giovedì 24 dicembre 2009

Babbaluci a Raffadali, un natale con le corna


Natale con le corna. Fine anno di tradimenti, follie e pazza gioia. Una festività all'insegna dell'originalità gratuita e dell'umorismo sano. “Babbaluci”, il lungometraggio scritto e diretto da Raimondo Moncada, sarà presentato e proiettato questo fine settimana anche a Raffadali. L’iniziativa è promossa dal sindaco Silvio Cuffaro e dall’Assessore alla Cultura Angelo Salemi e rientra tra le manifestazioni organizzate dall’Amministrazione comunale per la fine dell’anno. Il film “Babbaluci”, prodotto dall’associazione culturale “Emanuela Loi” di Agrigento, sarà presentato e proiettato domenica 27 dicembre 2009, alle ore 21,00 al palatenda allestito in piazza Progresso. Saranno presenti, tra gli altri, l’autore Raimondo Moncada, il presidente dell’Associazione “Emanuela Loi” Fabio Fabiano e alcuni attori del cast, molti dei quali di Raffadali tra cui ricordiamo in particolare gli autoctoni: Enzo Alessi, Lucia Alessi, Pino Faseli, Elias Vella, Tonina Rampello, Silvana Gacioppo, Ninetta Inglima, Giovanni Ferro, Anfonso Gueli, Maria Bruno, Gianni Casà, Luna Moncada, Francesca Fregapane, Alessandro Gueli, Angela Nocera e gli elementi della locale banda musicale “Luigi Parisi” diretta dal maestro Filippo Ragusa. A presentare l’iniziativa, per l’Amministrazione comunale, ci sarà l’assessore alla Cultura Angelo Salemi.
L’ingresso per la visione di “Babbaluci” è gratuito. In questo modo, l'autore del vero, autentico, inimitabile cinema d'essay senza patente punta a battere il record di incassi dei cinepanettoni di De Sica e di Pieraccioni: Natale a Beverly Hills e Io e Marilyn.
“Babbaluci” prosegue così il tour di presentazioni e proiezioni. Si ricordano alcune tappe: il film è stato selezionato e proiettato al festival nazionale di cinema ironico “Comedy September” di Monsummano Terme (Pistoia), allo “Sciacca Filmfest” e presentato alla rassegna di Arte e Cultura Siciliana “Ignazio Buttitta” di Favara e a Joppolo Giancaxio.
Il film umoristico di Raimondo Moncada, liberamente ispirato al libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello stesso autore, ha al centro le corna e il gossip popolare sul tradimento coniugale.
Il lungometraggio ha una durata di cinquanta minuti.
“Babbaluci” è stato realizzato in economia, grazie al gratuito apporto di autori, tecnici, musicisti e di circa cento attori e figuranti non professionisti della provincia di Agrigento che di mestiere fanno ben altro: imprenditori, impiegati comunali, dipendenti provinciali, insegnanti, rappresentanti delle forze dell’ordine, rappresentanti farmaceutici, assistenti sociali, pasticcieri, studenti universitari, pensionati, casalinghe, disoccupati. Attori e tecnici provengono da Sciacca, Agrigento, Raffadali, Favara, Casteltermini, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Sutera e Joppolo Giancaxio dove sono state girate le riprese esterne del film.
Regia, soggetto e sceneggiatura di “Babbaluci” sono di Raimondo Moncada, la direzione di produzione di Fabio Fabiano, la direzione della fotografia e del montaggio di Pino Simonaro, le riprese di Salvatore Bongiorno, l’ottimizzazione digitale di Alessandro Giuliana.

Sito ufficiale: http://www.babbalucifilm.blogspot.com/
Il trailer di “Babbaluci” è su Youtube all’indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=9tL9UYFAu70

venerdì 20 novembre 2009

Mister Lippi, perché non sposa Cassano?


ERA ORA! Finalmente si cambia domanda alle conferenze stampa del Commissario tecnico della nazionale italiana di calcio. Da oggi in poi i giornalisti sportivi chiederanno: signor Marcello Lippi, il 19 giugno 2010 andrà al matrimonio di Antonio Cassano? I lettori dei giornali, i telespettatori dei tg e delle trasmissioni di approfondimento davano da tempo segni di stanchezza per il piacevole tormentone: Cassano sì, Cassano no. Non ne potevano più di sentire chiedere a Marcello Lippi: Cassano gioca? Cassano sarà convocato per l’amichevole? Cassano farà parte dei convocati ? Cassano sarà recuperato? Ci sarà spazio per Cassano?
Insomma, Cassano in tutte le salse e sempre Cassano. La nazionale perde: ma Cassano sarebbe servito! La nazionale pareggia: ah se ci fosse stato Cassano! La nazionale gioca male: la causa è la mancata convocazione di Cassano. La nazionale vince: però se ci fosse stato Cassano il punteggio sarebbe stato ancora più rotondo! La nazionale batte tutti, mortifica il Brasile per 10 a zero nella finale e conquista la coppa del mondo: comunque con Cassano sarebbe stata tutta un’altra musica!
Tutta colpa di Marcello Lippi che si è intestardito a non convocare Cassano.
- Mister Lippi perché ancora non gioca Cassano?
- Non parlo di Cassano parliamo della partita, di chi ha giocato, di chi è sceso in campo.
- Va bene mister Lippi. Allora le chiedo se c’è un minimo di speranza per Cassano la prossima volta.
- Mi avete rotto con la storia di Cassano. Parliamo della bella qualificazione raggiunta in anticipo per partecipare ai prossimi mondiali.
- Ma Cassano partirà per il sudafrica del 2010? E cosa pensa dei sonori fischi rivolti direttamente a lei? E della minaccia di invasione dei tifosi a favore di Cassano cosa pensa? E dello sciopero del tifo a cui pensiamo si arriverà se non farà giocare Cassano?
Finalmente Cassano ha deciso di sposarsi. Oggi apprendiamo tramite i mezzi di informazione che il fuoriclasse barese ha comunicato che il 19 giugno 2010 in pieno mondiale sudafricano, Antonio cassano ha fissato la data del suo matrimonio con l’attuale fidanzata Carolina Marcialis. Parlando di Lippi e della nazionale italiana di calcio i giornali hanno titolato: Cassano, addio alla maglia azzurra.
Azzo! Mister Lippi, questo vuol dire che Antonio Cassano non potrà giocare con la nazionale italiana italiana?
Perché, mister Lippi, non convince Cassano a rinunciare alle nozze?
Ma mister Lippi, non ci verrà a dire che preferirà andare in sudafrica e a rinunciare al matrimonio di Antonio Cassano?
Ma ci dica la verità mister Lippi: il 19 giugno 2010 andrà al matrimonio di Antonio Cassano?
Ma mister Lippi, perché non lo sposa lei il signor Cassano?

Iliubo
(© Proprietà dell'ingegno di iliubo. Se si ha intenzione di utilizzare integralmente o parzialmente il post al di fuori di questo blog, riportare la fonte specificando che è tratto da www.iliubo.blogspot.com)

sabato 14 novembre 2009

Business dell'acqua sulla Luna


Arriva anche la luna minerale! Acqua minerale naturale, acqua minerale effervescente, acqua minerale minerale lunare prodotta direttamente sull’unico satellite del pianeta terra. L’ente spaziale americano, la Nasa, ha finalmente scoperto ingenti giacimenti del prezioso liquido, tanto più prezioso perché sulla terra è destinato a esaurirsi. L'acqua terrestre ha insomma i giorni contati. Tant'è che costa cara e si vende in bottiglia. E allora? La Nasa ha avuto naso. Ha fiutato l’affare e invece di cercare inutilmente gli alieni in giro per lo spazio remoto ha focalizzato la propria attenzione sull’H2O che è il celebre simbolo chimico dell’acqua. Non più bottigliette di acqua terrestre nel futuro dell’uomo, ma bottigliette e lattine di acqua lunatica. La presenza di grandi quantità di acqua extraterrestre è stata ufficialmente confermata dalla Nasa, a poco più di un mese dal lancio da parte della sonda LCROSS (Lunar CRater Observation and Sensing Satellite) di un missile terra-luna contro il cratere Cabeus al polo Sud del satellite. L'analisi spettrografica della nuvola di detriti provocata dall'impatto del missile “nasone” sul suolo lunare ha confermato la presenza di grandi quantità d'acqua allo stato ghiacciato. Una scoperta definita rivoluzionaria.
Enorme cisterne spaziali si preparano a partire alla volta della Luna dove, siamo sicuri, saranno impiantate fra non molto le industrie dell’acqua. La Nasa con l’acqua extraterrestre pensa di soddisfare il fabbisogno della popolazione del pianeta. Pagando, si potrà avere in preziose bottiglie artistiche la preziosa acqua della luna che per tanto tempo hanno ammirato a occhi sgranati dall’Africa interi popoli assetati. Il progetto prevede diverse fasi di sviluppo dell’industria idrica lunatica. La produzione inizialmente avverrà direttamene in loco. Successivamente si pensa di realizzare un lungo idrodotto, una conduttura lunga 384.400 chilometri che collegherà i giacimenti idrici lunatici alla base idrica della Nasa. In Sicilia, ad Agrigento, i cittadini assetati si dovranno accontentare di vedere l’acqua neanche con il binocolo. Poi, una volta che la Nasa metterà a regime il servizio idrico lunatico, può essere (ma non è certo) che gli agrigentini vedranno la nuova acqua con il binocolo.
Intanto, è iniziata la corsa alla raccomandazione per l'ottenimento del posto di lavoro. In tempi di crisi era più che prevedibile. Per avviare l’industria dell’acqua lunatica ci sarà bisogno di ingegneri idraulici, minatori, pompisti, riempitori, autisti spaziali, solisti, assaggiatori, bevitori. Si darà così una risposta alla disoccupazione universale e si stimolerà l'economia del mondo. Tanti posti per tutti i pasti non più sulla terra ma sulla Luna. Prepariamoci all’imminente futuro.

