giovedì 2 ottobre 2008

Prestiti miliardari facili a poveri difficili


Credito facile. Anzi facilissimo. Da ottenere in modo elementare, bambinesco. La società “Fai il tuo debito con noi”, da quando è stata lanciata sul mercato creditizio, ha ottenuto un inatteso successo in tutti i paesi del mondo, sconquassati dal terremoto finanziario e dal crollo delle borsette internazionali da Wall Street a Piazza Affari, da Tokyo a Londra. La caratteristica vincente della società di credito sono i clienti accuratamente selezionati.

Lo slogan dice tutto: “Non mi importa chi sei, mi importa quello che non hai”. La società presta soldi, denaro contante e liquido, solo a chi è protestato, a chi non lavora, a chi lavora ma ha lo stipendio tutto pizzicato da altri prestiti, a chi emette assegni in bianco, a chi ha la rata del mutuo della casa più alto del proprio reddito mensile, a chi non sopravvive con la pensione minima, a cattivi pagatori, a quegli esperti finanziari che per essere credibili con i propri clienti investono il proprio patrimonio in titoli spazzatura e in pacchetti azionari il cui valore dopo un giorno vale meno di zero. La società presta denaro zampillante da 1 euro fino a bilioni di miliardi di mila euro, senza alcuna garanzia, senza alcuna motivazione, senza alcuna firma, senza alcuna caparra, senza alcuna ipoteca, senza alcun garante. Prendi e vai! Vuoi ottenere un prestito personale? Vuoi avviare un’attività imprenditoriale ma non hai né preparazione né finanziamenti? Vuoi comprarti un palazzo, una villa, un castello? Sei con le tasche vuote ma piangi per entrare in un negozio Cartier per acquistare il gioiello più costoso del mondo?
Carissimo, la società “Fai il tuo debito con noi” non ti chiederà niente in cambio. Non ti chiederà neanche come ti chiami. Tu devi soltanto allungare la mano e prendere i soldi e del denaro puoi fare quello che vuoi. Se vuoi ritornare indietro il prestito con gli interessi pattuiti ti diranno grazie. Se, al contrario, non hai la possibilità di saldare il debito ti diranno grazie lo stesso per averli preferiti ad altre società o banche di prestito personale. E' un sistema, come si è potuto notare, molto conveniente che sta alla base dell'economia, del capitalismo e del consumismo di questo nostro sciagurato Terzo Millennio.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

mercoledì 17 settembre 2008

Dieta ossea controllata antiobesità


Una dieta equilibrata, calibrata, scientifica, personalizzata, individualizzata, studiata, elaborata e soprattutto controllata. Una dieta per dimagrire in sicurezza, rispettando la fisiologia, la sanologia del corpo incorporato di ogni individuo individualizzato. Una dieta messa a punto da specialisti dello scheletro per scolpire corpi asciutti, per eliminare grassi in eccesso, adipe inutile, pelli fastidiose, epidermidi in eccesso, obesità pericolose, secchezze stecchinate, pesantezze asocializzanti, anoressia ingrassante, bulimia dimagrante. È il sogno di chi si ritrova profondamente a disagio con la sua immagine esteriore, all’interno di un fisico che non accetta, di un involucro che non rispetta i desideri di anime dallo spirito magro. È il sogno dell'amico che abbiamo incontrato e fotografato a Londra in un momento di distrazione, dopo una dieta ossea equilibrata, un’alimentazione controllata scientificamente con il bilancino: ingurgitando nelle giuste misure proteine, carboidrati, vitamine, paroline, settimini, maialini, accendini, filmini, casse di panini. Alimentazione al grammo per non pagare più il peso dei dannati inestetismi e le salatissime multe antiobesità di paesi fast food.
Per chi fosse interessato, la dieta ossea controllata, costa solo poche migliaia di miliardi di euro con la garanzia di un effetto immediato, veloce, scheletrico. Con la “fast diet”, tutti i problemi psico-sociologici saranno cancellati in un sol boccone.

Iliubo
(corrispondenze da Londra)

