Savatteri, vengono raccontate le storie di altri agrigentini come quelle: del pittore Franco Fasulo; del farmacista Paolo Minacori e del notaio Nino Pusateri, fondatori delle Fabbriche Chiaramontane, la galleria d’arte aperta nelle fondamenta della chiesa di San Francesco; e del magistrato Gigi Birriteri, vice capo di gabinetto del ministro della Giustizia Angelino Alfano.
Un libro da gustare dalla prima fino all'ultima pagina per apprezzare il genio siculo, per "leggere in filigrana, come dice l'autore, anche qualche declinazione dell'essere siciliani, considerando comunque che nascere e vivere qui (in Sicilia) spesso non è né una condanna né fortuna, ma solo un caso". "Un irripetibile affascinante meraviglioso gioco del caso".
La serata è stata ripresa dalle telecamere dell'emittente agrigentina Teleacras e trasmessa integralmente in tv.
iliubo
iliubo
domenica 29 agosto 2010
Il folk Raffadali conquista l'Ungheria

Il folk di Raffadali conquista i cuori magiari. Capacità di coinvolgimento, allegria, vivacità, energia, sono le qualità che più sono state apprezzate e che hanno lasciato il segno in Ungheria. La nuova compagnia folclorica “Città di Raffadali” di Antonella Panarisi ha partecipato con notevole successo al festival di agosto “Da Szeged alla scoperta delle regioni sud-orientali ungheresi”. Spettacoli, sfilate, incontri, scambi di amicizia, conoscenza della cultura, delle tradizioni, delle ricchezze umane e storiche di una terra affascinante e straordinaria: l’Ungheria. Un paese dell’est che punta ad entrare sempre di più nell’area europea con umiltà e determinazione, forte del suo Dna, della caparbietà della sua gente, operosa e accogliente.
Il gruppo folcloristico “Città di Raffadali” si è esibito, con le danze, le coreografie e i canti del proprio repertorio, in diverse località: Szeged, Kunszentmàrton, Kisszàllàs, Gyula, nel centro termale di Cserkeszòlò. La compagnia ha dato il meglio di sé, non risparmiando forze ed elargendo ovunque sorrisi. I ballerini, accompagnati da una orchestrina trascinante e su di giri, hanno dato vita a spettacoli sia al chiuso che all’aperto, strappando ovunque applausi, in teatro, in piazze e nel suggestivo scenario del castello medievale di Gyula, su un palco a palafitte eretto dentro uno specchio d’acqua. Una esibizione “salutare” ha anche rallegrato e intrattenuto le migliaia di vacanzieri ospiti del mega centro termale di Cserkeszòlò, gremito in tutte le sue decine di impianti: piscine all’aperto e al chiuso con acqua termale, acquascivoli, centri per fangoterapia, centri per massaggi ecc. E’ stato davvero un piacere vedere un centro benessere così allegro, organizzato, funzionante e stracolmo di famiglie, così come è stato un piacere la tappa nella romantica Budapest, la perla del Danubio, con l’immancabile giro in battello nel fiume per ammirare più da vicino le meraviglie della capitale magiara e i fiabeschi luoghi della principessa Sissi. E così come è stato un piacere la sosta a Ferrara, nel viaggio di ritorno, nella giornata di apertura del “Ferrara buskers festival” tra i più importanti festival internazionali degli artisti di strada, ospiti di un albergo gestito da amici raffadalesi (lo Student's Hotel Estense).