iliubo
(© Proprietà dell'ingegno di iliubo. Se si ha intenzione di utilizzare integralmente o parzialmente il post al di fuori di questo blog, riportare la fonte specificando che è tratto da www.iliubo.blogspot.com)

domenica 1 novembre 2009

Bare on-line nella grande distribuzione


Internet in soccorso della morte economica. Chi l’avrebbe mai detto! Ti organizzi comodamente da casa il tuo funerale con la bara che dici tu e a prezzi modici. Una morte facile facile, confortevole, a portata di mano, organizzabile a piacere on-line. Il cofano ora te lo ordini in camera ardente con un clic, della misura, della foggia, del prezzo che decidi tu senza alcun contatto con il becchino e addetti delle agenzie di Pompe Funebri che quando ci passi ti tocchi sempre nelle parti intime intime. Si avvera così un’altra previsione del nostro amico scrittore Raimondo Moncada che nel suo libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” ci fa “vivere” con leggerezza un aspetto misterioso e doloroso dell’esistenza umana, proiettandoci anche nel futuro sempre roseo del settore funebre. Un futuro molto, ma molto redditizio. La conferma ci arriva oggi con un servizio pubblicato in prima pagina sul sito del Corriere della Sera, dal titolo “Bare online, Wal-Mart entra nel business”. Il sottototiolo è “Prezzi concorrenziali, penotazioni via web, consegna a domicilio. La più economica? Costa meno di 900 dollari”. La grande catena di distribuzione americana, appunto la Wal-Mart, ha deciso di buttarsi a “corpo morto” nel business funebre on-line. Così oltre a trovare in catalogo mutande, tappeti, caffettiere, materassi, elettrodomestici, trovi pure pagine e pagine di bare a prezzi stracciati a cui non puoi dire di no. E' come se in Italia Standa, Oviesse, Rinascente e altre catene della grande distribuzione si mettessero a vendere articoli funebri. Negli Stati Uniti d'America accade e si sta diffondendo a macchia d'olio.
La Wal-Mart si è in pratica messa in concorrenza con Costco Wholesale che fa la stessa cosa. Cofani in legno, in acciaio, in bronzo, di cartone, riciclabili, usa e getta, ti vengono recapitate entro poche ore a domicilio. Il posta-becchino ti bussa alla porta e ti porge gentilmente il pacco: “C’è una bara per lei!”. La compri non solo per l’immediato, per l'urgenza, ma anche per trovartela bella pronta quando succederà l’evento degli eventi. La puoi scegliere tranquillamente guardandotela da dentro, da fuori, nei dettagli, con la possibilità di montarla tu con colori e forme diverse. Tu stesso puoi diventare il creatore on-line della tua bara come già fanno in internet, ad esempio, le case automobilistiche. L’unica differenza è che l’automobile la guidi tu in strada, la bara la portano altri mentre tu ti dirigi da solo nell’aldilà.
Il business è business! Anche se c’è di mezzo la morte, con il dolore gli imprenditori tirano avanti la baracca: danno posti di lavoro, tirano su l’economia. La morte, d’altronde, è uno dei settori cruciali che non è andato in crisi con la rottura delle balle finanziarie e perciò bisogna fare in modo che divenga più produttivo per aumentare i guadagni e aumentare il numero degli occupati. Ci informa il Corriere che uno studio della National Funeral Directors Association stima in un miliardo di dollari i ricavi annuali del settore dei servizi funebri negli Usa. La Wal-Mart per mortificare la concorrenza e accaparrarsi quanti più morti possibili si è messa a tirare i defunti per i capelli. Il rapporto qualità prezzo è davvero appetibile. L'offerta non si può rifiutare. Ci sono bare stupende sotto i mille dollari. Si va dagli 895 dollari per la cassa in acciaio «Dad Remembered», fino ai 2899 dollari per la bara rifinita in bronzo «Sienna Bronze». Un business destinato a salire con una concorrenza che si farà spietata e che farà delle vittime eccellenti. Con l’aumento delle vendite on-line a piangere della morte saranno le tradizionali Pompe Funebri.

iliubo

mercoledì 28 ottobre 2009

Il pisello dei parcheggi


Il pisello in soccorso della sosta! Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha annunciato la rivolu­zione copernicana del parcheggio. “La mia città – ha dichiarato – sarà la prima in Italia senza più parcometri”. La rivoluzione toscana ha previsto, tra l’altro, la scomparsa delle macchinette per il pagamento della sosta e la ridefinizione di circa 15 mila posti liberi, contrassegnati dalle strisce bianche. Top secret per il momento il dettaglio della rivoluzione, ma noi di iliubo siamo riusciti a carpire i segreti dei nuovi pianificatori della mobilità del terzo millennio. Ci sarà un posto per tutti: per i residenti, per i turisti, per i lavoratori, per i condomini, per i bambini, per chi non ha la patente, per le donne incinte ed anche per gli uomini incinti (per non creare criticabili discriminazioni) . Ogni tipo di parcheggio, riservato a una particolare categoria di automobilisti, sarà ben riconoscibile con pennellate di diverso colore. Ci saranno strisce blu, viola, bianco, giallo, arancione, indaco. Si utilizzeranno tutti i colori dell’arcobaleno e se non basteranno i colori del cielo si ricorrerà alla tavolozza di Michelangelo per creare delle sfumature adatte al bisogno. Ci potrà così essere spazio per i parcheggi promiscui, riservati indistintamente a tutti i sessi. Ma ci potranno essere anche dei parcheggi ad esclusivo uso delle donne o degli uomini. Per le femmine si utilizzerà il rosa, per i maschi un bel verde ma pisello. Il pisello sarà molto importante perché fa la differenza. Chi non si sente di appartenere ai sessi tradizionali potrà parcheggiare a cavallo, tra un posteggio femminile e uno maschile. A chi piace a prescindere il pisello, potrà parcheggiare pagando una soprattassa che sarà denominata il “ticket del pisello” (l'idea è molto eccitante e siamo sicuri che riscuoterà un grande successo!). Si pensa anche a rivoluzionari parcheggi personalizzati che ognuno si potrà affittare per lunghi periodi e che potrà gestire come vuole portandoselo dietro a piacimento.
Iliubo
(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

sabato 24 ottobre 2009

La panza contro la crisi del commercio


L’obesità contro la crisi del commercio. Ecco la ricetta tanto attesa per rialimentare il business. L’uovo di Colombo l’ha scoperto iliubo in terra di Sicilia.
Siamo in provincia di Trapani, a Castelvetrano. Da qui parte la rivoluzione nel commercio. Il segreto? Semplice. Vincolare gli acquisti, qualsiasi tipo di acquisti, all’alimentazione. In questo modo mangiano i clienti, mangiano i titolari di attività di ristorazione e mangiano tutti gli altri imprenditori: commercianti di abbigliamento, di tecnologia, di scarpe, di animali, di alimentari, di panini e panelle, di panini e stigghiola ecc.
Chi ne vuole sapere di più deve recarsi a Belicittà, il nuovo centro commerciale della Sicilia Occidentale aperto a Castelvetrano. È tutto spiegato in semplici fogli formato A4 che fanno bella mostra di sé all’ingresso di ogni negozio.
Ancora nessuno ci aveva fatto caso. Nei fogli di carta intestata “Belicittà” leggiamo il seguente e chiarissimo avviso: “Si avvisa la gentile clientela di consumare cibi e bevande prima di fare ingresso ai punti vendita. Grazie”. Lo potete leggere dalla foto che abbiamo scattato in loco e che pubblichiamo come al solito in esclusiva mondiale.
Ma cosa significa? In pratica, se non mangi non puoi fare accesso nei negozi di “Belicittà”. Se non fai colazione, pranzo o cena non puoi mettere piede nei punti vendita del centro commerciale di Castelvetrano. Lo slogan, storpiando la nota marca di un succo di frutta, sembra essere questo: “Mangia e compri!”. Da Trapani, è partita alla chetichella la nuova campagna contro la crisi del commercio. In Sicilia è già vietato entrare in un negozio a stomaco vuoto. Lo shopping si fa satolli, sazi, sbafati. Prima di entrare in una qualsiasi putìa devi dimostrare di aver consumato cibi e bevande. Meglio se a volontà. Funzionerà? Indagheremo!

Iliubo
(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

mercoledì 21 ottobre 2009

Alluvione di libri a Ribera, danni all'ignoranza


Il maltempo questa volta non c’entra nulla. Di piovere piove e a volontà, ma non pioggia e nemmeno grandine. Il danno c'è e grave: all'ignoranza! A Ribera, grazioso comune della provincia di Agrigento, piovono libri sulla testa di chi ama leggere e di chi ha il cervello arido. Un’alluvione di libri che si sta rovesciando su una popolazione di bambini, ragazzi e adulti: colti, raccolti, curiosi e analfabeti.
La biblioteca bomunale “Antonio Gramsci” di Ribera, in collaborazione con il Comune, ha organizzato la quarta edizione di “Ottobre, piovono libri: i luoghi della lettura”. L’iniziativa è promossa a livello nazionale dall’Istituto per il libro e dal ministero dei Beni e le Attività Culturali. La manifestazione è partita il 6 ottobre con un “Caffè letterario” al quale hanno partecipato l’editorialista di Repubblica e critico letterario Salvatore Ferlita, l'attrice Simona Marchini e il fotografo Angelo Pitrone. Il secondo appuntamento è un concorso di lettura rivolto agli alunni delle classi quarte e quinte elementari. Previsto, infine, il premio letterario “Un racconto breve con l’odore e la magia dei tuoi luoghi”.
Per chi volesse partecipare al concorso, riportiamo di seguito il testo integrale del regolamento fornitoci gentilmente dalla Biblioteca "Gramsci" di Ribera:

REGOLAMENTO

ART.1 La Biblioteca Comunale “A. Gramsci” di Ribera, con sede in Via Don Minzoni n. 13, al fine di incentivare la diffusione dell’arte della scrittura e della lettura, indice la 3° edizione del concorso letterario per scrittori emergenti dal titolo “Un racconto breve con l’odore e la magia dei tuoi luoghi”. Al concorso possono partecipare adulti e ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori.

ART.2 I lavori dovranno iniziare con il seguente incipit: “L’odore del gelsomino era forte e intenso in quell’angolo di bar dove tre amici, attorno a un tavolo, stavano discutendo animatamente. Il rumore delle onde del mare copriva le loro parole, ma non il loro sguardo che improvvisamente………..” I lavori inoltre, non dovranno superare la lunghezza massima di n. 20 cartelle (per cartella si intende un foglio A4 riempito su un solo lato).

ART.3 I concorrenti dovranno consegnare a mano (entro martedi’ 3 novembre 2009) presso la sede della Biblioteca Comunale, un plico contenente due buste di cui una aperta contenente n.2 copie dell’opera senza alcun dato anagrafico, ed una chiusa contenente solamente i dati anagrafici e il recapito dell’autore.

ART. 4 Vincitori saranno i primi tre classificati per categoria (scuole medie inferiori, superiori ed adulti) ai quali, oltre ad un attestato di partecipazione, sarà consegnato un premio in libri. A tutti i finalisti sarà consegnata una pergamena ed un piccolo gadget.

ART.5 Un giuria tecnica, selezionerà i finalisti che saranno invitati a partecipare alla premiazione e alla proclamazione dei vincitori. I parametri della valutazione saranno: fluidità e freschezza della scrittura, contenuti e originalità delle storie.


iliubo

lunedì 19 ottobre 2009

Cactus arrapati e tronchi perforanti

Pietre falliche. Alberi avvinghiati. Melanzane superdotate. Carote osè. Prati invitanti. Cactus arrapati. Tronchi perforanti. Pini eccitati. Angurie sodomitiche. Limoni limonati.
Cosa c’è di più sexy della natura? Naturalmente la natura! Con l’immaginazione pompata a tremila, la sorprendente natura diventa poi ancora più eccitante.
Da youtube una divertente carrellata di fotografie straordinarie che lasciano di stucco e a bocca aperta senza stucco. Buona visione (vietata ai minori minorati!).