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

lunedì 15 settembre 2008

Camilleri sbarca a Londra e invade l'Inghilterra


Andrea Camilleri: always and everywhere, per sempre e in ogni luogo. Lo scrittore empedoclino, padre del commissario Montalbano, fondatore di Vigata e nostro amico, non finisce mai di stupire. L’ho incontrato per caso a Londra, durante la spedizione ludico-turistico-conoscitiva dell’Iliubo’s family group. In attesa di prendere posto in un pub dagli ottimi e raccomandati hamburger notturni, ho visto Camilleri all'interno della libreria Daunt Book, aperta fino a sera tardi nel quartiere di Belsize. In un reparto dedicato all’Italia (“Italy”), i libri di Andrea Camilleri si sono fatti notare subito tra tante pubblicazioni, molte delle quali dedicate a autori siciliani e alla Sicilia. Ho visto un libro di Leonardo Sciascia, un volume nella vetrina esterna del giornalista del Corriere della Sera Beppe Severgnini e l'amatissimo “Il Gattopardo” (“The Leopard”)
di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Ma l’autore più corposo in quanto a presenza di pubblicazioni (mostrandosi così in tutta la sua prorompente potenza) indovinate chi era? Chi era? Non Pinco Pallino e neanche Totò Cicoria, ma Andrea Camilleri. Almeno otto (come dimostra la foto accanto che abbiamo scattato per gli increduli Tommasi) i libri di Andrea Camilleri tradotti in lingua inglese per accontentare il vasto pubblico di lettori granbretagnesi. Nella picture della libreria Daunt Book, si leggono i titoli: Rounding the mark (Il giro di boa), Excursion to Tindari (La Gita a Tindari), The terracotta dog (Il cane di terracotta), The voice of the violin (La voce del violino), The patience of the spider (La pazienza del ragno), The shape of water (La forma dell’acqua), The snack thief (Il ladro di merendine), The scet of the night (L’odore della notte).
Ma non ci meravigliamo più di tanto. Andrea Camilleri è ormai uno degli autori italiani più tradotti all’estero. Le sue opere sono in tutto il mondo conosciuto e scanosciuto. Il successo del commissario Montalbano ha bruciato ogni confine, tagliato ogni filo spinato, abbattuto ogni muro frapposto fra nazioni o città. Troviamo libri dello scrittore empedoclino ovunque. Dove ti giri ti giri c'è Andrea Camilleri. Se non ci credi fai un biglietto unico, di andata e ritorno, comprendente i seguenti paesi e poi inviaci un’email di conferma: Grecia, Olanda, Spagna, Germania, Portogallo, Spagna, Irlanda, Brasile, Finlandia, Svezia, Danimarca, Polonia, Lituania, Usa (Stati Uniti d’America), Repubblica ceca, Norvegia, Inghilterra, Israele, Nuova Zelanda, Russia, Serbia, Ungheria, Argentina e Sud America, Croazia, Giappone, Turchia.

Iliubo
(corrispondenze da Londra)

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

sabato 13 settembre 2008

Ferrari Store a Londra, le prime immagini


Una bottega Ferrari a Londra. Una putia col marchio del Cavallino Rampante nella lussuosa Regent Street, nel cuore dell'affascinante capitale del Regno Unito. Ecco pubblicata in esclusiva interplanetaria la foto di quella che sarà tra pochi giorni la vetrina del primo “Ferrari Store” oltre Manica. La picture è stata scattata durante la spedizione del family group di Iliubo in Inghilterra, paese dove sono state scoperte molte chicche di cui si continuerà a dare conto nei prossimi articoli.
Il cantiere a Regent Street è in fibrillazione. Si lavora alacremente. Da fuori i passanti non vedono nulla, ma l’emozione dei ferraristi è grande. Si scoprirà tutto in autunno, quando è stata programmata l’inaugurazione. All’esterno si nota solo un mega pannello color rosso fiammante Ferrari, con l’annuncio “OPENING SOON” (“prossima apertura”) e la certezza: “THE EMOTION OF THE FERRARI WORLD” (“l’emozione del mondo Ferrari”).
Il punto vendita, realizzato e gestito dall’italianissimo Gruppo Percassi, si svilupperà su due livelli e su una superficie di circa 550 metri quadrati (due volte casa mia). Nel “Ferrari Store” di Londra, i tifosi del Cavallino Rampante troveranno l’intera gamma dei prodotti Ferrari, tutto il merchandise ufficiale di casa Maranello dedicato agli appassionati della Formula Uno e delle vetture Granturismo, ai bambini e ai collezionisti.
La catena “Ferrari Store”, da un conto alla fimminina, ha attualmente 20 punti vendita, di cui la metà all'estero in Cina, Stati Uniti, Abu Dhabi, Arabia Saudita, Spagna e Singapore. Si spera adesso nell’apertura di negozi Ferrari in Sicilia e nell'appetitosa provincia di Agrigento, dove sono migliaia i fan pronti a prendere d’assalto gli Store Rampanti. La Putia Ferrari è un’autentica attrazione. Ad Agrigento potrebbe nascere sotto il Tempio di Ercole e accanto a quello della Concordia, all'interno dell'area archeologica della Valle dei Templi; a Sciacca potrebbe essere aperto alle terme; a Porto Empedocle potrebbe essere operativo a Casa Vigata; a Palma di Montechiaro a Palazzo Gattopardo. Stiamo in attesa. I soldi ci sono e si vogliono spendere nell'utile shopping automobilistico.