Il gruppo folcloristico “Città di Raffadali” si è esibito, con le danze, le coreografie e i canti del proprio repertorio, in diverse località: Szeged, Kunszentmàrton, Kisszàllàs, Gyula, nel centro termale di Cserkeszòlò. La compagnia ha dato il meglio di sé, non risparmiando forze ed elargendo ovunque sorrisi. I ballerini, accompagnati da una orchestrina trascinante e su di giri, hanno dato vita a spettacoli sia al chiuso che all’aperto, strappando ovunque applausi, in teatro, in piazze e nel suggestivo scenario del castello medievale di Gyula, su un palco a palafitte eretto dentro uno specchio d’acqua. Una esibizione “salutare” ha anche rallegrato e intrattenuto le migliaia di vacanzieri ospiti del mega centro termale di Cserkeszòlò, gremito in tutte le sue decine di impianti: piscine all’aperto e al chiuso con acqua termale, acquascivoli, centri per fangoterapia, centri per massaggi ecc. E’ stato davvero un piacere vedere un centro benessere così allegro, organizzato, funzionante e stracolmo di famiglie, così come è stato un piacere la tappa nella romantica Budapest, la perla del Danubio, con l’immancabile giro in battello nel fiume per ammirare più da vicino le meraviglie della capitale magiara e i fiabeschi luoghi della principessa Sissi. E così come è stato un piacere la sosta a Ferrara, nel viaggio di ritorno, nella giornata di apertura del “Ferrara buskers festival” tra i più importanti festival internazionali degli artisti di strada, ospiti di un albergo gestito da amici raffadalesi (lo Student's Hotel Estense).
iliubo
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lunedì 9 agosto 2010
Le foto di Samantha Capitano a Montallegro

Dalla Sicilia a Londra, dove vive e fa la fotografa. Adesso ritorna nella sua terra, la provincia di Agrigento, per esporre le sue opere. Lei è Samantha Capitano. Mercoledì prossimo, 11 agosto 2010, alle ore 20, Samantha Capitano inaugurerà la sua personale di fotografia nell’ex sede del municipio di Montallegro, al Viale della Vittoria. La mostra ha per titolo “Oggi sposi! Reportage di nozze tra Londra e la Sicilia”. L’evento è promosso dall’Amministrazione comunale, dal sindaco Giuseppe Manzone e dall’assessore al Turismo Giuseppe Quadrone, ed è inserito nel programma dell’Estate Montallegrese 2010. La mostra rimarrà aperta una settimana. In esposizione soprattutto immagini di lussuosi matrimoni inglesi e di straordinari lieti eventi siciliani. In mostra anche ritratti di bimbi, teenager, artisti; e poi ancora paesaggi, lavori commerciali e pubblicitari. Si mettono a confronto due mondi completamenti diversi: l’Inghilterra e l’Italia, dove Samantha Capitano opera da diversi anni.
CENNI BIOGRAFICI
La fotografa, originaria di Montallegro, a Londra ha lavorato e si è affinata nell’arte del fotografare con maestri e professionisti affermati. Samantha Capitano studia al London College of Communication. Segue i seminari dell’artista e fotografo Martin Grahame-Dunn, presidente della Society of Wedding and Portraits Photographers (SWPP) con cui preparerà gli esami per diventare membro qualificato della stessa SWPP, la Società Inglese dei Fotografi di Matrimonio e Ritratti. Diverse foto di Samantha vengono scelte per partecipare a concorsi fotografici e il suo portfolio riesce a cogliere l’attenzione di due tra i fotografi più importanti della scena artistica londinese: Keith Appleby e Julia Boggio. Con entrambi instaura una collaborazione duratura, con Samantha Capitano che diventa a tutti gli effetti il secondo fotografo di tutti i matrimoni e dei lavori fotografici pubblicitari. Segue inoltre i seminari teorici (con Julie e Damien Lovegrove) e lo studio delle tecniche della luce sempre con Martin Grahame-Dunn ormai personal tutor di Samantha all’interno della SWPP. Nel 2008 fonda la propria compagnia, la Samantha Capitano Photography, che si specializza in matrimoni, ritratti e pubblicità.