Iliubo

sabato 17 ottobre 2009

Monty python e le camminate beote

C'è il ministero del Lavoro, quello della Pubblica Istruzione. Ma mancava effettivamente un ministero delle Camminate, delle Passeggiate. Con la crisi economica e l'aumento drammatico della disoccupazione, il ministero delle Camminate sta cominciando a prendere piede in diverse parti del mondo evoluto. Tanti disoccupati, inoccupati, licenziati, non sapendo cosa fare del proprio tempo, invece di rivolgersi inutilmente al Ministero del Lavoro per chiedere e ottenere un'occupazione che non c'è, si rivolgono sempre di più all'innovativo Ministero delle Camminate. C'è tanto da sapere sulle camminate! Non tutti sanno camminare, non tutti sanno passeggiare, abituati a stare chiusi in una fabbrica, in uno studio, in un ufficio per l'intero, santo giorno. Anticipatori del Ministero delle Camminate sono stati in Gran Bretagna i Monty Python. In questo video, risalente addirittura a più di trenta anni fa, il gruppo comico inglese ci fa entrare all'interno dell'avanguardistico Ministero delle Camminate Beote. Non è semplice camminare ed è difficile camminare da beoti, da scimuniti. Non è da tutti. Ci vuole veramente arte!

iliubo

Brian di Nazareth compie 30 anni

Ricorre quest’anno il trentesimo anniversario della produzione di una delle pellicole comiche più discusse: Brian di Nazareth. Il film è stato girato nel lontano 1979 dal genialissimo gruppo de Monty Python (Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin). Il film rivisita in chiave umoristica e irriverente la figura di Gesù Cristo. Ritenuto un po’ troppo forte, anzi blasfemo, in Italia la pellicola venne colpita e tagliata dalla censura. Fu distribuita solo 12 anni dopo.
Il gruppo inglese è conosciuto in Italia principalmente per il film Monty Python - Il senso della vita (The Meaning of Life) che vinse il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 1983.
I Monty Python sono inoltre autori ed interpreti del Monty Python's Flying Circus, la fortunata serie comica trasmessa dalla BBC tra il 1969 e il 1974, che fu il loro trampolino di lancio e che ha lasciato una profonda impronta nella commedia televisiva britannica. Per celerbare questo geniale gruppo, Iliubo vi propone una delle scene più esilaranti del film Brian di Nazareth: Marco Pisellonio e Incontinentia Deretana.

iliubo

venerdì 16 ottobre 2009

Posti auto per donne in attesa


“Parcheggio riservato alle mamme in attesa”. Un grande cartello attira la mia attenzione mentre scendo dalla macchina per fare la spesa al centro commerciale Upim di Sciacca: “Parcheggio riservato alle mamme in attesa”. Mi giro intorno e non noto altri segnali del tipo “Sosta riservata ai papà in attesa”.
Le “mamme in attesa” al centro commerciale Upim di Sciacca hanno il parcheggio riservato così come altre categorie di clienti speciali come le persone disabili. Un servizio ammirevole e per certi versi curioso. È la prima volta che mi imbatto in un cartello del genere. Non sapevo di posti riservati alle mamme in attesa. Ah! dannata ignoranza! Alla scuola guida, forse, mi è sfuggito. O forse non esiste come segnale stradale? E, dunque, è una carineria, un segno di civiltà, un gesto di sensibilità del titolare del centro commerciale?
Che dubbio atroce!
Ma a chi è venuto in mente?
E’ un fatto normale, da codice della strada?
È un obbligo?
E’ una iniziativa soltanto della catena di negozi Upim che a Sciacca?
A capo della ditta commerciale c’è un uomo o una donna?
Domande a cui chiamiamo a trovare una risposta il commissario Mopntalbano e Sherlock Holmes.
La cosa che più ha solleticato il mio interesse è quell’eufemismo: “in attesa”. In attesa di che? Del marito che è andato a fare la spesa? In attesa di un parcheggiatore abusivo? In attesa di partorire? In attesa che qualcuno aiuti la donna a partorire? In attesa che le portino direttamente in macchina la spesa? In attesa di gentiluomini che l’aiutino a scendere dalla macchina? In attesa dell’amante? In attesa di capire se può o non può parcheggiare la macchina senza essere multata?
La lingua italiana è straordinaria. È una delle lingue più complesse del mondo. Ci permette di tutto. Ci consente di essere chiari così come di essere astrusi, impenetrabili, interpretabili o equivocabili. L’indicazione del parcheggio riservato alle mamme in attesa, comunque, si poteva scrivere in tanti modi. Nel cartello si poteva scrivere, ad esempio, “parcheggio riservato alle partorienti”, “parcheggio riservato alle donne incinte”, “parcheggio riservato alle donne in stato interessante”, “parcheggio riservato alle donne in gravidanza”, “parcheggio riservato alle donne pregne”, “parcheggio riservato alle gestanti”, “parcheggio riservato alle donne fecondate”. O semplicemente utilizzare l’espressione: “parcheggio riservato alle mamme in dolce attesa”. È chiaro che l’utilizzo di una o dell’altra espressione assume un significato diverso, una sfumatura differente: dolce, burocratica, fredda o spregiativa
Fate un po’ voi. Ognuno scrive come meglio gli aggrada. Ma l’uso di una parola o di un’altra evidenzia, anche inconsapevolmente, certe sfumature, certe sottigliezze, o un retroterra particolare dello scrivente.
Un’altra domanda: ma perché non riservare dei posti anche alle puerpere, alle mamme che hanno appena partorito la cui "dolce attesa" si è conclusa con la nascita di un bebè? Perché pensare solo al premaman e non al postmaman? Perché non riservare i posti direttamente alle “mamme”? Ed i neo papà? I neo padri il parcheggio se lo debbono andare a cercare?

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)

domenica 11 ottobre 2009

Libertà, canto contro oppressioni e violenza

Libertà. Libertà da ogni forma di oppressione, schiavitù, prevaricazione e violenza. Un’invocazione, un invito, un grido per una Sicilia finalmente libera. Libertà è il titolo di una canzone composta, nel testo e nella musica, dall’autore agrigentino Raimondo Moncada nel lontano 1996. E’ un pezzo che per tanti anni è stato messo in repertorio dal gruppo di musica etnica Accademia T.P. di Agrigento nei suoi concerti live. “Libertà” ha, tra le altre cose, vinto nell’anno 2008 il terzo premio della sesta edizione del concorso regionale di poesia e canzoni siciliane “Il Paladino” promosso dall’Association Européen Des Cheminots. La versione inserita su Youtube si avvale della preziosa collaborazione del polistrumentista Savio Nocera (tra gli storicoi fondatori del gruppo dei Tinturia) e del musicista Filippo Alessi (Tinturia, Alì Babà, A Banna, ecc.). Savio Nocera ha curato l’arrangiamento e il montaggio, oltre a suonare le chitarre, i flauti, le tastiere e il basso. Filippo Alessi ha curato la struttura delle percussioni. Il pezzo è cantato dallo stesso autore, Raimondo Moncada. Le immagini del videoclip sono di Pino Simonaro, Totò Bongiorno, Fabio Fabiano e Luna Moncada. La produzione è del blog "iliubo" e dell'Associazione "Emanuela Loi" di Agrigento grazie ai quali il file audio è stato riesumato dalla fredda memoria di un computer e messo in rete per essere condiviso con il mondo e invocare tutti assieme la nostra voglia di libertà! come i nostri padri, come i nostri nonni, come... in ogni angolo del pianeta.

Iliubo

giovedì 8 ottobre 2009

Nobel alle profezie di Moncada


Il Premio Nobel 2009 conferma le geniali intuizioni contenute nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. Il Nobel per la Medicina e la Fisiologia è stato attribuito a un trittico di scienziati per le ricerche sull’immortalità. Gli studi ci dicono chiaramente che nell’aldilà, in futuro, non ci saranno più arrivi sol perché dal mondo non ci saranno più partenze. Si arriverà quanto prima a un punto di non ritorno dove a piangere non saranno più i familiari colpiti da un lutto ma chi della morte fa una ragione di vita e di business. Non sono profezie di Nostradamus, ma poco ci manca. Il libro di cui parliamo per la prima volta, dal titolo volutamente criptico (“Ti tocca anche se ti tocchi”), è del nostro amico scrittore Raimondo Moncada, conterraneo del premio Nobel Luigi Pirandello (anno 1934). Entrambi sono nati, cresciuti e pasciuti ad Agrigento. Sono invece nati altrove Elisabeth Blackburn, Carol Greider, e Jack Szostak, i tre scienziati che hanno vinto il premio Nobel 2009 per la Medicina e la Fisiologia. Sono stati insigniti del riconoscimento per aver scoperto come funziona l'enzima dell' immortalità (la telomerasi) e come i telomeri (frammenti di Dna) proteggono le cellule dall'invecchiamento. I tre scienziati hanno messo in cammino l’umanità verso l'esistenza immortale, la vita senza estinzione. Quando sarà toccato questo traguardo, ha predetto Moncada, a toccarsi non saranno più i comuni mortali ma chi dalla cura e dal decesso dei comuni mortali ha tratto e trae beneficio.
In attesa dell'immortalità, a degli straordinari mortali è stato attribuito quello che è universalmente ritenuto l'encomio supremo del mondo intero.
Il premio Nobel per la Fisica 2009 è andato agli statunitensi Charles Kao, per le ricerche sulla trasmissione della luce nelle fibre ottiche, e Willard Boyle e George Smith, per lo sviluppo del circuito a semiconduttori ad accoppiamento di carica (Ccd) per il trattamento di immagini.
Il Premio Nobel per la Letteratura 2009 è Herta Muller, scrittrice e poetessa, nata in Romania, ma di nazionalità tedesca per avere descritto "il panorama dei diseredati, con la forza della poesia e la franchezza della prosa".
Il premio Nobel per la Chimica 2009 è stato assegnato agli americani Venkatraman Ramakrishnan e Thomas Steitz e all'israeliano Ada Yonath per esser riusciti a mostrare il funzionamento del ribosoma, che produce proteine, a livello di atomo, un lavoro che permetterà importanti passi avanti nel campo della ricerca antibiotica.
Il premio Nobel per la Pace 2009 è stato assegnato al presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama "per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli".
Il premio Nobel per l'Economia 2009 è stato attribuito agli statunitensi Elinor Ostrom e Oliver Williamson per la loro ricerca sull'organizzazione della cooperazione nella governance economica.
I riconoscimenti verranno consegnati ai vincitori il 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel.
Il premio Nobel è una onorificenza assegnata annualmente dal governo svedese a persone che si distinguono in alcuni campi come la Fisica, la Chimica, la Medicina o Fisiologia, la Letteratura, la Pace, l’Economia. Dal 1991 si premiano, ricerche eccezionali, straordinarie invenzioni tecniche o equipaggiamenti rivoluzionari, contributi eccezionali alla società. Il premio è stato istituito in seguito alle ultime volontà di Alfred Nobel, industriale svedese e inventore della dinamite, firmate al Club Svedese-Norvegese di Parigi il 27 novembre 1895.
Questo l’elenco dei Premi Pobel italiani:

