lunedì 31 dicembre 2007

Resuscitare Hitler e zanzare, i desideri per l'anno che verrà



Un bilancio per i dodici mesi appena trascorsi, un elenco di desideri per l’anno che verrà. Ecco uno dei più gettonati riti magici e scaramantici di fine anno a cui neanche Iliubo si sottrae a poche ore dall’addio al 2007 e a pochissimi minuti dal benvenuto al 2008.
Di seguito una lista sintetica di auspici, sogni, obiettivi, scopi, scope, stilata dal blog dell’anno per l’anno che sta per abbracciarci.


- Sorridere a crepapelle (mi dispiace tanto per la pelle!)
- Ammutolire i rompipalle (senza colpi sulle palle)
- Dare potenza agli impotenti (distribuendo gratis protesi genitali)
- Pacificare il mondo col solletico alle ascelle
- Rendere mansueti i lupi e aggressivi gli agnelli
- Pubblicare un libro di minchiate ogni settimana
- Morire e rinascere migliore (anche con più capelli e meno peli sul corpo)
- Resuscitare le mosche e le zanzare barbaramente assassinate dai micidiali e inquinanti Ddt e riucciderli con prodotti eco-compatibili
- Resuscitare Hitler riportando in vita i milioni di vittime innocenti del diavolo del Terzo Reich. Quindi disporre tutte le vittime a cerchi concentrici e al centro collocare Hitler.
- Rendere ridicoli dittatori, arroganti, prepotenti
- Riuscire a fare ridere i polli
- Affrancare gli schiavi (non nel senso di spedirli per posta!)
- Arricchire i poveri di spirito e di denari
- Svuotare il cervello di cacca mentale
- Acculturare l’ignoranza
- Intervistare Dio per sapere qual è la sua opinione su religioni e fanatici
- Scrivere best seller di bestie e di selle
- Comporre una canzone demenziale che diventi la colonna sonora della vita di tutti i cittadini del mondo
- Salvare il buco dell’Ozono dall'allargamento
- Vedere la mia Sicilia diventare il nord del mondo
- Far circolare muli, asini e cammelli come mezzi di locomozione
- Fare un terno al lotto e un tredici al totocalcio e devolvere l’intero ricavato a me stesso
- Recuperare il tempo perduto non sprecando più il tempo che mi rimane da vivere
- Mettere in produzione le auto ad acqua e a urina
- Camminare a testa in giù per dimostrare all’umanità che la testa mi cammina
- Dare la parola ai muti
- Dare l’udito ai sordi
- Diventare poliglotta per conoscere e avere tante lingue
- Togliere la parola a chi parla troppo e a vanvera senza rispetto per l’interlocutore
- Togliere le orecchie a chi non vuol sentire
- Produrre scarpe volanti con alabarde spaziali
- Riportare in vita Goldrake e Mazinga Z per difendere gli indifesi
- lavorare senza faticare e faticare riposando
- Diventare ricco di idee geniali e sorprendenti come un pugno in mezzo ai denti
- Far l’amore almeno 8 volte al giorno, tutti i giorni per 365 giorni l’anno (all’alba per svegliarsi, al mattino per alzarsi, a colazione per carburare, a metà mattinata come pausa lavoro, dopo pranzo per digerire, dopo cena per rilassarsi, appena coricati per addormentarsi, nel cuore della notte per trasgredire)

Buon anno a tutti gli amici e fratelli iliubari del mondo!

