sabato 24 gennaio 2009

Fortuna, ci vuole culo metafisico


Nella vita ci vuole fortuna. Ma non tutti abbiamo fortuna. Per averla ci vuole a volte un gran cu… (culo n.d.r.). La stessa dea bendata, senza fortuna, non godrebbe di cotanta gioia (quella ritratta nella scultura ammirata in un museo di Londra). L’arte è l’oppio dei popoli. Attraverso l’arte il genio dell’uomo si esprime in sublimi manifestazioni e l’occhio dell’umanità ne gode.
Chi ha fortuna vince, si arricchisce, sta bene, viaggia, contempla, prova piacere, va in estasi. Auguriamo a tutti di averla.
Se si nasce fortunati, si cresce fortunati e si muore fort… (forse se si muore non si è più così fortunati). Ma la fortuna può anche essere trovata. La fortuna va cercata, attratta, stimolata. Nessuno te la regala. Chi ce l'ha se la tiene stretta e non la trasmette al prossimo. O nasci con tanto di sedere oppure ti devi fare un mazzo così per conquistarla. A chi viene baciato dalla fortuna, non so per quale strano giro filosofico di parole esclamiamo sempre in tono aulico: che culo! Ovviamente in senso metafisico.
La fortuna è, comunque, uno stato mentale. Se ti convinci che sei fortunato lo sarai, anzi lo sei già.
Buona fortuna a tutti e buona fortuna a me.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)

mercoledì 21 gennaio 2009

Obama, attaccati al tram


Ci attacchiamo a tutto anche al tram. Tutto il mondo si è attaccato al 44° presidente degli Stati Uniti d’America: Barak Obama. È la speranza, è il futuro, è l’inizio di una nuova epoca, è il nuovo corso, è lasciarci alle spalle anni di incolpevoli irresponsabilità. Un uomo solo che deve cambiare decenni di irrefrenabile follia che ha portato al fallimento il più avanzato sistema economico e la più avanzata democrazia del pianeta. Viva Barak Obama! C’è chi grida al nuovo messia. Lo aspettavamo da duemila anni da quando l’umanità si è sbarazzata di un uomo che andava predicando giustizia, libertà, amore, equità, salvezza, riscatto dei poveri, rivincita degli oppressi. Il Salvatore di allora lo hanno crocifisso come un ladrone, come un assassino, come un pazzo. Il delitto è stato compiuto dalle autorità politiche, dai saggi religiosi e dal popolo. Tutti assieme appassionatamente.
Barak Obama si presenta oggi come l’uomo nuovo, come il nuovo salvatore. L’umanità gli ha assegnato una missione salvifica e riparatrice, riconoscendoci doti extraumane, quasi divine. Obama è chiamato dalle autorità politiche, dai saggi religiosi e dal popolo di tutto il mondo a riparare i danni del suo predecessore e di tanti esperti spazzatura e a riportare la pace universale. È chiamato a restituirci ricchezze, speranze, futuro, serenità. Il pianeta si è attaccato al nuovo presidente americano come una ventosa, come se fosse l’ultimo tram che conduce alla felicità.
Barak riuscirà nell’intento? Barak ripagherà il mondo di cotanta fiducia?
Il tempo è tiranno. E Barak si deve sbrigare anche se, giustamente, mette le mani avanti dicendo che ci vuole tempo. Ma l’umanità mette fretta.
Obama non può rinviare, non può sbagliare. In poche settimane deve riportare a galla, con le sue stesse mani, il Titanic che sta affondando. In poche settimane deve rigonfiare le borse finanziarie di tutto il pianeta senza mettere mani al portafogli dei cittadini. Altrimenti il mondo buono, il mondo che gli ha piantato gli occhi addosso, il mondo che lo ha eletto uomo dell'anno, il mondo che ha scommesso su di lui le ultime residue ricchezze, le ultime residue speranze, gli si rivolterà contro e cambierà idea. Immagino allora cosa dirà il mondo buono che non può aspettare: tutto qua? il solito politicante! Era meglio quando si stava peggio! Ed era peggio quando si stava malissimo! Chissà cosa ci aspettavamo. Non gli dovevamo credere.
I negozi di chiodi aspettano.
Auguri Barak e lavora pure per me e per la mia terra. Il tram passa soltanto una volta anche per i presidenti di un grandissimo paese come gli Stati Uniti d’America. Approfittane. Il tuo sogno è il mio sogno e quello di milioni di abitanti di un pianeta che è diventato piccolo e più complicato. Se riuscirai nell’intento, al prossimo mandato presidenziale chiederò la cittadinanza americana per votarti.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