FISICA
Guglielmo Marconi 1909
Enrico Fermi 1938
Emilio Gino Segrè 1959
Carlo Rubbia 1984
Riccardo Giacconi 2002

CHIMICA
Giulio Natta 1963

MEDICINA
Camillo Golgi 1906
Daniel Bovet 1957
Salvador E. Luria 1969
Renato Dulbecco 1975
Rita Levi-Montalcini 1986

ECONOMIA
Franco Modigliani 1985

LETTERATURA
Giosuè Carducci 1906
Grazia Deledda 1927
Luigi Pirandello 1934
Salvatore Quasimodo 1959
Eugenio Montale 1975
Dario Fo 1997

PACE
Ernesto Teodoro Moneta 1907
iliubo
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martedì 29 settembre 2009

Film Babbaluci al Comedy September


Il festival di Venezia è solo a qualche chilometro! Metro più metro meno. Il film “Babbaluci” parteciperà al concorso nazionale “Comedy September 2009” di Monsummano Terme, in provincia di Pistoia. Il lungometraggio, scritto e diretto da Raimondo Moncada e prodotto dall’Associazione “Emanuela Loi” di Agrigento, è uno dei 34 film selezionati alla rassegna cinematografica che si terrà il 3 e 4 ottobre in Toscana, proprio a Monsummano Terme, località in provincia di Pistoia.
“Comedy September” è un evento organizzato dall'associazione culturale Circolo Kubrick in collaborazione con il Comune di Monsummano Terme ed il Mac,n - Museo di Arte Contemporanea e del Novecento con il contributo e patrocinio della Mediateca Regionale Toscana Film Commission.
Al festival sono state ammesse opere di fiction e d’animazione di genere comico, grottesco, trash e commedia. I film – cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi – saranno proiettati nel teatro Yves Montand.
Con la proiezione dei film in concorso, si concluderà un mese di manifestazioni dedicati al cinema di genere comico, grottesco, trash e alla commedia italiana. Il programma di iniziative è partito lo scorso 28 agosto con l'inaugurazione della mostra dedicata al regista Mario Monicelli ed è proseguita per tutto il mese di settembre con eventi, proiezioni, incontri con l'autore e workshop.
La proiezione del film “Babbaluci”, reduce dal successo allo Sciacca Film Festival, è stata programmata per domenica 4 ottobre 2009 alle ore 18.
Per la produzione, è come essere chiamati a partecipare al Festival di Venezia. Ma ci arriverà! Siamo sicuri che ci arriverà. Come ci è arrivato il regista siciliano Giuseppe Tornatore con il suo nuovo capolavoro "Baaria". Tempo al tempo. Magari Raimondo Moncada con gli amici attori e tecnici dell'Associazione "Loi" ci arriveranno con "Baabbaluci".

Link del festival
http://www.comedyseptember.it/

domenica 20 settembre 2009

Bambini che ridono alla vita

Divertentissimo! Contagiosissimo! La risata di un bambino è una delle meraviglie del mondo. Se poi è una risata corale di ben quattro bambini, di ben quattro gemelli possiamo affermare che siamo in presenza di una meraviglia delle meraviglie. Guardiamo questo video se ci sentiamo giù di corda, se ci sentiamo giù di morale, se ci sentiamo depressi. Guardiamo il sorriso innocente di queste creature se vogliamo sintonizzarci con la vita e ritrovare a nostra volta il sorriso.

iliubo

martedì 15 settembre 2009

Porci allo spiedo contro l’influenza suina


Dopo la febbre degli uccelli, arriva inevitabile la malattia dei porci. E si diffonde il panico e si diffonde la paura. E' ancora una volta psicosi. La gente, confusa, qualche anno fa si chiedeva se fossero gli uccelli i colpevoli della nuova peste del terzo millennio, l'aviaria, così come era stato nel secondo millennio per l'Aids. Adesso la stessa domanda: l’influenza suina è provocata dal nostro essere porci?
Ogni giorno è uno stillicidio di notizie che si accavallano, si inseguono, si sorpassano con manovre mozzafiato nei tg, nella carta stampata. Si parla continuamente di trasmissione della malattia dall’animale suino all’uomo-animale-porco con elevate percentuali di mortalità.
La macchina dell’informazione sta travolgendo tutti seminando il terrore. Si è inizialmente parlato di pandemia, di virus virulento, aggressivo, letale con inevitabile diffusione planetaria e morti a go go. Si sono fatte interviste a specialisti specializzati. Si sono dispensati utili consigli per la prevenzione, il trattamento. Si sono predisposti i reparti per la cura delle malattie infettive nelle strutture sanitarie e ospedaliere a cui rivolgersi in caso di sintomi suini conclamati. C’è chi ha parlato di picchi in autunno, chi in inverno. C'è chi ha paventato pericoli per l’economia in ripresa che potrebbe essere messa in ginocchio dai tanti lavoratori colpiti dall'influenza maiale. I nostri ministri della salute hanno cercato di recente di buttare acqua sulla brace del porco. Hanno cercato di rassicurare la popolazione che il virus è più innocuo del previsto e che il governo ha in ogni caso preparato un piano di vaccinazione che porrà rimedio alle conseguenze dell'influenza. Saranno vaccinati tutti, a partire dalle categorie più a rischio compreso il personale dei servizi pubblici essenziali: medici, infermieri, appartenenti alle forze dell’ordine, bambini, anziani, ammalati. Ma perché per mesi e mesi ci hanno allora rotto i maroni (leggi pure palle!)? perché ci hanno allarmato a tal punto che abbiamo pensato che fosse arrivata la fine del mondo e con la fine del mondo anche la fine dell’uomo e con la fine dlel'uomo anche la fine del porco e dell’uomo-porco?
La verità è che, comunque vadano le cose, a guadagnarci saranno le industrie farmaceutiche impegnate da mesi a produrre migliaia, milioni di vaccini. Si guadagna oltre che sulla morte anche sulla paura della morte, come ha ben spiegato Raimondo Moncada nel suo libro/saggio umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi". Più paura si diffonde per la paura della fine del mondo, più salvavita si producono e più business si fa. Alla faccia del porco!
Il virus A H1N1, sentiamo dalla viva voce di alcuni speciali specialisti, si diffonde a vista d’occhio. Il virus fa a gara con le emissioni solari per vedere chi è più veloce della luce. E mentre il virtus fa il giro del mondo, i nostri lettori ed elettori ci bersagliano di interrogativi. Dal terzo mondo ci arriva, tramite facebook, questa domanda disperata:
Mi ingozzo parcamente di salsiccia, bistecche, salame, mortadella, pancetta, prosciutto, zampone, cotechino e penso con ansioso timore all'influenza dei porci che, porcamente, potrebbe influenzarmi. Mi dovrò vaccinare come specie a rischio?
Altri ci chiedono semplicemente: cosa fare? dove andare? come salvarsi dalla febbre della salsiccia? come evitare il contagio? a chi bussare con le mani pulite? quali vaccini inocularsi?
C'è stato un nostro amico che ci ha chiesto infine: ma il virus è una cosa seria?
Questa sì che è una domanda da porci.
Una soluzione radicale, che ci consigliamo di suggerire agli esperti espertari, è quella di eliminare il porco prima che il porco elimini noi. I nostri amici cuochi (vedi foto) consigliano di utilizzare lo spiedo per eliminare i porci più gustosi e mangiarseli ben cotti.
Per addolcire l’allarme, gli strateghi della comunicazione hanno cominciato a modificare il linguaggio e a utilizzare sempre di più gli eufemismi. Si evita di parlare di febbre dei porci, di influenza suina, scegliendo una terminologia scientifica meno terrificante. La parola maiale è stata così messa al bando, cancellata. Si parla solo di virus A H1N1, terminologia più vicina al linguaggio della casalinga, del pensionato, dell’operaio, dell’analfabeta, dell'allevatore, dell'allevato porco suino.
Con il contagio dal porco, non si diventa porci ma ci si ammala di influenza A H1N1.
Semplice! Per modo di dire.
Ma, intanto, dagli allevamenti suini, ci arriva una notizia sconvolgente: anche i porci hanno paura dei maiali. In molti, per l'angoscia di essere infettati, si suicidano preferendo la morte allo spiedo. E', insomma, psicosi suina. Le autorità sanitarie hanno all'uopo costituito una task-force di psicologi per attutire l'impatto della malattia che, al momento, sembra più una patologia psicologica.

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere il capitolo “Uccellofobia” del nostro libro umoristico preferito: “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada.

Iliubo

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lunedì 7 settembre 2009

Libro favorisce la digestione


Quando certi libri umoristici hanno effetti stimolanti per l'organismo, a beneficio della mente ma anche del corpo. Il buonumore in essi contenuto stimola la produzione di idee dal cervello e favorisce la produzione digestiva (vai di corpo che è un ameraviglia!). Non sono esclusi gli effetti diuretici. Lo ricaviamo da un'interessante ricerca demoscopica pubblicata da un blog amico dai contenuti così toccanti che stanno per essere ripresi dai principali portali internet e dai più prestigiosi siti di informazioni del mondo. Noi, di seguito, riportiamo integralmente lo studio scientifico a beneficio dei nostri appassionati lettori.

Ecco i dieci motivi che, secondo l’agenzia internazionale “Quanto leggi”, hanno indotto tanti appassionati lettori ad apprezzare la lettura dell’originale, coraggioso, sfacciato, esilarante libro umoristico di Raimondo Moncada “Ti tocca anche se ti tocchi” della CSA Editrice:
1) perché è un libro che si legge con facilità in bagno, stando comodamente seduti sul water o facendosi la doccia;
2) perché è un libro che fa facilmente cagare chi soffre di stitichezza cronica con sfiati, flussi ed effluvi impressionanti, avendo l'umorismo di "Ti tocca" virtù stimolanti anche per digestioni difficili;
3) perché è un libro che porta fortuna, pur non appartenendo alla tradizionale famiglia degli amuleti (l’Amleto di William Shakespeare non c’entra niente anche se, al momento del lancio di "Ti tocca" si sono avvertiti sghignazzamenti e strani movimenti sussultori nella tomba del celebre drammaturgo);
4) perché è un libro benefico, elisiriaco, talismanico ed afrodisiaco che allunga e allarga la vita (intesa anche come luogo dove risiedono le zone erogene procreanti);
5) perché è un libro del quale si possono benissimo leggere i capitoli tra una pausa e l’altra di un intenso rapporto sessuale, per ricaricarsi di energico entusiasmo per nuove e esaltanti colpi da maestro senza che ci venga un colpo;
6) perché è un libro che fa capire a fondo il passato, il presente e il futuro facendo allo stesso tempo sorridere e riflettere (fa piangere solo se ti fai lanciare uno scatolone pieno di “Ti tocca” dal centesimo piano di un grattacielo e per mancanza di allenamento non riesci a prenderlo al volo e ti si spiattella in testa con tutta la sua veloce pesantezza);
7) perché è un libro che si fa leggere tutto d’un fiato esaurendo il fiato anche a chi di fiato non ne ha più, facendo godere le parti pubbliche, le parti intime e le contese parti condominiali;
8) perché è un libro davvero toccante che tocca tutti in quanto con niente arricchisce lo spirito, la carne e le tasche meglio di una vincita milionaria al superenalotto;
9) perché è un libro che sta facendo morire dalle risate gli austeri imprenditori e addetti funebri che non riescono più a presentarsi seri, composti e compunti davanti ad affranti clienti;
10) perché quando l’autore lascerà questa terra i suoi detrattori moriranno dal ridere e lo scrittore, contento di cotanta considerazione, riderà da morire.
Sono le dieci buone ragioni per le quali l’agenzia “Quanto leggi” ma anche prestigiose società letterarie come “Libri da leggere assolutamente ora” e “Libri da non perdere per ritrovarli” e "Libri da portarsi su un'isola deserta soli con una avvenente isolana" e "Libri da consigliare per vivere felici" e "Libri da top ten", consigliano vivamente di avere tra le mani il volume “Ti tocca anche se ti tocchi” per toccarlo, leggerlo, spogliarlo, disossarlo, custodirlo gelosamente nella propria libreria personale o biblioteca cittadina, suggerire la lettura a chi si vuole bene e agli amici più intimi da toccare con un gesto d'amore.

