martedì 29 maggio 2012

"Romeo e Crocetta", in scena Raimondo Moncada


Si intitola “Romeo e Crocetta”. E William Shakespeare non c'entra nulla. Il noto drammaturgo si sta solo rivoltando nella tomba. "Romeo e Crocetta" non è altro che l’ultima opera teatrale scritta da Raimondo Moncada che i giovani attori del “Laboratorio Teatro Stabile” dell’Ipia "Fermi" di Agrigento hanno deciso di portare in scena, per la regia di Lucia Alessi. Lo spettacolo è stato programmato per giovedì 31 maggio 2012, con inizio alle ore 10,30 nell’Auditorium dell’Istituto di contrada Calcarelle. 
“Romeo e Crocetta” è un testo divertente e surreale. È una sorta di tragedia comica liberamente, lontanamente, dissacralmente ispirata alla celebre tragedia “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare. Anche nella versione personalizzata da Raimondo Moncada si narra di una storia d'amore tra due ragazzi ma con una sostanziale differenza rispetto all’opera shakesperiana. La tragedia del drammaturgo agrigentino si svolge in terra di Sicilia ed ha ben altri risvolti. Protagonisti sono Romeo Linticchia e Crocetta Capunata. I due giovani sono quasi sul punto di maritarsi quando un’improvvisa faida tra le rispettive famiglie fa saltare i piani amorosi. A causare l’inaspettato conflitto familiare è un efferato omicidio, in apparenza di chiaro stampo mafioso. 

martedì 8 maggio 2012

Scoregge di dinosauro contro il caro carburante


Un dinosauro collegato all'alimentazione di un'auto a gas risolverebbe tutti i nostri problemi economici causati dal caro carburante. Anzi, potremmo aprire  una stazione di servizio e metterci in affari. Fare business con le scoregge dei dinosauri dal potere propellente. La genetica ci potrebbe dare una mano per mettere a punto quella che noi per primi battezziamo la DINOSAUTO. 
Spieghiamo bene per i non addetti ai lavori. 
L'idea della Dinosauto ci è venuta leggendo il sito internet del Daily Wired. Il sito pubblica un articolo dal titolo criptico: “Le flatulenze dei dinosauri scaldavano la Terra”. Nel sommario si specifica: “I sauropodi forse hanno avuto un impatto non indifferente sul riscaldamento climatico del Giurassico: emettevano circa 520 milioni di tonnellate di metano l'anno”. Andando all’essenza della questione, la redattrice scrive quanto segue: "Quanto a  effetto serra, non si poteva star tranquilli neanche nel  Giurassico. Lo sanno bene i dinosaurierbivori del tempo che sembra emettessero  metano al pari di tutte le fonti attuali, antropiche e naturali messe insieme. Parliamo di ben 520 milioni di tonnellate l'anno, secondo i calcoli di tre esperti – uno di ecologia e fisiologia animale, uno di  paleoclima e uno di modelli ambientali. Si tratterebbe di un'ipotesi plausibile, tanto che a pubblicarla è una rivista seria come Current Biology, con il titolo: Il metano prodotto dai dinosauri sauropodi potrebbe aver aiutato il riscaldamento climatico del Mesozoico?”. 
Dopo aver letto le conclusioni della ricerca scientifica ci siamo messi in azione per mettere a punto l'invenzione del terzo millennio: la DINOSAUTO, l'auto che non va a benzina, non va a diesel, ma va a a metano col gas prodotto dal deretano dei dinosauri. Un'idea geniale nata per caso. Che culo! direbbe qualcuno.  

Per maggiori approfondimenti leggete l'articolo su Daily Wired
Per una esemplificazione degli effetti dirompenti di una scoreggia giurassica, guardate questa animazione su Youtube tra due dinosauri e un porco.

