
Viva la libertà di espressione e di informazione. Viva la libertà di pensiero. Viva l’articolo 21 della Costituzione italiana. Viva tutti gli articoli 21 delle Costituzioni del mondo. A morte i giornalisti. In prigione chi si permette di rompere il muro della censura. Multe salate a chi dice che il bello è bello ed il brutto è brutto. Scorticamento, o altre torture a piacere, per chi disattende gli ordini dei Dipartimenti di Propaganda. I giornali debbono scrivere liberamente ciò che ordina il Capo Censore. Guai a criticare. Guai a commentare. Guai ad aprire gli occhi. Guai a muovere la lingua. Guai a porre domande. Guai a scavare. Bisogna solo riportare e parlare bene. Bisogna semplicemente dire che tutto va a gonfie vele. Bisogna solo ribadire che l’inquinamento non esiste, che la povertà è un’invenzione, che i prigionieri del pensiero critico se la spassano in hotel a cinque stelle.
E poi perché lamentarsi quando la censura agevola il lavoro della stampa rendendo meno faticosa l'attività dei giornalisti? Ti dice cosa è successo, ti suggerisce cosa devi scrivere, ti elargisce utili consigli su come devi raccontare un fatto e come impaginarlo. I giornalisti dovrebbero essere contenti della censura: gli consente di prendre lo stipendio limitandosi a copiare ciò che gli arriva dall’alto. Non debbono sforzarsi di pensare. Ci sono altri che pensano per loro. L’unico inconveniente è che, con gli Uffici Statali di Propaganda, tutti i giornali e i telegiornali diventano uguali, tutte le trasmissioni televisive sono delle fotocopie e le tv sono infarcite di film e programmi di intrattenimento. Ma il livellamento, l'omologazione, la noia, il pensiero unico, sono inconvenienti che si superano non pensandoci e soprattutto non parlandone. E poi quante domande!? Come disse un giorno genitore sordomuto al figlio sordomuto: zitto e muto!
Passano gli anni, trascorrono i secoli e i Min.Cul.Pop. sono sempre attivi. Lo erano ai tempi del regime fascista in Italia, lo erano ai tempi della contemporanea follia nazista di Hitler e continuano a esserlo oggi in diverse parti del mondo, dove vigono sistemi dittatoriali o fintamente democratici.
E poi perché lamentarsi quando la censura agevola il lavoro della stampa rendendo meno faticosa l'attività dei giornalisti? Ti dice cosa è successo, ti suggerisce cosa devi scrivere, ti elargisce utili consigli su come devi raccontare un fatto e come impaginarlo. I giornalisti dovrebbero essere contenti della censura: gli consente di prendre lo stipendio limitandosi a copiare ciò che gli arriva dall’alto. Non debbono sforzarsi di pensare. Ci sono altri che pensano per loro. L’unico inconveniente è che, con gli Uffici Statali di Propaganda, tutti i giornali e i telegiornali diventano uguali, tutte le trasmissioni televisive sono delle fotocopie e le tv sono infarcite di film e programmi di intrattenimento. Ma il livellamento, l'omologazione, la noia, il pensiero unico, sono inconvenienti che si superano non pensandoci e soprattutto non parlandone. E poi quante domande!? Come disse un giorno genitore sordomuto al figlio sordomuto: zitto e muto!
Passano gli anni, trascorrono i secoli e i Min.Cul.Pop. sono sempre attivi. Lo erano ai tempi del regime fascista in Italia, lo erano ai tempi della contemporanea follia nazista di Hitler e continuano a esserlo oggi in diverse parti del mondo, dove vigono sistemi dittatoriali o fintamente democratici.
Come un giorno disse Adolf Hitler, facendo visita ai numerosi giornalisti rinchiusi in camere di tortura, con le bocche tappate con nastro isolante, le mani incatenate e le teste "sporche" inserite in apposite centrifughe per il lavaggio del cervello: Viva la diversità di pensiero! Viva la sincerità di espressione! Abbasso il bavaglio alla stampa! Viva la libertà!
iliubo
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