sabato 5 settembre 2009

Critica ai criticabili criticoni criticanti


Una critica criticante è criticabile se si compiace ed è fine a se stessa. È criticabile una critica volutamente, piacevolmente, distruttiva. Sono criticabili i criticoni criticanti, critici contro tutto e tutti che amano solo sparare: boom! Senza tenere conto di nulla.
È facilissimo criticare. È facilissimo stroncare. È facilissimo dire questo non va. Più difficile è costruire, fare, mettersi in gioco, metterci la propria faccia, sporcarsi le mani, cercare di fare qualcosa.
Mi chiedo: c’è una scuola dei critici criticoni? Per criticare ci vuole la patente? un diploma serale? Critici si nasce o si diventa? La critica si ha nell’animo? I critici criticano a prescindere? I critici hanno mai provato a realizzare quanto criticano con dovizia di dettagli e abilità di giudizio? I critici hanno mai provato a cimentarsi nell’opera di ingegno che criticano?
Una critica può essere oggettiva, vera, sincera, in buona fede, accettabile, costruttiva, propositiva, utile, graffiante. Ma una critica può anche essere soggettiva e nel peggiore dei casi scorretta, dettata dalla malafede, dall’invidia, dal rancore, dall’odio, dall’ignoranza, dalla superficialità, dall’indifferenza, da un tornaconto personale. Chi paga, in questo caso, il danno procurato da una critica ingiusta? E se sono critici di importanti organi di informazione chi paga i danni del delitto? La critica dei critici affermati è oro colato? Perché un quadro brutto è bello e un quadro bello è brutto? Perché un film che fa cagare merita grande apprezzamento e un film che è un capolavoro deve essere bruciato? Perché un libro che fa schifo si deve assolutamente comprare e un libro che fa emozionare è meglio che raggiunta la locale discarica? Perché un'iniziativa ha successo a prescindere e un'altra iniziativa è un insuccesso a prescindere? Perché una buona idea è da deridere mentre una cattiva idea è la salvezza della nazione? Chi decide cosa? Chi decide il comportamento della gente? Chi decide di condizionare il comportamento dei consumatori, degli utenti, dei cittadini, dei lettori, degli ascoltatori, dei telespettatori, dei guardoni?
La libertà di critica è sacrosanta. I nostri genitori a costo della loro vita e integrità fisica ci hanno regalato la libertà di opinione. Ma i critici hanno licenza di uccidere incolpevolmente tutto e tutti, abusando della propria posizione dominante? La critica alla critica è consentita ma non avrà mai lo stesso spazio, la stessa evidenza e la stessa carica della critica originaria.

Iliubo

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sabato 29 agosto 2009

"Ti tocca", l'applauso dei fantasmi di Sciacca

Non si è toccato nessuno ma è stata ugualmente una serata toccante. Toccante perché si è toccato un tema toccante con leggerezza, grazie al sottile umorismo riflessivo ed esorcizzante di “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Il libro è stato presentato venerdì sera, 27 agosto 2009, a Sciacca, all’interno dei ruderi del Castello Luna, in compagnia dei nobili fantasmi del medievale maniero gestito dall’Associazione Antiche Tradizioni. La presentazione è stata organizzata dal Club Unesco. L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Sciacca.
La serata, condotta dal responsabile del Club Unesco Lorenzo Salvagio, è stata all’insegna della riflessione umoristica, a tratti profonda, a tratti ilare, sul tema affrontato nel suo libro da Raimondo Moncada.
“La morte – ha precisato l’autore – non fa ridere. Nessuno dalle nostre parti fa salti di gioia. Fa ridere ciò che gli uomini fanno girare attorno a un evento che nell’occidente procura un dolore indicibile mentre in altre culture viene vissuto addirittura con plateali manifestazioni di giubilo perché si crede veramente di trasferirsi in un mondo considerato migliore. Fa ridere ciò che si dice e ciò che si fa. Fa ridere l’ipocrisia, l’indifferenza, la falsità, la goffaggine, il professionismo. Fanno ridere le gaffe che inconsapevolmente si commettono prima, durante e dopo le manifestazioni funebri”.
Nel corso della presentazione del libro si è posto l’accento sulla forza e la virtù dell’umorismo, sul potere benefico del riso e sul coraggio dell’autoironia per migliorare la qualità della vita e superare situazioni particolarmente difficili. Non a caso prende sempre più piede la risoterapia. Non a caso dei medici si vestono da pagliacci, da clown per tirare su il morale di tanti malati e accelerare o stimolare la guarigione di pazienti anche in gravi condizioni di salute.


Lorenzo Salvagio ha intervistato per un’ora e un quarto l’autore che ha parlato ampiamente del suo libro “Ti tocca anche se ti tocchi” spiegando come è nato dopo avere scritto altre opere satiriche come “Odissea” e “Il peccato di Eva”. Della sua ultima fatica titanica, Raimondo Moncada ha detto: “L’umorismo allunga e allarga la vita” invitando la gente ad aggiungere sostanza e pienezza all’esistenza e non anni in più, per non trasformarci in morti viventi senza motivazioni ad esistere”. Non bisogna invece perdere tempo in toccatine superstiziose per scacciare un evento che fa parte della vita e che è ineluttabile. L'unico potere salvifico ed esorcizzante è stato riconosciuto con apprezzata modestia al libro "Ti tocca anche se ti tocchi".
Nel corso della serata ci sono stati interessanti interventi anche tra il pubblico.
La presentazione del libro umoristico di Raimondo Moncada è stata anche l’occasione per un momento di sensibilizzazione voluto dal Club Unesco e legato alla Lilt, la lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori a favore della quale si è aperta da qualche settimana una gara di solidarietà per sostenere i suoi volontari che portano avanti indispensabili e meritorie attività in provincia di Agrigento. La libreria Grafite di Sciacca, che si è occupata di distribuire l’opera dell’autore proposto dal Club Unesco, ha destinato parte del ricavato della vendita del libro proprio alla Lilt. Presente tra il pubblico, venerdì sera al castello Luna all’incontro con Raimondo Moncada, anche il presidente provinciale della Lilt Francesco Verderame. Il presidente della Lilt, stimatissimo oncologo, ha ringraziato gli organizzatori della serata per l’iniziativa di sensibilizzazione. Al termine della manifestazione si è levato uno scrosciante applauso da parte dei fantasmi deceduti nel corso dei secoli e che hanno scelto come propria dimora il Castello Luna. Una manifestazione di affetto e di stima che ha toccato e fatto toccare tutto il pubblico fisico presente.

venerdì 28 agosto 2009

"Babbaluci" sbanca lo "Sciacca Film Fest"

Risate, apprezzamenti e applausi per il lungometraggio “Babbaluci” presentato alla seconda edizione dello Sciacca Film Fest. Il lungometraggio dell'Associazione "Emanuela Loi" di Agrigento è stato proiettato nel cortile Orquidea del riqualificato complesso monumentale della Badia Grande di Sciacca, nella piazza Noceto dove Pietro Germi ha girato delle scene del film "Sedotta e abbandonata" con Stefania Sandrelli. La presentazione di “Babbaluci” ha fatto registrare un inaspettato e grande afflusso di pubblico. Tantissimi spettatori che, per vedere il film, si sono seduti chi sui gradini e chi per terra. Gli organizzatori e il regista del film Raimondo Moncada a un certo punto hanno temuto il peggio ma fortunatamente l'afflusso si è arrestato quando si è gremito l'ampio cortile Orquidea.
Il pubblico ha apprezzato il lavoro di autori, attori e tecnici di "Babbaluci" tributando un applauso liberatorio al termine della proiezione, dopo avere riso per le battute umoristiche e le situazioni divertenti che sono state create nella pellicola. Soddisfatto Raimondo Moncada, che del film ha curato la regia e la sceneggiatura, soddisfatti gli attori presenti, e soddisfatto il patron dello Sciacca Film Fest, Sino Caracappa, che ha voluto “Babbaluci” nel cartellone della Badia Grande e che è rimasto piacevolmente sorpreso dalla presenza di tanto pubblico.
Prima della proiezione, Raimondo Moncada si è complimentato con la società Vertigo e l’Associazione Cafè Orquidea per la riuscita dell’evento cinematografico ed ha ringraziato gli organizzatori per avere dato l’occasione di una vetrina così prestigiosa e internazionale a una produzione locale frutto semplicemente di passione e tanti sacrifici. Raimondo Moncada ha poi donato a Sino Caracappa una copia del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” a cui si è liberamente ispirato per scrivere nel 2008 la sceneggiatura di “Babbaluci”.

Per maggiori notizie e foto sul film Babbaluci: http://www.babbalucifilm.blogspot.com/

mercoledì 19 agosto 2009

Sciacca Film Festival 2009, ciak si parte


Si terrà a Sciacca, in provincia di Agrigento, dal 25 al 30 agosto, la seconda edizione dello SCIACCA FILM FEST, evento cinematografico che si propone di diventare di anno in anno, un appuntamento da non perdere rivolto a tutti gli amanti del cinema di qualità.