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

domenica 30 dicembre 2007

Scioperano anche i cani da slitta, strali contro i bastardi rimasti a casa


Si allarga la protesta nel mondo dei trasporti terrestri che solo il notiziario in tempo irreale del cliccatissimo blog di iliubo sta seguendo passo dopo passo per tutto il mondo. Sarà un dicembre terribile per chi viaggia e va in vacanza. I cani da slitta hanno aderito allo sciopero di fine anno proclamato dalla sigla sindacale Sin.Ca.Dro. (Sindacato dei Cammelli e Dromedari). “Non ne possiamo più – dichiara Bau Bob, leader del sindacato di categoria Si.Uni.Ca.In. il Sindacato Unitario dei Cani Incazzati – di sobbarcarci soprattutto il trasporto di tanti pesanti Babbi Natale e di tonnellate e tonnellate di regali da ogni parte del mondo per poche scodelle di cibo in ricompensa. Vogliamo rivedere contratti vecchi di millenni e stabilire una volta e per tutte a chi spetta il traino delle slitte di Natale. Non è possibile fare la fame per undici mesi e mezzo all’anno e romperci lo schino solo per un paio di giorni a dicembre per il trasporto di vecchi e ingrassati Babbi Natale e carichi di montagne di doni da trasportare in ogni dove per fare contenti i bambini. Vogliamo la Cassa Integrazione Speciale, l’attivazione degli Ammortizzatori Sociali, la stabilizzazione del precariato, tredicesime e quattordicesime più pesanti. Ed inoltre slitte più leggere, ferie prolungate, mance ritoccate, straordinari da godere”. Alla protesta del Si.Ca.In. ha aderito il Si.Atto.Ca. (Sindacato degli Attori Cani). “I legittimi rappresentanti del teatro fatto con i piedi – dichiara il segretario Rot Vailer – sono completamente solidali con i nostri amici a quattro zampe. Noi abbaiamo con senso artistico provocando sincero dolore in tutti i teatri del mondo con cachet da fare pena ma loro latrano faticosamente in tutte le strade celesti per far divertire i piccoli e rendere felici le famiglie. E poi quanta fatica a entrare nelle case con quei caminetti così stretti. Molti Babbi di Natale soffrono di claustrofobia e impazziscono per recare un dono al legittimo destinatario”. La Orgasm, l’organismo mondiale a tutela dei regali di Natale, ha diffuso una dura nota stampa di “netta contrarietà allo sciopero dei cani da slitta”. “Non sono ammissibili simili proteste a ridosso di feste così importanti – dice Peni Insulare –. I cani si comportino da animali fedeli e la smettano di pretendere l’impossibile”. A sostegno dell’Orgasm, è intervenuta la Asso.Li.Abba.Te.Li. L’Associazione Liberi Abbaiatori dei Teatri Lirici, in un documento, sottolinea che l’organismo è la prima volta che alza la voce per quella che definisce una “protesta sbagliata nel metodo e nel merito”. "Ci si poteva limitare - aggiungono - a un ululato collettivo continuo e stordente". Sulla protesta è intervenuto, infine, il Si.Que.Che.Si.Fa.U.Cu.Co., il Sindacato di Quelli Che si Fanno Un Culo Così. Il Si.Que.Che.Si.Fa.U.Cu.Co. si dice pronto a mettere in pratica il F.U.C.C. (“fare un culo così”, n.d.r.) nei confronti di “quei bastardi che non aderiranno alla protesta dei cani da slitta”.


iliubo


(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)


Nella foto in alto, Alan Menefotto, un bastardo crumiro che è rimasto a casa a spolparsi, al calduccio del camino, le ossicina della carne di porco e di agnello rimaste dai cenoni dei primi sette capodanni del Duemila

Sciopero dei cammelli, a rischio le vacanze di fine anno di milioni di italiani per la paralisi dei trasporti