iliubo

venerdì 12 settembre 2008

Londra crocevia di lingue e malelingue


Ossa disossate. Scheletri spolpati. Gioielli ingioiellati. Quadri quadrati. Sculture scolpite. Mercati marcati. Musical musicati. Sensazionali scoperte e riscoperte umane, artistiche, archeologiche, tecnologiche, economiche, culinarie. Si è conclusa con straordinari risultati la spedizione agrigentina a Londra di Iliubo. Grazie a delle guide speciali trovate in loco, il family group capitanato da Iliubo è riuscito a girare la metropoli britannica almeno tre volte, in lungo e in largo, di sopra e di sotto, con l’ausilio dei soli feet, cioè dei piedi. Dieci intensi giorni a camminare e a camminare per streets, avenues, roads, squares, stairs ad ammirare le splendide case londinesi (sempre diverse ed eleganti, anche case popolari), l’ordine britannico, il senso dell'estetica dei sudditi di sua maestà la regina Elisabetta, i preziosi reperti custoditi in mastodontici musei ed ogni utilità domestica e personale esposta in vetrine-grattacielo e sale a perdita d’occhio.
Londra non è una città, Londra è uno stato. È grande, troppo grande e a girarla ti gira la testa, hai un senso di smarrimento. Ci devi saper vivere e c’è chi ha imparato a viverci bene pur proveniendo da fuori, realizzando sogni e speranze che non si sarebbero concretizzati altrove. Londra accoglie genti di tutte le razze, lingue, malelingue e culture provenienti da ogni corner del mondo anche dalla nostra cara Sicilia. A Londra si sono ben sistemati anche migranti partiti con niente (neanche la lingua) da villaggetti come Montallegro o piccole comunità come Agrigento City (la pronuncia, per chi ha studiato inglese e conosce il siciliano, è “siti”). Gente che lavora, che si fa in quattro come i condannati alla decapitazione che chiedono il bis, gente che dà il proprio contributo per far crescere sempre di più questa brulicante e viva piazza della modernità.
Gli eroici viaggiatori del group family sono ritornati in Sicilia frastornati da quanto visto e vissuto con intensità. Come non ricordare l’indimenticabile, fraterna accoglienza da parte di stretti parenti partiti dalla Sicilia tanti anni fa e che, dopo poche settimane, hanno ritrovato familiari che non vedevano da chissà quanto tempo. Come non ricordare i loro sacrifici per accettare inaccettabili biodiversità e venire incontro ad esigenze elementari con servizi da nursery. Come non ricordare i cornetti caldi, il ceduto comodo letto, i termosifoni accesi quando in Sicilia si scoppiava con 40 gradi all'ombra e 80 gradi staccati dall'ombrellone. Come dimenticare le ciceronate e, soprattutto, le tante carezze e il calore del centro d'accoglienza.
E come non ricordare Soho, il quartiere a luci rosse dove fai il carico di necessità osè senza alcun problema. Come non ricordare i gioielli della corona a portata d'occhio, il suggestivo London Eye, il celebre Big Ben, il fascinoso London Bridge (nella foto), i panorami mozzafiato lungo il Tamigi, i negozi da nababbi di Arrods dove prima di acquistare un the devi aprirti un conto in banca e ipotecarti la casa. Come non ricordare le luci della speranza in vie tempestate di locali, teatri, cinema, uffici di produzioni cinematografiche. E come dimenticare le strane salsette ai mille sapori e le visite ai musei dove non si paga una sterlina: la National Gallery, il British Museum, il Victoria and Albert, il Museo delle Scienze Naturali dove hanno girato Jurassic Park e Una Notte al Museo. A gratis, abbiamo visto di tutto: dipinti di grandi artisti, scarabocchi miei, scheletri di dinosauri, ossa per cani. Abbiamo visto i fregi, le sculture e i bassorilievi presi in prestito secoli fa dagli inglesi dal Partenone di Atene e da altri templi dell’antichità solo per amore dell’arte, della cultura e dell’archeologia. E cosa dire delle patatine inglesi, delle chips cucinate in mille modi e con i gusti più disparati e disparanti. Hanno fatto assaggiare patatine al gusto di costolette di maiale. Per le donne Londra è uno spasso. Anche per quelle povere o che si sentono tali con il cambio euro-sterlina. Entrano tranquillamente in lussuosi e carissimerrimi negozi di gioielli, come Tiffany, provando anelli, bracciali e collane da centinaia di milioni di sterline per poi dire alla fine della estenuante prova, con schifiltoso rifiuto: No grazie! Non mi piace e costa troppo poco per la mia posizione sociale”.
Londra va visitata e vissuta con calore e interesse. Il family group di Iliubo c’è riuscito entrando nel cuore della metropoli inglese grazie a delle persone speciali che fanno ormai parte della città, che si ringrazia di cuore e a cui auguriamo i successi che meritano.