Lo SCIACCA FILM FEST, organizzato dalla Vertigo Srl e dall’associazione culturale Cafè Orquidea, è un evento sostenuto da Fice, Anec, Sicilia Film Commision, Filmoteca Regionale Siciliana, Confesercenti e da diversi imprenditori.
Per questa seconda edizione, in linea con l’obiettivo di un festival che vuole rappresentare innanzitutto un punto d’incontro e di scambio tra culture diverse, saranno una cinquantina i film in programma per più di settanta proiezioni complessive che avranno luogo presso le sale del Multisala Badia Grande ma anche presso quelle del Cinema Campidoglio di Sciacca.
Due le sezioni competitive del festival:
- Concorso internazionale di cortometraggi a tema libero
- Concorso internazionale di documentari a tema fisso – ACQUA
Quattro le sezioni non competitive che compongono un festival che si prefigge di dare visibilità a opere, temi, autori generalmente relegati ai margini dei grandi circuiti commerciali e quindi difficilmente raggiungibili da un grande pubblico.
- Cinema Invisibile
- Amour Fou – Cinema a mezzanotte
- Spazio Arena Giardino
- Spazio Sicilia
Diversi appuntamenti, oltre alle proiezioni, caratterizzeranno il cartellone dello SCIACCA FILM FEST : presentazioni di libri, concerti, teatro, incontri con autori, registi, critici, lezioni di cinema, feste e innumerevoli appuntamenti che per 6 giorni ravviveranno gli spazi della Badia Grande di Sciacca, riqualificato complesso monumentale sito nell’antico quartiere di San Michele. La rinnovata struttura accoglie al suo interno tre nuove sale cinematografiche, un’arena giardino di circa 300 posti, una mediateca con postazioni multimediali e un Caffè Letterario.
Un programma di tutto rispetto, denso di appuntamenti di rilievo tutto da vivere e da gustare dalla mattina alla sera, per tutta la settimana di rassegna prenotando a Sciacca un posto in sacco a pelo (o anche senza pelo ma meglio con il pelo!) nell'antico quartiere di San Michele. Un cartellone che riserverà delle piacevoli sorprese in corso d'opera e che vedrà la prestigiosa partecipazione di autori e registi amici, presenti allo SCIACCA FILM FEST con i loro ultimi capolavori cinematografici.

lunedì 10 agosto 2009

Gabbie salariali nel sud impoverito


Gabbie salariali dove abitano le scimmie. Stipendi ancora più bassi dove vivono gli animali. Netta differenziazione tra chi guadagna nel ricco nord e chi invece lavora nel sud impoverito. Dare più soldi a chi è costretto a stare nel benestante settentrione. Togliere denari a chi ha avuto la ventura di nascere nel meridione. Agganciare il reddito al territorio. Legare gli stipendi al costo e al tenore della vita. Dove si vive meglio, dove ci sono più servizi, dove c’è più divertimento, dove ci sono più distrazioni, ci penserà lo stato ad aiutare gli italiani che si trovano in difficoltà ad andare avanti. Dove non c’è nulla e lo stipendio, a chi ha la fortuna di averlo, non riesce ad essere speso nella sua interezza, lo stato interverrà con uno spirito solidale portando via il surplus. Ci sarà un equilibrio dei redditi. Parte dello stipendio inutilizzato sarà forzatamente prelevato per darlo a chi sa cosa farne, a chi sa come spenderlo, a chi sa divertirsi, a chi sa come berlo in pub e ballarlo discoteche. Il principio sarà: togliere agli impoveriti per dare agli arricchiti. È giusto! Il denaro deve produrre denaro. Il denaro deve alimentare l’industria dello svago, dei servizi e creare nuova ricchezza e posti di lavoro. Tra nord e sud c’è troppa differenza. Al nord si sta bene e c’è, dal dopo guerra, piena occupazione. Al sud si sta e c’è il pieno della disoccupazione. Per riequilibrare questo fastidioso divario, il chiacchiericcio non è mancato nello scorso secolo. È mancata la volontà di andare in fondo.
La questione meridionale potrebbe essere risolta se solo si volesse. Si potrebbe fare, ad esempio, un travaso di italiani. Quelli del nord potrebbero essere spostati a vivere al sud e quelli del sud… beh quelli del sud già ci abitano al nord da emigrati. Si potrebbe togliere al settentrione buona parte dei divertimenti, delle distrazioni, delle industrie, dei servizi, della qualità della vita e portare tutto nel meridione. Il nord pagherebbe una sorta di pizzo solidale per avere lasciato colpevolmente il sud al suo destino dopo i fasti borbonici. Per riequilibrare le due macro aree del sacro suolo patrio, si potrebbero togliere al sud per recapitarle al nord: le irrisolte inefficienze, le gabbie salariali di fatto, la disoccupazione vacanziera, la pigrizia salottiera, i cancri sociali, le organizzazioni criminali, le cattedrali nel deserto, le opere pubbliche del deserto, il deserto nel deserto, un po’ cultura e tanta umanità. Si farebbe un baratto nel nome della solidarietà nazionale per omogeneizzare tutte le regioni italiche, distribuendo equamente pregi e difetti. Ma quando si finirà di parlare di un’Italia del nord e di un’Italia del sud? E se il meridione improvvisamente, per un colpo di culo, diventasse ricco sfondato e per sovrabbondante ricchezza farebbe mortificare la gente del settentrione? Come la metteremmo? Quale sarebbe l’atteggiamento, il modo di fare, l’aspirazione dei connazionali settentrionalismi proporzionalmente impoveriti? Si metterebbero a giocare al Superenalotto per riequilibrare le sorti? Chiederebbero sostegno alle istituzioni e agli amici più fortunati?

Iliubo

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La foto è tratta dal sito http://nuke.bloccoanimalista.org/

venerdì 7 agosto 2009

La carta igienica di Garibaldi di che marca era?


Domande che non mi fanno dormire. Quesiti che non mi lasciano sereno per tutta la giornata. Assilli che mi tormentano l’anima. Quante manie! Quanti pensieri! Quante contorsioni del cervello! Quante elucubrazio ni incontrollate che mi rosolano! La mente che va per i fatti suoi! E tu a pregare, a stare seduto per ore in meditazione per cercare di scacciare i pensieri malefici, per controllare l’attività mentale, per ritrovare la pace interiore e il controllo sul tuo essere supremo!
- Ma la carta igienica rimane igienica anche dopo l’uso?
- Ma la carta igienica ha bisogno delle mani igieniche?
- Ma la carta igienica, se rimane tanto tempo in un bagno non igienico, resta sempre igienica?
- Ma la carta igienica deve essere per forza bianca e a rotoli?
- Ma la carta igienica non può essere sostituita da giornali igienici ormai datati?
- Ma la carta igienica quando si strappa mentre la usi garantisce sempre l’igiene?
- Ma la carta igienica chi l’ha inventata?
- Prima della carta igienica cosa c’era?
- È vero che prima della carta igienica c’erano le foglie igieniche?
- È vero che senza la carta igienica non si può andare in bagno?
- Ma i ricchi sfondati usano la carta igienica?
- La carta igienica dei ricchi è uguale alla carta igienica dei meno ricchi?
- E se la carta igienica dei ricchi è diversa dalla carta igienica dei poveri com’è la carta igienica degli agiati?
- La carta igienica “dieci rotoli di convenienza” è davvero conveniente?
- La carta igienica può essere fatta di carta abrasiva?
- La carta igienica può essere sostituita dalla grattugia del cacio?
- Qual è la differenza tra la carta igienica e la carta da parati?
- Qual è la differenza tra la carta igienica e quella antigienica?
- Cosa distingue la carta igienica industriale da quella fatta in casa?
- Ma prima dell’avvento della carta igienica a rotoli, cosa utilizzavano i nostri padri e i padri dei nostri padri?
- Garibaldi, ad esempio, con che cosa si è pulito il culo dopo l’incontro di Teano quando gli è venuto di fare il bisognino?
- E se Garibaldi ha usato la carta igienica, di che marca era?
- E sua maestà il sovrano dell'Italia finalmente unita utiulizzava carta igienica, foglie igieniche o editti igienici?
- E mio cognato Tano?

Iliubo

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martedì 4 agosto 2009

Ospedale Agrigento, carceri di sabbia per i colpevoli


Il nuovo “ospedale di sabbia” di Agrigento sarà buttato giù. Come contropartita, saranno cancellate tutte le malattie e sarà impedito l’ingresso o il manifestarsi di infezioni e malanni nel vasto territorio servito dal nosocomio pirandelliano. Agrigento diventerà porto franco, “paradiso della salute”. A tutti i cittadini residenti nel circondario verrà donato un costoso kit dai poteri immunizzanti. Consentirà agli agrigentini di non contrarre patologie cliniche, di non essere coinvolti in incidenti di qualsiasi genere e, soprattutto, di non morire. Si farà in modo che nessuno più avrà bisogno di cure ospedaliere. Il kit miracoloso e miracolante conterrà, tra le altre cose, elisir di lunga vita, vaccini di ultima generazione, modificatori genetici, corni, ferri di cavallo, libri di preghiere, compendi sugli scongiuri, toccatori robotizzati di palle.
Si tratta di una proposta choc, prendere o lasciare, che arriva a pochi giorni dall’emissione del clamoroso provvedimento giudiziario di sequestro e sgombero del nuovo ospedale di Agrigento di contrada Consolida. Il nosocomio, immolato a “San Giovanni di Dio”, sarebbe stato costruito, secondo i periti della Procura della Repubblica, con calcestruzzo depotenziato con eccessiva rena. Il nuovo ospedale, ha ordinato la magistratura, deve pertanto essere svuotato entro un mese di tutti i pazienti e di tutto il personale medico e paramedico. Tutti fuori! Tutti in vacanza! Si ha il timore che in caso di eventi sismici, la struttura non regga e cada giù come un castello di sabbia così come è accaduto a L’Aquila.
Una situazione inverosimile, allucinante, difficile da credere e accettare. L’opinione pubblica grida allo scandalo e reclama la testa dei colpevoli: come si fa, si chiede, a costruire un’opera pubblica di tale importanza che si rompe con un grissino?
Ma attenzione a condannare preliminarmente e sommariamente mossi da sentimenti di ira e vendetta. E' un vecchio vizio italico. Prima si debbono chiudere le indagini e poi si dovranno celebrare gli eventuali tre gradi di processo. Calma! Calma! Però, se dovesse venire confermata la tesi accusatoria e se dovessero essere accertate delle responsabilità, proponiamo per coloro che saranno dichiarati colpevoli una pena all’ergastolo da scontare all’interno di una struttura ospedaliera costruita appositamente con sola sabbia depotenziata in zona ad altissimo rischio sismico (va bene anche un penitenziario costruito con barrette di crackers, come suggerito dal prototipo che abbiamo già allo studio e che vi mostriamo in anteprima nella foto).
Intanto, al “San Giovanni di Dio” la paura prende il sopravvento e si cominciano ad adottare le prime precauzioni. Nei reparti è stato fatto divieto assoluto di evacuazione (nel senso intestinale e gassoso del termine) e sono state vietate le giustificate imprecazioni rumorose di incazzati pazienti, familiari di pazienti, medici, familiari di medici, infermieri, familiari di infermieri, amministrativi, familiari di amministrativi, operai e tecnici, familiari di operai e tecnici. Per non parlare delle centinaia di imprecatori dell’indotto che da anni si occupano della fornitura di materiali e attrezzature, servizi bar e giornali, ristorazione ecc. e che rishciano di perdere il lavoro e una fondamentale fonte di reddito.
Ma non ci sarà bisogno di bestemmiare se si accetta pacatamente, pacificamente, pazientemente la proposta choc: la cancellazione dalla faccia della terra dell’ospedale agrigentino in cambio di un salvacondotto per tutti gli utenti o potenziali utenti della struttura sanitaria. Gli imprenditori, i commercianti e tutto il personale dell’indotto continuerebbero la propria attività lavorativa al servizio delle avveniristiche carceri nel deserto sismico che saranno realizzati con fine sabbia del Sahara o con lastroni di gustosi crackers friabili per ospitare detenuti ritenuti colpevoli di aver attentato alla salute pubblica.