domenica 4 gennaio 2009

Equus asinus e homo sapiens


Ha voglia di friscari quannu lu sceccu nun voli. Se lo scecco, cioè l’asino, non vuole bere non beve. È un antico modo di dire siciliano per dire quello che dice. Quando l’animale non ha sete non beve neanche se costretto, neanche se gli fischi dentro l’orecchio con il megafono. E così l’uomo. Quando qualcuno ti mostra o ti fa capire che non ha voglia di fare qualcosa non la fa e, se decide di farla, la fa male perché contro voglia. Meglio dunque non chiedergli collaborazione o aiuto e non fargli fare niente, se è possibile.
Continuando di questo passo, i nostri antichi padri dicevano pure: Si lu sceccu nun voli caminari nun camina mancu ammuttatu (c’è da qualche decennio la versione aggiornata: la machina aggrippata nun si movi mancu a spinta). Tradotto testualmente in italiano il detto significa: se lo scecco, cioè l’asino, non vuole camminare non si muove neanche con violenti spintoni (C'è una versione siciliana che esprime gli stessi concetti: A lu sceccu zoppu daticci muntata).
A questo punto mi sovvengo dei ricordi familiari. A mia nonna, quando ero piccolo e andavo alla scuola dell’obbligo, sentivo dire spesso: Ddu picciliddu nun ni voli mancu a brodu, mancu cu u mutu! Questo detto significa che se uno non ha voglia di imparare qualcosa non ci può neanche l’imbuto a fargli entrare in testa le nozioni necessarie (Mia madre per rimproverarmi quando facevo finta di studiare di notte mi riprendeva arrabbiata: O jornu nun ni voglio e la sira spardu l’ogghiu! - il giorno non ne voglio e la sera perdo tempo a consumare la luce della lampada ad olio).

La tiritera istruttiva si chiudeva con: Mettiti sempri cu chiddi mugghiu di tia. Per elevarsi, avere il meglio, per imparare dalla vita, per non trovarsi spiazzato in società, per riuscire in un’impresa, ci dobbiamo circondare sempre di persone che dimostrano più capacità di noi in uno specifico settore. Solo così possiamo crescere, solo così possiamo elevarci e eccellere nel campo professionale e artistico. Solo così, in definitiva, lu sceccu tunnu (equus asinus a tutto tondo) può ambire a diventare un homo sapiens elevato alla massima potenza.


P.S. Cu alliscia lu mulu avi pidati 'nta lu culu (chi accarezza il mulo riceve dolorosi calcioni nel sedere)

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com”)

L’asino della foto è tratto dall'enciclopedia gratuita on-line Wikipedia.