Iliubo
(corrispondenze da Londra)

venerdì 5 settembre 2008

Londra, la “Corazza genitale” non ha piu' misteri


Un turista siciliano ha svelato a Londra un mistero rimasto insoluto per secoli e secoli. E’ il mistero della celebre “corazza genitale”, attrazione della visitatissima Torre di Londra, antico edificio sito a due passi dalla splendida Tower Bridge e a un passo dal Tamigi. La Torre di Londra e’ nota, tra le altre cose, perche’ custodisce i gioielli della corona e lo scettro reale con il diamante piu’ grande del mondo: la prima "Stella dell'Africa". Ma tutte le attenzioni dei visitatori, abbiamo potuto constatare di persona, non sono per le corone tempestate di gioielli e nemmeno per la “Stella d’Africa”. L’interesse maggiore lo suscita la fantastica e al tempo stesso enigmatica “corazza nella corazza”, una protuberanza a involucro cilindroidale unica al mondo avvolta in lamine di acciaio inox antitaglio e a prova di scasso che si allunga per diversi centimetri e in orizzontale da una grandiosa armatura esposta in una teca con vetro blindato assieme ad altre piu’ innocue armature della Torre di Londra. E’ molto curioso e fa davvero impressione il fatto che tra decine di armature in esposizione, la corazza che vi facciamo vedere nella foto sia l’unica dotata di speciale “corazza membrale” a protezione dei preziosi cavallereschi. In tanti tra gli studiosi, accademici e scienziati britannici si sono scervellati per venire a capo dell’arcano, senza successo. C’e’ chi e’ impazzito, c’e’ chi e’ morto. Il nostro turista siciliano (che per ragioni di privacy ci ha pregato di mantenere l’anonimato, ma per facilita’ di narrazione indicheremo con la sigla R.M.) ha trovato la spiegazione di cotanta generosita’ armatoriale. Perche’, si e’ chiesto subito R.M., l’armatura con la “corazza genitale” ha la superdotazione extra mentre le altre no? Forse che le altre corazze, essendo piatte sotto la cintura, sono appartenute a guerrieri donne o uomini operati? Forse che al guerriero che indossava la corazza genitale non e' riuscita l’operazione di impianto di un membro bionico artificiale che poi e' rimasto bloccato nella sua lunghezza longitudinale? O forse che il guerriero si eccitava ormonalmente guerreggiando in combattimenti corpo a corpo? O forse che il guerriero voleva semplicemente far spevantare il nemico avversario con segni di deterrente superpotenza?
Tante e tante domande che per secoli e secoli non hanno trovato una risposta chiara e convincente. Il nostro siciliano a Londra ha invece scoperto che l'armatura corazzata non e’ stata in origine realizzata con lo speciale “porta gioielli” dal fabbro costruttore. La protuberanza si e’ formata dopo, col tempo, e dall’interno, con la forza della natura. R.M. ha scoperto che l’armigero che indossava l’armatura armata e’ rimasto incastrato dentro la pesante protezione d'acciaio non riuscendo un giorno a sfilarsela piu’, non si sa se per la fatica, per la ruggine, per l’obesita’ o per i calli agli arti. Il guerriero e’ rimasto non solo incastrato ma immobile e senza parole. Per le troppe imprecazioni e’ diventato afono, mentre per i furiosi tentativi di liberazione ha avuto la paresi in quasi in tutto il corpo. Per sua sfortuna, ha poi vissuto per alcune settimane dentro quell’armatura in un luogo che in pochi giorni si e’ trasformato in locale di “divertimento post bellico”, dove i colleghi guerrieri andavano a spassarsela con incontenibili donne ignude lussuriose per scaricarsi dalle fatiche di guerre sanguinarie. Tappato in un’armatura e a due passi dal piacevole spettacolo, il nostro guerriero e’ morto impotente dalla voglia di cavalcare i sentimenti del momento. Mentre a Pinocchio quando diceva le bugie gli si allungava il naso facendosi spazio nell'aria, al nostro guerriero dentro quell'armatura d'acciaio...

Il turista siciliano, sollecitato dalle autorita' britanniche, sta cercando adesso di fare luce su un aspetto davvero strano e singolare della "mysterious armor". Perche' l'appendice corazzata si sviluppa in orizzontale e non obliquamente? Perche' l'armatura genitale ha quel diametro spaventoso che supera i dieci centimetri? Forse che il guerriero che la indossava era anormale e gli piaceva entrare nella tuta d'acciaio con tutto l'apparato bellico senza il tepore protettivo delle mutande, completamente nudo nelle parti intime?
S.O.S. Chi vuole aiutarci a svelare l'arcano della "mysterious armor" puo' farlo inviandoci una e-mail a iliubo@libero.it.
iliubo
(Corrispondenze da Londra)


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