Iliubo

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venerdì 24 luglio 2009

Le palle di Rocco Forte fanno grande Sciacca


Un golf senza palle che golf è! Sir Rocco Forte non solo ha le palle ma sta considerevolmente aumentando la dotazione a un territorio che già le palle le aveva anche se un po’ rotte. Ha aperto a Sciacca il più grande e il più bel golf resort d’Europa e del Mediterraneo, frutto della lungimiranza, intelligenza, capacità, caparbietà, competenza, inappetenza di uno dei più importanti gruppi imprenditoriali mondiali con hotel prestigiosi nei migliori luoghi del pianeta terra.
Il Verdura Golf & Spa Resort è già operativo nella splendida, cristallina, incontaminata, frizzante, profumata, animata costa agrigentina. È l’ultima meraviglia delle meraviglie della meravigliosa e troppo invidiata Sicilia. In località Verdura, sul mare, al confine tra i solari comuni di Sciacca e Ribera, è stato realizzato un paradiso terrestre con piscine ad alto contenuto di acqua, hotel con stanze in camera, campi da golf con buche speciali per palle che contano, centri benessere per esigenze miracolose e tanto ma tanto altro ancora da scoprire.
Un mix micidiale, immerso nella straordinaria natura trinacriese, fatto di macchia mediterranea che non unge, olivi che mungono olio extravergine certificato da immacolate femmine siciliane, vigne che fanno uva contro i raggi UVA, palme nane con caratteristici ombrelli giganti, una distesa di arance arancioni dotate di aranciate profumate di zagara.
Il golf è il fiore all'occhiello dell’Eden di Rocco Forte. Il “Verdura” ha due campi vegetali che per la prima volta non sono coltivati ad ortaggi. Il primo campo ha 18 buche il secondo, di appoggio, ne ha 9. In totale fanno 27 signore buche che ogni giorno accolgono muliebremente centinaia, migliaia, miliardi di palle, lanciate con la gioia nel cuore da turisti e campioni di uno sport che ritenuto d’elite sta via via contagiando il globo terracqueo con la stessa velocità e intensità con cui si sta diffondendo l’influenza “A”, meglio conosciuta come “febbre dei porci”. Sono le palle che mancavano a questa parte di Sicilia per superare la decantata Taormina, per salutare l’annacquata Venezia, per mortificare Malta e i suoi cavalieri dell’apocalisse, per umiliare i Nabbabati di Dubai. Con le palle di Rocco Forte, Sciacca e la provincia di Agrigento stanno diventando grandi grandissimi.
Ai signori imprenditori turistici di altri lidi, un saluto cordiale da Sciacca, Ribera e dintorni. Ai turisti di tutto il mondo un invito a provare il paradiso “Verdura”pennellato da Rocco Forte per vivere una indimenticabile vacanza da sogno, per provare l’ebbrezza di un golf rigenerante a cinquanta stelle, per ricevere il massimo della luxury e ritrovare finalmente tutto ciò che di paradisiaco si può chiedere alla vita.
Grazie di cuore a Rocco Forte e a chi ha creduto nelle sue palle. E grazie a quanti, in un momento di grande difficoltà del cantiere, si è stretto alle sue palle. Da golf.

Iliubo

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Iliubo pubblica in esclusiva planetaria una foto del resort, con la mega piscina, la vista del mare a quattro passi e il verde dei campi da golf.

domenica 5 luglio 2009

Funerali Jackson, bagarinaggio per le esequie


Bagarinaggio per la partecipazione ai funerali di Michael Jackson. I fans in delirio non stanno badando a spese per assistere all’ultimo spettacolo del loro amato idolo. In milioni si stanno organizzando per riversarsi nella contea di Los Olivos, in California, dove sorge la reggia ludica e il parco giochi del re del pop: Neverland. Uno degli imperdibili ultimi addii si è organizzato allo Staple Center. Solo 17.500 i posti disponibili per il memorabile Memorial, a fronte di richieste di partecipazione che superano il numero di 8 miliardi: sei dal pianeta Terra, due dal con fine extraterrestre.
Oltre ad esserci un’agenzia che sta pensando a distribuire i biglietti di ingresso del Tributo dei Tributi ai più fortunati tramite sorteggio, chi ha già ricevuto il tagliando dalla dea bendata lo sta a sua volta ripiazzando caro ed amaro. Nulla da eccepire. C’è un mercato e nella patria del mercato il mercato deve essere lasciato libero. Ci sono tantissime richieste a cui bisogna far fronte. E di fronte a pochissimi posti disponibili fiorisce il bagarinaggio. I prezzi sono ormai arrivati alle stelle e si è arrivati anche allo stadio estremo: si assiste al bagarinaggio sul bagarinaggio. Chi acquista il biglietto da un bagarino (bestemmiando per il caro-prezzi!) a sua si trasforma in spietato bagarino rivendendo il proprio ticket a prezzo triplicato. In tempi di crisi, ogni occasione è buona per trarne profitto e portare il pane a casa.

Il funerale di Michael Jackson è l’evento degli eventi del Terzo Millennio. Intere compagnie, interi popoli fansfanatici si stanno spostando negli Stati Uniti d’America. E' come se si stesse per assistere al big match dei big match del secolo con in campo l’Inter, la Juventus, il Milan o la mitica Akragas. In California, stanno ovviamente trasferendo bottega molti uomini d’affari, commercianti, venditori di gadget: magliette, spille, dischi, inediti, creme sbiancanti, medicine ringiovanenti, elisir di Peter Pan. Per i profittatori, Jackson si sta trasformando da morto in una miniera d’oro. Un pelo trovato a qualche chilometro di distanza da Neverland e subito attribuito alla testa del cantante è stato venduto a 150 mila dollari. Chi se ne importa se aveva tutta l’apparenza di essere un crine di cavallo. Il pelo gecsoniano aveva la garanzia della certificazione certificata da riconosciute agenzie di certificazioni e questo è stato più che sufficiente per l'acquisto dell'adorato cimelio.
intanto, nei siti dove sono state annunciate celebrazioni a suffragio o dove si prevedono manifestazioni a ricordo, si sono piazzati i mezzi e il personale di tutte le tv del mondo. Sarà assicurata la diretta televisiva mondiale, interplanetaria e universale a reti unificate con la pubblicità. Ai dittatori di tutto il mondo, sono state inviate delle accorate richieste affinché consentano ai detenuti innocenti, agli incolpevoli torturati e desaparesidos, di partecipare al dolore dei disperati fans di Michael Jackson assistendo agli attesi funerali in diretta tv. Speriamo bene.

iliubo

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La foto di questo post è stata tratta da Wikipedia

giovedì 2 luglio 2009

L’erede apocrifo di Michael Jackson


“All my property to my friend iliubo. All debts to relatives”. È il passaggio più significativo del testamento apocrifo di Michael Jackson uscito a sorpresa in un momento in cui sta suscitando furiose polemiche il contestatissimo atto notarile con cui la celebre pop-star avrebbe tra gli altri escluso dall’eredità il padre o chi ne fa le veci. Oggi è venuto fuori prepotentemente un altro testo che, secondo alcuni accreditati esperti laureati in Espertology, sarebbe autenticamente originale tra i tanti testamenti originali che starebbero circolando o si appresterebbero a circolare. In una mezza paginetta ci sarebbero condensate le ultime volontà dell'artista. La frase più importante scritta in slang codicistico-legale è la seguente: “All my property to my friend iliubo. All debts to relatives”. Tradotto in italiano terra-terra significa: “Tutte le mie proprietà al mio amico iliubo. Tutti i debiti ai parenti”. Se il contenuto del nuovo testamento venisse confermato, sarebbe un clamoroso e inatteso colpo di scena in una querelle destinata, secondo altri esperti di Espertology, a durare nel tempo. Aspettiamo la sua pubblicazione e soprattutto l'autenticazione legale prima di pronunciarci.

I parenti, comunque, in questi casi non se la prendono mai a male, non si offendono presi come sono dal dolore per la incolmabile perdita. Quando si ama una persona, quando si è legati affettivamente a qualcuno, specialmente se ricco sfondato, a tutto si pensa fuorché ai soldi, ai beni, alla miliardaria eredità, alle lussuose ville, agli incommensurabili diritti d’autore come quelli che si stanno a fatica contando sui mitici successi musicali di Michael Jackson e sugli inediti che si preparano a uscire come i funghi. Siamo dunque fiduciosi che sull'ultimo testamento apocrifo non ci saranno ricorsi e impugnazioni. Ci auguriamo che in futuro diventi sana consuetudine lasciare l’eredità agli amici (o al massimo agli sconosciuti) e non ai familiari. Lo scopo è non scontentare nessuno. È, infatti, storia di ogni morte in ogni latitudine del pianeta che sorgano sempre civili discussioni, sommessi mugugni, violente liti tra i congiunti del caro estinto specialmente quando si vogliono tanto bene (a questo proposito suggeriamo la lettura del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada - ormai divenuto un classico in materia e che sta facendo scuola nei licei e alle materne - per avere un’idea illuminante sulle tante tacitate ipocrisie e sugli incredibili retroscena che trasformano il lutto in qualcosa di ridicolo).

Milioni di fan stanno intanto piangendo un artista unico al mondo che, nonostante la celebrata e meritata fama, è morto credendo di essere stato abbandonato e non più amato come prima dal suo popolo . Ai milioni di fan si aggiungono adesso nelle celebrazioni i detrattori e tanti uomini d'affari. Michael Jackson, ora che è scomparso, vale quanto e più di prima. C’è la corsa all’acquisto delle sue immortali canzoni, c'è la corsa a stampare gli album con i grandi successi internazionali, c'è la corsa rincorsa a uscire dai cassetti cimeli, gadget autografati e inediti più o meno attribuibili al cantante e ballerino nativo di Gary, dove nacque Gary Cooper. Prima che ci rubino il copyright, dichiariamo pubblicamente che molti degli inediti dell’amico Michael li abbiamo nel cassetto noi, amici ultramiliardari della Fondazione Iliubo. Ma "This is it" è un inedito? Cd, dvd, dischi in vinile e dischi volanti, saranno usciti dalla cassaforte al momento opportuno, quando le quotazioni schizzeranno in cielo. Anticipiamo solo qualche titolo: “Vitti Diana Crozz supra nu cannuni”, “A Cammara-tease”, “U carritteri of the world”, “Tarantel americana”, “Beautiful Sicilia bedda”, “The pampina of the l’aliva”, “Si was married pink Rosa”, “Flower flower for ciuri ciuri”, “Tirichitollas”. Secondo gli esperti di Espertology che noi abbiamo contattato, sarebbero un falso le canzoni che stanno girando in questi giorni con vari supporti taroccati con il marchio “The gretatest hits” al solo scopo di vendere e scalare le classifiche “Top ten” dei dischi più venduti in tutti i paesi come: "Thriller", "Billie Jean", "Bad", "Dangerous", "I Just Can't Stop Loving You", "Dirty Diana".
Ma come è morto Michael Jackson?
È la domanda su cui tanto si stanno scervellando medici e farmacisti ameri-cani per aggiornare una biografia unica al mondo e per fare uscire fra non molto montagne di libri sul king del pop per rilanciare la boccheggiante industria editoriale : “Tutto sulla morte di Michael Jackson”, “Le miracolose medicine di Michael Jackson”, “I segreti della terapia antinvecchiamento di Michael Jackson”, “Tutto sul faraonico funerale di Michael Jackson”, “Tutto di tutto su Michael Jackson”.