SAMANTHA PRESENTA LA MOSTRA
Ecco come Samantha Capitano presenta la sua personale di Montallegro:
“Le foto dell’esposizione – dice la fotografa – sono la sintesi di un viaggio personale e fotografico. Viaggio nel vero senso fisico della parola, spostamento, iniziato diversi anni fa quando mi sono trasferita a Londra. Al di là della bellezza architettonica, un grande fascino esercita sicuramente il mescolarsi dei diversi popoli e culture: l’essere una città di stranieri. A Londra mi sono ritrovata a fotografare un matrimonio celebrato con rito indiano ed un altro con lo sposo originario dei Caraibi. Questa Londra multietnica convive poi con una Inghilterra “inglesissima”, quella degli inglesi puro sangue che prendono il tè alle cinque e si emozionano quando ascoltano l’inno nazionale. Sono sposi eccentrici, capaci di vestirsi di viola, di scegliere per la cerimonia maestose chiese gotiche oppure i luoghi più impensabili come ad esempio il museo delle macchine a vapore. Mi piace lo sfarzo e l’eleganza dei matrimoni anglosassoni, dove i fiori sono sovrani, le spose arrivano in lussuose auto Bentley, si mangia salmone, si beve tanto champagne e dove la partecipazione dei parenti e degli amici è eccezionale. Le bridesmaid, le migliori amiche della sposa, sono delle damigelle d’onore e si distinguono dagli altri invitati per un vestito speciale e sartoriale, fatto a mano, che la sposa ha concepito soltanto per loro. I genitori e il testimone dello sposo, alla fine del pranzo nuziale, leggono toccanti discorsi sui pregi e i successi dei loro figli/sposi e sulla storia delle loro vite e del loro amore”.
“L’attrazione verso Londra – aggiunge Samantha Capitano – non esclude la Sicilia, ma mi aiuta a vedere e ad avvicinarmi meglio ad essa. Nel mio viaggio e nel mio lavoro mi riscopro sempre più siciliana, e la ‘sicilianità’ è qualcosa di cui non posso e non voglio liberarmi. Sono attratta dalla mia terra, dalle sue città e dai suoi paesaggi. Il giallo della luce e il blu del cielo e del mare sono tra i miei colori preferiti, ed è per questo che ho scelto come locandina della mostra la foto della sposa che entra nel mare. Una foto realizzata l’indomani del matrimonio, nella splendida spiaggia di Fungitella, all’interno della riserva naturale di Torre Salsa, riprendendo una tradizione americana, ancor prima che inglese, chiamata trash the dress”.
CENNI BIOGRAFICI
La fotografa, originaria di Montallegro, a Londra ha lavorato e si è affinata nell’arte del fotografare con maestri e professionisti affermati. Samantha Capitano studia al London College of Communication. Segue i seminari dell’artista e fotografo Martin Grahame-Dunn, presidente della Society of Wedding and Portraits Photographers (SWPP) con cui preparerà gli esami per diventare membro qualificato della stessa SWPP, la Società Inglese dei Fotografi di Matrimonio e Ritratti. Diverse foto di Samantha vengono scelte per partecipare a concorsi fotografici e il suo portfolio riesce a cogliere l’attenzione di due tra i fotografi più importanti della scena artistica londinese: Keith Appleby e Julia Boggio. Con entrambi instaura una collaborazione duratura, con Samantha Capitano che diventa a tutti gli effetti il secondo fotografo di tutti i matrimoni e dei lavori fotografici pubblicitari. Segue inoltre i seminari teorici (con Julie e Damien Lovegrove) e lo studio delle tecniche della luce sempre con Martin Grahame-Dunn ormai personal tutor di Samantha all’interno della SWPP. Nel 2008 fonda la propria compagnia, la Samantha Capitano Photography, che si specializza in matrimoni, ritratti e pubblicità.
SAMANTHA PRESENTA LA MOSTRA
Ecco come Samantha Capitano presenta la sua personale di Montallegro:
“Le foto dell’esposizione – dice la fotografa – sono la sintesi di un viaggio personale e fotografico. Viaggio nel vero senso fisico della parola, spostamento, iniziato diversi anni fa quando mi sono trasferita a Londra. Al di là della bellezza architettonica, un grande fascino esercita sicuramente il mescolarsi dei diversi popoli e culture: l’essere una città di stranieri. A Londra mi sono ritrovata a fotografare un matrimonio celebrato con rito indiano ed un altro con lo sposo originario dei Caraibi. Questa Londra multietnica convive poi con una Inghilterra “inglesissima”, quella degli inglesi puro sangue che prendono il tè alle cinque e si emozionano quando ascoltano l’inno nazionale. Sono sposi eccentrici, capaci di vestirsi di viola, di scegliere per la cerimonia maestose chiese gotiche oppure i luoghi più impensabili come ad esempio il museo delle macchine a vapore. Mi piace lo sfarzo e l’eleganza dei matrimoni anglosassoni, dove i fiori sono sovrani, le spose arrivano in lussuose auto Bentley, si mangia salmone, si beve tanto champagne e dove la partecipazione dei parenti e degli amici è eccezionale. Le bridesmaid, le migliori amiche della sposa, sono delle damigelle d’onore e si distinguono dagli altri invitati per un vestito speciale e sartoriale, fatto a mano, che la sposa ha concepito soltanto per loro. I genitori e il testimone dello sposo, alla fine del pranzo nuziale, leggono toccanti discorsi sui pregi e i successi dei loro figli/sposi e sulla storia delle loro vite e del loro amore”.