Fine anno difficile, irto di insidie e disagi nel trasporto pubblico e privato. Il Sin.ca.dro, il Sindacato dei Cammelli e Dromedari, ha deciso che lo sciopero della categoria proseguirà anche nei giorni 30 e 31 dicembre 2007. Possibile un ulteriore allungamento per capodanno e l'Epifania.
La protesta, com'era prevedibile, ha gettato nel panico milioni di italiani in procinto di partire per le vacanze di fine anno e, in particolare, chi aveva già prenotato un viaggio nel deserto a dorso degli irrinunciabili camelidi.
Lo sciopero potrebbe allargarsi ai muli e agli asini, unici mezzi di locomozione in una Sicilia equinadipendente dopo avere colpevolmente abbandonato le Ferrari e le Maserati.
I somari delle scuole in queste ore sono riuniti in assemblea per decidere il da farsi. Se si fermano pure i somari, l’Italia rischia seriamente la paralisi totale.
“L’agitazione – afferma Kara Cammella, responsabile nazionale del Sin.ca.dro - ha registrato un'adesione pressoché totale a conferma di uno stato di reale malessere e esasperazione della categoria".
Secondo le organizzazioni sindacali, solo in Italia, sono scesi in piazza 700 milioni di manifestanti. Secondo fonti della Questura, che ha fatto alzare in volo centinaia di migliaia di elicotteri per tenere sotto controllo la situazione, di manifestanti finora se ne contano solo 7: la leader sindacale, tre vecchi cammelli e tre dromedari sciancati. Dove siano i restanti 693 protestanti non è dato sapere.
La categoria chiede al governo agevolazioni fiscali, l’eliminazione delle accise sull’acqua e mulattiere più moderne. Il caro euro, sostengono, rischia di azzoppare per sempre il settore del trasporto a zampa.
L’agitazione sta paralizzando la penisola dalle Alpi al Villaggio Mosè, da Milano a Montallegro, da Venezia a Ribera, da Bolzano a Sciacca, da Raffadali a Santa Elisabetta. I manifestanti hanno bloccato i caselli autostradali, le stazioni ferroviarie, gli imbarcaderi. A rischio ci sono non solo le vacanze di fine anno di milioni di migliaia di italiani, ma anche l'approvvigionamento di carburanti, acqua potabile, acqua inquinata, alimentari freschi e avariati, in particolare carne, frutta e verdura.
La Commissione di garanzia sugli scioperi considera irregolare lo stop perché non rispetta l'intervallo minimo di 10 giorni. E' stata segnalata anche la concomitanza dell'interruzione dei servizi pubblici alternativi come il trasporto spaziale, quello aereo e ferroviario.
L’italiano trascorrerà non solo il capodanno a casa ma lo trascorrerà senza né cena né cenone: a pedi e mortudifami! come direbbe un insigne accademico della Crusca.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

Nell’immagine in alto, scattata dalla fotografa londinese Samantha Capitano, uno dei manifestanti in un posto di blocco