Iliubo

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sabato 27 giugno 2009

Final sex, ai depravati l’hard sentenza


Sesso, sesso e ancora sesso. Come lo fa? Dove lo fa? Con chi lo fa? Con quanti lo fa? Con che cosa lo fa? In quanto tempo lo fa? Perché lo fa? Lo fa? Sui giornali italiani e internazionali non si parla d’altro. Sulla carta stampata il sesso impazza, ma il sesso di quello forte, il sesso per palati fini e vaccinati. E, d’altronde, è comprensibile. Vale sempre la legge delle quattro “S”: “Sesso, sasso e sasizza di suino (n.d.r. salsiccia di maiale porco)”. Gli anglosassoni di lingua inglese o americana dicono: “Sex, sax e sox of six”.
È un principio infallibile per vendere copie a tiratura industriale. Ci indigniamo ma poi alla fine ci interessiamo furtivamente. Ci disturbiamo ma poi alla fine curiosiamo segretamente. Ci turbiamo ma poi alla fine compriamo i giornali con gli scandali strillati e leggiamo copertamente. Ci scandalizziamo ma poi alla fine approfondiamo le inchieste bollenti con celato interesse. Il prurito del gossip a luci rosse, l’osé che fa grattare, ha la meglio sui terremoti, sulle guerre, sulle povertà, sulle malattie, sulle suocere petulanti. Specialmente in estate, sotto la frescura oziosa di un ombrellone e di fronte a un invitante panorama di tante tette tinte e culi calati al calante vento.
Vuoi mettere a confronto la sanguinosa verde guerra civile in Iran, con i rossi retroscena piccanti di una orgiastica multistoria d’amore con protagonisti personalità importanti? Vuoi mettere la crisi economica, la disoccupazione, la disperazione di tante famiglie di fronte all’appassionante eruzione di notizie peccaminose giungenti dalle vulcaniche stanze del potere dove il governante di turno governa la governante che torna?
In effetti non è la stessa cosa! Il confronto non regge. E poi diciamocela tutta: ogni maschio italico latino vorrebbe mettersi a turno per prendere il posto del governante di turno e governare la governante che torna!
Come dissero un tempo i saggi antichi dopo il responso dei seggi assaggiati in un ormai famoso saggio modo di dire: “Il pelo vince sempre sul palo. E il palo è difficile da conficcare al polo”.
Un motto emblematico che illumina chiaramente la situazione che stiamo vivendo.
Il sexgate risulta essere statisticamente il passatempo preferito degli italiani, anche di quelli bigottamente puritani. Lo dimostrano i dati con l’impennata di vendita dei giornali nelle edicole e nei postriboli estivi infarciti di notizie, foto e filmini hot in esclusiva. Si sa di vecchietti che hanno acquistato costosissimi lettori Dvd di ultima generazione (quelli dotati di rallenty) per visionare le immagini e i video scandalizzanti offerti come inserti abbronzanti promettenti prestazioni cavalcanti d’altri tempi con ignari attori protagonisti. Video e immagini che anche i più accesi censori, i più severi moralizzatori sono costretti a vedere soltanto per farsi un’idea sui contenuti e sulle posizioni dei soggetti inquadrati e poterne piacevolmente parlare male con cognizione di causa. Ci sono coppie esauste che si sono messe a comprare quotidiani in quantità esagerata da utilizzare come notturni stimolatori di letti.
Le storie segrete dei potenti della terra intrigano, specialmente se sono d’amore, meglio se sono di infedeltà, ancora meglio se sono traboccanti di sesso, di trasgressioni erotiche, di presenze multinumeriche e multietniche. Il lettore vuole discretamente penetrare nella vita privata degli altri, specie se importanti, incazzandosi giustamente quando viene violata la privacy di inermi cittadini. Cerca sulla stampa l’ultima rivelazione scottante, l'ultima indiscrezione rovente per far occupare la fantasia in un momento di grave crisi occupazionale. La domestica, così come il medico, il commerciante, il manager, l’ortolano, il venditore di calia e simenza, oggi come oggi e oggi come ieri, vogliono essere informati su tutto su ciò che riguarda l’eros del potere: della politica, dell'industria e dello spettacolo. Non è un caso che le parole chiave più ricercate nei motori di ricerca come Google siano: “sano sesso senza sassi”, "sesso con sexy girl”, “malattia sessuale permanente”, “erotomania cronica”, “quanto costa fare l’amore gratis a pagamento?”, “banca del sesso”, "conto corrente sessuale", “favori sessuali per benefici imprenditoriali”, “viagra”, “Via Graziella”, “come aumentare dimensioni del pene”, “come ingigantire il sistema riproduttore”, "migliorare le prestazioni", “l’alza bandiera”, “restauro e rafforzamento genitali”, “estetica dell’intimità”, “pelo con il pelo”, “palo senza pelo”, “pelati rpivi di pelo”, “ottenimento licenza per esercizio mestiere puttaniere”, “licenziosità”, “meretricio”, “panificio”, “amicio”, “incontri amichevoli a sfondo sessuale”, "cambiare posizione per non annoiarsi", “asta”, “tasta”, “astinenza”, “tastinenza”, “castità per modo di dire”, “verginità impura”, “contraccezione genitoriale”, “harem”, “abbiarem", "gineceo”, "ginecologo", “mi piace un bordello”, “lupanare”, “lupo mannaro”, “case chiuse”, “suonare per farsi aprire”, “ville aperte”, “squillo”, “squillo di tromba”, “tromba”, “tromba d’aria”, “tromba Daria”, “massa arrapata”, “massaggiatrici”, "massaggia Turi", “prostitute prestate”, “bagasce agli aeroporti francesi”, “centri estetici con puttane al pettine”,”pattumiere per patte”, “ragazze-immagine si guarda ma non si tocca”, “nudi senza pudori”, “nudi senza veli”, “nudi con le veline velate”, “maîtresse al metro”, “escort”, “Ford”, “Fiat voluntas dei!” Così ha voluto Dio creando da una costola di maiale l’uomo suino con i suoi vizi, vizietti, peccati e peccatucci!
Ma, a questo punto, chiediamoci in tutta sincerità: se al mondo non ci fossero i peccatori, avrebbero una ragione di esistere i santi? E se non ci fosse la quotidiana ricerca del piacere, che piacere rimarrebbe all’esistenza umana? Il final sex può essere una soluzione ai mali della pervertita moderna società?
Ai depravati l’hard sentenza!

Iliubo

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domenica 31 maggio 2009

Teatro, trionfi trionfanti di Lucia Alessi col "Manzoni"


Raffadali vince ancora e con l’artista raffadalese docs Lucia Alessi. Non c’è stata storia. Per nessuno. In campo regionale e nazionale. Il palcoscenico ha decretato l’ovvio. Quando c’è la stoffa, la stoffa si mostra e si vede. E come dicevano gli antichi che sono ormai diventati moderni: l’arte è arte (e non panara di babbaluci senza corna!).
Ma cosa è successo di così eclatante? Clamoroso? Straordinario? Rumoroso?
Ve lo diciamo subito in anteprima e in esclusiva planetaria. Una piccola compagnia di piccoli attori di Raffadali, diretti da una regista che quando era piccola recitava pure e con registi del calibro di Andrea Camilleri e Pino Passalacqua (per chi non lo avesse ancora intuito si chiama Lucia Alessi), ha letteralmente bruciato la concorrenza con uno spettacolo che non solo ha diretto ma anche scritto.
Non c’è stata storia. Per nessuno.
I successi, di cui stiamo parlando da un’ora senza ancora andare al dunque, vedono protagonisti i piccoli attori della compagnia teatrale del 2° Circolo Didattico “Manzoni” di Raffadali. Lo spettacolo che sta facendo affaticare d’applausi il pubblico italico si intitola “Il cerchio degli amici”. La rappresentazione teatrale porta la firma nella regia e nel testo di Lucia Alessi, attrice, regista, assistente sociale, non nuova ad affermazioni in campo nazionale (lo scorso anno ha trionfato a Castellana Grotte, sempre col “Manzoni”!).
L’ultima affermazione in ordine di tempo è avvenuta alla rassegna nazionale di teatro scolastico di Campofranco. Al prestigioso appuntamento nisseno, lo spettacolo del “Manzoni” di Raffadali ha avuto assegnati ben due riconoscimenti nella categoria della scuola primaria: il “Premio della critica” e il “Premio del Presidente della Repubblica per la migliore interpretazione”. Il successo a Campofranco del “Cerchio degli amici” del “Manzoni” di Raffadali bissa l’affermazione alla importante rassegna nazionale di teatro scolastico “Maria Boccardi” che da 20 anni si tiene a Castellana Grotte, in provincia di Bari. Alla compagnia dei piccoli attori del “Manzoni” di Raffadali, che a Castellanan hanno debuttato con “Il cerchio degli amici”, è stato assegnato a il premio Unicef. Il riconoscimento è stato consegnato dall’attrice Daniela Poggi, ambasciatrice italiana dell’Unicef, istituzione internazionale dell’Onu a favore dei bambini che per la prima volta e per il ventennale della rassegna “Boccardi” ha voluto essere presente come partner della storica manifestazione.
Grande la soddisfazione del dirigente scolastico del “Manzoni” Maria Savarino per l’affermazione in terra siciliana e pugliese, per uno spettacolo che vede protagonisti ventitre bambini di 8 e 9 anni, del quale è stato apprezzato l’allestimento scenico, il testo e il tema scelto: l’amicizia.
I bambini-attori che hanno partecipato allo spettacolo “Il cerchio degli amici” sono: Antonino Argento, Sofia Gazzitano, Omar Ettamri, Simona Vizzì, Silvia Curaba, Giovanna Galvano, Ludovica Stelitano, Damiana Mattana, Angelica Curaba, Valeria Nocera, Gaia Gazzitano, Giovanni Faseli, Fabiana Tabone, Davide Siracusa, Antonella Costanza, Angelo Gazzitano, Domenico Cizza, Ilenia Vella, Giovanni Alonge, Dejanira Paci, Lorena Frenda, Gabriel Cuffaro. Il “Cerchio degli amici” si è avvalso della partecipazione di Luna Moncada.
Lucia Alessi, nel lavoro di allestimento, è stata collaborata dalle insegnanti Giovanna Gueli, Maria Butticè, Maria Troia e Vincenza Vecchio e dai tecnici Giovanni Alaimo, Mario Casalicchio e Antonio D’Addeo.

Iliubo
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