L'immagine è stata tratta dal sito www.zbrushcentral.com 

iliubo 

sabato 5 maggio 2012

Lavoro, s'allarga spread tra speranza e disperazione

Disoccupati e inoccupati,
una volta un lavoro l’avevano: 
l’impegno quotidiano a cercare lavoro.
Ora neanche quello.
Salito a livelli di emergenza sociale 
lo spread tra speranza e disperazione.
Alimentiamo la fiducia, nutriamo la vita.


iliubo 
© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo sito riportare la dicitura: "Autore iliubo - tratto dal blog: www.iliubo.blogspot.com

venerdì 4 maggio 2012

Sono il più alto, sono il più basso


Mettimi davanti a un gigante
e mi sentirò basso.
Mettimi davanti a uno basso
e mi sentirò un gigante.
Mettimi davanti a uno specchio
e sarò uguale a me stesso.

iliubo 
© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo sito riportare la dicitura: "Autore iliubo - tratto dal blog: www.iliubo.blogspot.com

martedì 1 maggio 2012

Sono il migliore e il peggiore

Se sono dalla tua parte, mi considererai il migliore. Se sono nella parte opposta alla tua mi considererai il peggiore. Se sto dalla mia parte avrò contro te, tutta la tua parte e anche la parte avversa.

Iliubo 
© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo sito riportare la dicitura: "Autore iliubo - tratto dal blog umoristico: www.iliubo.blogspot.com

sabato 28 aprile 2012

Il gusto pieno della vita e del bicchiere


Positività. Ci vuole positività. Vedere l’acqua nel bicchiere mezzo pieno e non concentrarsi sul vuoto mezzo vuoto. 
Lo stesso oggetto, la stessa realtà, due visioni differenti. Ovvietà, direbbe qualcuno. Stai dicendo delle ovvietà. Ma, intanto, con lo stesso bicchiere riempito a metà, c’è chi lo vede in un modo e chi lo vede in un altro. C’è addirittura chi non vede nulla, aprendo di fatto una terza via. Non vede neanche il bicchiere. Non vede né il vuoto né il pieno. La realtà che ha di fronte non esiste. Sforziamoci allora di vedere il bicchiere e di vedere il bicchiere giusto, quello riempito di acqua a metà. È importante che ci sia acqua e non aranciata o coca cola. L’acqua è importante, altrimenti l’esperimento non funziona. Senza acqua non possiamo indurre la positività. 
E allora. Prendiamo un bicchiere vuoto, riempiamolo d’acqua a metà e osserviamo. Cosa vediamo? Se vediamo il mezzo pieno, siamo sulla buona strada, se vediamo il mezzo vuoto ci dobbiamo rimettere in carreggiata. Come convincere le persone a non vedere il mezzo vuoto di un bicchiere mezzo pieno? Sembra facile, ma così non è. È una questione di punti di vista e di caratteri. C’è chi per natura nasce pessimista e allora è portato per natura a puntare la vista sulla parte superiore del bicchiere riempito a metà. C’è chi per natura nasce ottimista e allora è portato a puntare la vista sulla parte del bicchiere mezzo pieno. Dobbiamo lavorare sulla natura? Sul carattere? Sulla natura del carattere? Sul carattere della natura? Ci stiamo incartando, lo so. Me ne rendo conto. Ma è importante ragionare per ricavare il ragno dal buco e farlo bere, almeno lui, dico il ragno, dentro il bicchiere che dovrebbe contenere ancora dell’acqua. Mettiamola così. 
In ogni cosa c’è il positivo e c’è il negativo. Come una calamita, come una batteria. Anche la nostra visione ha due poli incorporati. In base a dove la vista è posizionata per vedere, cambia la nostra percezione. La stessa situazione può essere vista in maniera positiva o negativa. Mi chiedo a questo punto: una situazione come quella che stiamo vivendo, con la crisi economica che ci sta succhiando il sangue dalle vene arse, può essere paragonata al bicchiere riempito di acqua a metà? Dov’è il pieno? C’è il pieno? Chi lo vede? Voi lo vedete? Concentriamoci. Da qualche parte c’è. Il pieno c’è sempre e vederlo non costa nulla. Non è come quando facciamo il pieno alla macchina. Quello è un’altra situazione che merita un discorso a parte. Concentriamoci solo sul pieno della vita, di qualsiasi dimensione della vita, anche di quella che stiamo vivendo. Ecco, lo vedete?

iliubo 
© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo sito riportare la dicitura: "Autore iliubo - tratto dal blog umoristico: www.iliubo.blogspot.com”
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...