mercoledì 31 dicembre 2008

Il 2009 sarà l'anno dei porci


L’anno che verrà sarà il migliore di tutti. Non si lavorerà più. Non si avrà più l’assillo di depositare soldi in banca. Non si produrranno più auto. Non ci saranno più le industrie a inquinarci l’aria. Saremo tutti contenti e felici nel 2009. Avremo tutto il tempo che vogliamo da dedicare al sesso, perno del vecchio come del nuovo mondo. L’amore è stato il nostro passato e sarà pure il nostro futuro. L’eros fornirà, dunque, passatempo e occupazione a miliardi di persone. Ci saranno grandissimi risparmi per le famiglie, per tante coppie che, grazie a rapporti sessuali ininterrotti, non avranno più bisogno di costosi riscaldamenti domestici.
Queste sono le nostre previsioni alla fine di una settimana piena di previsioni: meteorologiche, astrologiche, metafisiche, filosofiche, economiche, occupazionali, bancarottologiche. Tutti i previsiologi a sbizzarrirsi per anticipare gli eventi che accadranno nei dodici mesi che ci attendono. E quante previsioni, una diversa dall’altra. In un canale tv, un astrologo ha previsto per il mio segno, il Pesci, un nuovo amore per il Natale del 2009 facendo incazzare mia moglie che dovrà aspettare ben 11 mesi e mezzo per vedersi tradita. In un altro canale televisivo, al segno del Pesci, un esperto ha dato un amore per ogni mese facendo confondere mia moglie (non sapeva se ingelosirsi per l’atteso tradimento della fine dell’anno entrante o cominciare a spaccarmi i bastoni dei pecorai in testa già a cominciare da domani, primo gennaio, per il tradimento che dovrà consumarsi, secondo le previsioni astrofisiologiche, entro i prossimi 31 giorni).
In chiusura di un tormentato 2008, c’è da farsi ibernare, mummificare o farsi strappare le orecchie e l’udito per non sentire più le contraddittorie previsioni di esperti riconosciuti, onorati, celebrati, intervistati, supinati, titolati con master in espertologia alla prestigiosa Spertology University of Condom. Non ci stiamo capendo più nulla.
Ci sono esperti sociologi, economisti, borsisti, borsellinisti, baristi, camionisti, religiosisti, diportisti, che la pensano ognuno a modo proprio a seconda della diversa scuola di pensiero. Ce ne sono alcuni che prevedono un futuro catastrofico ed esperti che, invece, vedono un futuro roseo, di cambiamenti positivi. Alcuni che ti lasciano tua moglie anche per il 2009, altri che te la sostituiscono con 12, 24, addirittura con centinaia di donne diverse a settimana. E che è?

Trovi esperti che sono come i maghi, i cartomanti, gli astrologi, gli interpreti dello sporco lasciato dal caffè nelle tazzine. Alla fine dell’anno, centinaia di migliaia di preveggenti ti predicono il futuro, con estrema sicurezza, con estrema precisione, con estrema convinzione. E fate questo, e fate quello, e fate quest’altro. Ognuno con la sua scienza, ognuno con la sua sicumera. “Il 2009 sarà l’anno del porco” ci dice il primo sommo veggente. “Il nuovo anno sarà invece l’anno dello scarafaggio” gli risponde il secondo. “Nel nuovo anno cammineremo tutti a piedi pestando gli scarafaggi e dando pedate ai porci” replica ad ambedue il terzo. “L’anno entrante – ribatte il quarto – avremo ognuno dieci auto a testa, e con dieci auto a testa elimineremo chi schiaccia gli amati porci che a fine anno per i cenoni danno da mangiare al mondo intiero”.
Insomma, per il 2009 bla bla bla, bla bla bla, bla bla bla….
Sono sicuro che sarà comunque l’anno dei porci. E che ci dovremo adeguare tutti.
Io il mio futuro me lo vivo alla giornata con ottimismo e positività.
Felice anno nuovo.

iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com”)
Il porco della foto è tratto dall'enciclopedia gratuita on-line Wikipedia.

venerdì 26 dicembre 2008

Scimmie al governo della terra


Le formiche possono trasformarsi in guru. I pidocchi possono nascondere il segreto dell'esistenza. I rifiuti possono emanare profumo paradisiaco. Le scimmie possono governare il pianeta. Infinite possibilità che non riconosciamo come tali perché ci fermiamo all'apparenza, perché ci è più facile accettare quello che ci viene propinato come vero e come plausibile da altri.
Il mondo, intanto, si sta fermando, si sta arrugginendo, dopo miliardi di anni di girare attorno a se stesso, al sole e al'universo. Ma possiamo farlo ripartire più velocemente di prima, senza farlo scardinare dal suo sbrindellato asse. Dobbiamo solo porci le domande giuste per trovare le risposte illuminanti che cerchiamo