“L’attrazione verso Londra – aggiunge Samantha Capitano – non esclude la Sicilia, ma mi aiuta a vedere e ad avvicinarmi meglio ad essa. Nel mio viaggio e nel mio lavoro mi riscopro sempre più siciliana, e la ‘sicilianità’ è qualcosa di cui non posso e non voglio liberarmi. Sono attratta dalla mia terra, dalle sue città e dai suoi paesaggi. Il giallo della luce e il blu del cielo e del mare sono tra i miei colori preferiti, ed è per questo che ho scelto come locandina della mostra la foto della sposa che entra nel mare. Una foto realizzata l’indomani del matrimonio, nella splendida spiaggia di Fungitella, all’interno della riserva naturale di Torre Salsa, riprendendo una tradizione americana, ancor prima che inglese, chiamata trash the dress”.
domenica 8 agosto 2010
Assegnati i premi "Vincenzo Licata" 2010

Splendida serata conclusiva della seconda edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia “Vincenzo Licata”, anno 2010, ieri sera nella suggestiva cornice dell’atrio inferiore del Palazzo Municipale di Sciacca, ex collegio dei Gesuiti. La serata è stata condotta dallo scrittore e giornalista Raimondo Moncada e dall’attrice Stefania Blandeburgo. Il premio è stato organizzato dall’associazione di promozione sociale L’Altra Sciacca con il patrocinio istituzionale del Comune di Sciacca e dell’Assemblea Regionale Siciliana. Sono stati premiati i vincitori dei quattro concorsi di poesia e di racconto breve e si sono assegnati per la prima volta i premi speciali "La Magnifica Identità Siciliana" a tre illustri personalità che hanno diffuso nel mondo la cultura, l’arte ed il buon nome della Sicilia: il tenore Pietro Ballo, il regista e puparo Mimmo Cuticchio, il giornalista e scrittore Stefano Malatesta.
Durante la serata, in un atrio gremito di spettatori in ogni ordine di posti, ci sono stati gli interventi del sindaco Vito Bono, del deputato all’Ars Vincenzo Marinello, del presidente dell’Altra Sciacca Pietro Mistretta, dell’assessore allo Spettacolo Carmelo Brunetto, del direttore artistico del premio Tanino Bonifacio. Sul palco i giurati del "Licata": il preside del Liceo classico "Fazello" Filippo Brancato, la scrittrice Licia Cardillo e lo storico Francesco Cassar. Infine, l’intervento artistico dell’attore saccense Pippo Graffeo con un omaggio al poeta Vincenzo Licata.
Ecco di seguiti, i vincitori e i finalisti della seconda edizione del Premio Nazionale di Letteratura e di Poesia "Vincenzo Licata - Città di Sciacca"
Sezione A – Poesia a tema libero in italiano
Premiati
1) GIOJA PIETRO CON “OLTRE LA CASA”
2) GARAFFA DOMENICO CON “DANZANO I MIEI PASSI”
3) LENA FERNANDO CON “SUD”
Finalisti
- DI ROSA RODOLFO CON “I SICILIANI”
- DI ROSA RODOLFO CON “I SICILIANI”
- GARAFFA DOMENICO CON “DANZANO I MIEI PASSI”
- GIOJA PIETRO CON “OLTRE LA CASA”
- INGOGLIA MARGHERITA CON “IL GIORNO PRIMA”
- LADIK DONATO CON “INFINITAMENTE RACCOLTO”
- LAZZARA ANDREA CON “ETERNAMENTE NOI”
- LENA FERNANDO CON “SUD”
- LENA FRANCESCA CON “RICORDI”
- PIAZZA VITTORIA CON “ADDIO ALLA TERRA”
- ZACCONE SILVANA CON “PRESENZA”
Sezione B – Poesia a tema libero in dialetto
Premiati
1) MONTALBANO ONOFRIO CON “NANNU FRANCISCU AVIA UN MACASENU”
1) MONTALBANO ONOFRIO CON “NANNU FRANCISCU AVIA UN MACASENU”
2) AMICO ANTONINA CON “LU GELSUMINU”
3) GAGLIO SALVATORE CON “MENTRI LU MUNNU VA”
Finalisti
- AMICO ANTONINA CON “LU GELSUMINU”
- AMICO ANTONINA CON “LU GELSUMINU”
- BELLANCA GIUSEPPE CON “NA VITA”
- BENTIVEGNA SALVATORE CON “LU PINSERI DI L’EMIGRANTI”
- CARDELLA GIUSEPPE CON “CHIDDU CHI APPI”
- CRAPARO GIUSEPPAMARIA CON “LUNA AMICA MIA”
- FIRETTO LILLO CON “AUTRI TEMPI”
- GAGLIO SALVATORE CON “MENTRI LU MUNNU VA”
- GERACI SANTI CON “SARAFINU”
- INSINNA EMANUELE CON “E TI NNI VAI”
- MONTALBANO ONOFRIO CON “NANNU FRANCISCU AVIA UN MACASENU”
Sezione C – Poesia in italiano con tema “Il Padre”
Premiati
1) CIVELLO PALMA CON “A MIO PADRE”
1) CIVELLO PALMA CON “A MIO PADRE”
2) PIRRO FILIPPO CON “IL GRIDO”
3) RICCOBONO TERESA CON “LE TUE MANI”
Finalisti
- AMICO SALVATORE CON “RICORDI DI MINIERA”
- CAVARRETTA FIORENZA CON “PADRE”- AMICO SALVATORE CON “RICORDI DI MINIERA”
- CIVELLO PALMA CON “A MIO PADRE”
- MONTALBANO ANTONELLA CON “A MIO PADRE”
- MORTILLARO DANIELA CON “IL PERDONO”
- PIRRO FILIPPO CON “IL GRIDO”
- RICCOBONO TERESA – “LE TUE MANI”
- RIZZUTO FRANCESCO CON “L’ABBRACCIO RITROVATO”
- TURTURICI MARICETTA CON “PADRE CELESTE”
- ZUMMO GAETANO CON “A MIO PADRE”Sezione D – Racconti
Premiati
1) CANNATELLA FRANCESCO CON “LA FATTURA”
1) CANNATELLA FRANCESCO CON “LA FATTURA”
2) CUPPINI ALESSANDRO CON “LA ROCCIA BIANCA”
3) BERTELLO EMANUELA CON “IL SILENZIO DEL GHIACCIO”
Finalisti
- ASCOLI RICCARDO CON “IL ROSARIO DEI SENI”
- BERTELLO EMANUELA CON“IL SILENZIO DEL GHIACCIO”- ASCOLI RICCARDO CON “IL ROSARIO DEI SENI”
- CANNATELLA FRANCESCO CON “LA FATTURA”
- CUNI LUCA CON “CIAO LORENZO”
- CUPPINI ALESSANDRO CON “LA ROCCIA BIANCA”
- FISCO ELEONORA CON “PORTE DI MEMORIA”
- LETIZIA GIUSEPPE CON “NOTTE BRAVA”
- MONCO MATTEO CON “ACQUA SALATA”
- PEPE DAMIANO CON “L’ISOLA”
- PIAZZA FRANCESCA CON “TRA LE ULTIME FOGLIE”
Premio Speciale Vincenzo Licata
CANNATELLA FRANCESCO – “LA FATTURA”
CANNATELLA FRANCESCO – “LA FATTURA”
Riconoscimento “La magnifica identità siciliana” a
- PIETRO BALLO, tenore
-MIMMO CUTICCHIO, regista e maestro dell’arte dei pupi- PIETRO BALLO, tenore
- STEFANO MALATESTA, scrittore e giornalista del quotidiano La Repubblica
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