Cominciamo col chiederci: cosa volere di più dalla vita?
- Lu cani! Mi ha risposto un pastore al cui gregge mancava un animale.
- Una vacanza alle Maldive! Mi ha confessato un mendicante stanco a chiedere l’elemosina a fine anno.
- Una città pulita! Mi ha detto un netturbino.
- Un digestivo! Mi ha gridato un malfamato.
- Un peccatore! Mi ha supplicato un religioso annoiato di stare in paradiso.
- Un amante! Mi ha pregato Eva dopo avere litigato con Adamo.
- Un software per la testa! Mi ha chiesto un incallito ignorante.
- Vincere un gran premio di Formula Uno! Mi ha riferito una tartaruga.
- Una moglie gigante! Mi ha piagnucolato un nano.
- La pace! Mi ha sussurrato un guerrafondaio.
- Un mondo nuovo! Mi ha supplicato l’umanità intera dopo avere distrutto il pianeta terra.
- Silenzio! Ha ordinato il Divino alle assordanti prediche di tanti falsi predicatori e alle tediose preghiere di tanti finti bisognosi.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)
La foto è tratta dall'enciclopedia gratuita online WIKIPEDIA

lunedì 15 dicembre 2008

Premio "Ganduscio", tromba per la pace


Premi per la pace, per i migliori inni alla concordia e alla fratellanza, per le più belle bestemmie contro la violenza e la prevaricazione. Si conclude con i botti di fine anno, con il clangore stordente di trombe, la seconda edizione delPremio “Ganduscio” 2008 di Ribera. Tra i vincitori tanti poeti e scrittori agrigentini più o meno conosciuti, più o meno ignoti, più o meno fantasmi, più o meno celeberrimi, più o meno. Nell'elenco non c’è Bush e neanche Obama, non c’è Sarkosy e neanche quella bonazza della moglie Carla Bruni. Ma ci sono tanti volti sconosciuti che riescono a farsi ammirare con la bellezza del verso, con l’estetica del sentimento, con la carezza della parola.
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti alle migliori opere partecipanti alla II edizione del premio Nazionale di Poesia "Giuseppe Ganduscio, una poesia per la pace" si terrà il 20 dicembre 2008, sabato, alle ore 17,30 nella Sala consiliare "Leonardo Frenna" del Comune di Ribera.

Sarà l’occasione per conoscere in faccia il volto in carne e ossa di tanti poeti sconosciuti, per ascoltare dalla loro viva voce i brividi delle poesie vincitrici. E sarà l'occasione per conoscere meglio la vita e le opere di un riberese illustre, Giuseppe Ganduscio appunto.
L'iniziativa è promossa dall'associazione "Amici della Terza età - Auser" di Ribera.
E' prevista la presenza del Presidente nazionale dell'Auser Michele Mangano, di quello regionale Giuseppe Caruana, di quella provinciale Paola Sardella, di quella locale Bruna Branchini Palminteri, del Responsabile regionale delle Università popolari della Terza età Salvatore Di Marco, del sindaco di Ribera Antonino Scaturro, del vice presidente provinciale Carmelo Pace.

Questi i vincitori del premio nazionale “Giuseppe Ganduscio, una poesia per la pace” seconda edizione promosso dall’Associazione “Amici della Terza età - Auser” di Ribera”.

Sezione poesia in lingua sul tema della “pace”:

1) Mariangela Croce – Sciacca (“Il disertore”)
2) Annalisa Pasqualetto – Mestre Venezia (“Il poeta di Natale”)
3) Non assegnato



Sezione poesia in lingua a tema libero:

1) Pietro Catalano – Roma (“Oltre il recinto”)
2) Marco Managò – Roma (“La guerra dei normali”)
3) Raimondo Moncada – Ribera (“La voce che conquista”)

Segnalazione per Antonio Scarpone – Galdo degli Alburni (Sa) (“Voglia di vivere”) e Nadia Turriziani –Taranto (“Il gabbiano”).


Sezione poesia in dialetto sul tema della “pace”:

1) Salvatore Butticè – Favara (“Unni s’ammuccià l’amuri”)
2) Giuseppe Cannata – Ribera (“Appellu di paci”).
3) Non assegnato

Segnalazione per Giuseppe Cannata – Ribera (“Poveri vecchi”).


Sezione poesia in dialetto a tema libero:

1) Stella Cammilleri – Agrigento (“Sulu pi ttìa”)
2) Giorgio Li Vigni – Palermo (“A ddà bbanna d’u mari”)
3) Rosetta Vacante – Calamonaci (“La gita di cummari Marannina”)

La giuria era composta da: Anna Lucia Spagnolo, Mimmo Marchetta, Roberto Piparo, Concetta Guarnaccia Montalbano e Gaetano Schillaci.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...