sabato 29 dicembre 2007

Federico Moncada, la storia del “fifozzo” senza fifa


Riceviamo e pubblichiamo
Carissimi Iliubo e Lucia,
è stato un vero piacere leggere la storia di Federico Moncada offertaci attraverso così tanto affetto e ammirazione. Fede.... cosa dire di Fefe, fifozzo come lo chiamo a volte io? Ci sarebbe tanto, pure troppo per me da dire. Anch’io lo conosco da una vita, 10 anni per l’esattezza, ed è simpatico pensare che mentre voi ne abbiate condiviso l’esistenza sin da quando Federico era in fasce (parlo per Raimondo ma vale quasi sicuramente per Lucia che ha iniziato a frequentare casa Moncada in tenera età se non sbaglio) io mi sono ritrovata invece a conoscere Fede nella sua epoca matura, diciamo cosi. Era già abbastanza grandicello quando ha iniziato a frequentare Samantha: 25 anni o giù di li. Un periodo abbastanza intenso ma sicuramente imparagonabile all’intensità dei suoi ritmi di vita adesso a distanza di 10 anni. In questo lasso di tempo io assieme a Fede ho vissuto cambiamenti epocali per entrambi: il finire la laurea (sia mia che sua), il partire per l’Inghilterra (prima mio e poi suo), l’avviarsi sulla propria strada professionale, i matrimoni e potrei andare avanti per un po’. Ognuno di questi cambiamenti cosi come tutte le cose nella vita ha mostrato un lato ma per nasconderne inevitabilmente un altro. Nell’incessabile divenire della realtà ogni cambiamento implica la fine di qualcosa e l’inizio di qualcos’altro che è sempre sconosciuto e perciò eccitante ma anche, allo stesso tempo, carico di ansia perché pura possibilità ancora da realizzarsi. E fede sa bene quanto è duro realizzare e cambiare qualcosa e quanta ansia comporta il rischio del cambiamento. Quando sei solo e questo significa che te e solo te stesso è l’unica persona su cui puoi contare per questioni di denaro, per un consiglio professionale o qualsiasi altra necessità primaria allora ciò che agli altri può apparire follia, voglia di buttarsi, partire in giro per il mondo a rischiare non è invece altro che prova e ricerca di forza. Quella pura forza interiore che in potenza tutti gli uomini e tutte le donne possiedono ma che alla fine solo pochi sono in grado di abbracciare e veramente vivere sino in fondo. È una forza che si è in grado di trovare soltanto se si conosce bene se stessi perché solo allora si è in grado di concepire lucide analisi sull’universo che abitiamo, su ciò che vogliamo e che sono gli altri e su quello che vogliamo e ci aspettiamo da noi stessi. Questo è l’unico modo per distinguersi nella vita e io credo l’unico modo per vivere una vita degna di essere vissuta. Questo comporta uccidere il passato e partire in viaggio verso nuovi orizzonti, a volte come nel caso di Fede in senso fisico: prendendo la macchina e percorrendo le strade d’Europa che dall’Italia lo hanno portato a Londra. Queste riflessioni su Fefè mi rendono adesso nostalgica. Oggi sono abituata ai suoi successi lavorativi e ai numerosi progetti architettonici strabilianti che ha ideato e continua a ideare e ovviamente a volte dimentico la grandezza dell’uomo che non solo è uno strabiliante architetto ma anche e soprattutto cognato per legge e amico fraterno. Non faccio familismi stupidi. Tra tutte le migliaia di persone che conosco Fede è tra i pochissimi per cui vale il detto SI E´ FATTO DA SOLO. Dall’Italia a Londra. Da Burger King a KSS Design Group. Da Villaggio Mosè a Montallegro dove DA SOLO ha capito che mia sorella sarebbe stata la sua fortuna quando 10 anni fa è iniziata la loro storia d’amore. Si dice che dietro ogni grande uomo ci sia sempre una grande donna e, aggiungo io, vale ovviamente il viceversa. Fede è un uomo di grande intuito, forza e tenacia negli affari cosi come nella vita amorosa. Anche Sammi lo è ed è per questo che filano alla grande (vabbè a parte quando fede fa il disordinato o compra la coca cola alla ciliegia che solo lui è in grado di trovare al supermercato...). Vi auguro ogni bene dal più profondo del cuore.
Audaces fortuna iuva

Dalla nostra infiltrata a Londra, Rossana Capitano

giovedì 27 dicembre 2007

Rito di fine anno: tirare la catenella al cesso mentale


Fatemi svuotare il cervello in questo ultimo scorcio di 2007 come rito di fine anno. Voglio riempire la scatola cranica di idee nuove, originali, innovative, sorprendenti, meravigliose, favolose, magiche, coinvolgenti, magnetiche, virtuose. Voglio svuotare il teschio di tutte le impurità, di tutti i residui calcarei lasciati da vecchi pensieri, ragionamenti desueti, elucubrazioni vane. Voglio resettare il cervello per ricominciare da capo, per ripartire da zero con nuovo slancio, con nuovo ardore, con nuova passione, con nuovo entusiasmo.
In questi ultimi giorni di dicembre, fatemi tirare con forza la catenella allo sciacquone del mio cesso mentale. Permettetemi pure di passare il sempre caro spazzolone imbevuto con acido muriatico o con altri prodotti simili capaci di ripulire, igienizzare, sanificare (così come sento in molte pubblicità televisive dove ti vorrebbero convincere che in un water pulito con “Cesso più” ci puoi non solo fare i bisognini ma addirittura mangiare e bere! Ma lo avete mai visto un imprenditore di prodotti igienizzanti sradicare un gabinetto e usarlo come boccale di birra?). Allo scoccare della mezzanotte del 2007, voglio essere pulito, profumato e vuoto come sono vuoti i monaci zen in meditazione. Voglio essere una persona pura, svecchiata, ricarburata, revisionata, rilucidata, riprogrammata per un 2008 tutto da vivere, tutto da gustare, tutto da conquistare, tutto da mangiare, tutto da spolpare fino alla fine.
Ora consentitemi di fare un bagno rilassante, sgrassante e profumante che è già da undici mesi e mezzo che non mi lavo! Me ne sono accorto oggi entrando in un affollatissimo centro commerciale per comprare dei regali ai miei familiari. Il mega negozio si è improvvisamente svuotato. Quando sono andato per pagare non c’erano neanche le cassiere. Sono tutti scappati, riparandosi all’aperto per respirare. Ho capito che c’era qualcosa che in me non andava non appena si è azionato l’impianto antincendio con tutti i bocchettoni a puntamento intelligente indirizzati verso di me. Ho preso così coscienza della mia zozzezza nauseabonda la cui dimensione fisica e metafisica è paragonabile solo a un cesso utilizzato a fine anno dopo gli straripanti cenoni.

iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

domenica 23 dicembre 2007

Federico Moncada architetto pittore paninaro emigrato con successo a Londra


"Cu nesci arrinesci”. Espressione gergale tipica del siciliano colto per dire: chi esce dall’isola “arrinesce”, nel senso cioè che si realizza, si afferma, si arricchisce. Mai luogo comune è stato così calzante come nel caso di Federico Moncada, architetto e artista agrigentino, laurea all’Università degli Studi di Palermo ed esponente di rilievo del filone (non è un tipo di pane!) dell’arte pittorica surreale-realista-metaforica-espressiva-figurativa. Un professionista come pochi che ha affinato la preparazione alla vita con il Master al “Ballarò Institute”, la specializzazione artistica alla “Brancati Street” e la specializzazione umana al Moses Village.
Federico Moncada, piano piano, passo dopo passo, maduni dopu maduni e con ammirevole forza di volontà, sta riuscendo in un’attività che era nel cassetto dei sogni del fratello maggiore e del padre Gildo Moncada che sarebbe stato molto fiero dei traguardi raggiunti dalla propria prole così come è fiero il più anziano dei figli maschi, un folle creativo rimasto a lavorare a pala e picu nella terra dei Ciclopi.
Dopo innumerevoli sacrifici, patimenti, privazioni, Federico si ritrova a Londra dove è un apprezzato architetto siculo-italiano. Collabora con il grande studio di architettura Kss Design Group. Per farne parte, ha solo presentato un curriculum e la sua persona fisica, ha solo fatto un colloquio, ha solo presentato un portfolio di cose fatte. Non si è fatto raccomandare da nessuno. Non ha pregato nessuno. Non è stato costretto a mettersi in ginocchio. Non è stato obbligato a strisciare per terra. Lavora per meriti e non deve dire grazie a nessuno se non a se stesso e alla compagna montallegrottese foto-casalinga.
Quando è sbarcato due anni fa in Inghilterra, si è sentito come un extracomunitario che sbarca nelle meravigliose coste siciliane. Non conosceva la lingua, non conosceva la terra ospitante, non conosceva le persone. Era un pesce fuor d’acqua pronto per le succulente tavole natalizie di Sua Maestà la Regina.
-Ma dunni sugnu? Dunni mi purtaru?
Si è chiesto con un italiano forbito, utilizzando quel linguaggio dotto che l’Accademia della Crusca consiglia agli italiani veri per mantenere vivo quell’amato idioma per il quale il connazionale Dante Alighieri si è fatto il mazzo per una vita intiera scrivendo i tre canti della Divina Commedia (… come è duro calle lo scendere e 'l salire per le altrui scale!). L’unico contatto in Inghilterra era la sorella della fidanzata e il fidanzato della sorella della fidanzata (in un primo momento non ci ho capito niente neanche io!). Come un extracomunitario che sbarca in Sicilia che per sbarcare il lunario vende accendini, borse, occhiali e cinture verofintogriffate, l’architetto Federico Moncada si è messo a imbottire panini a London City per inserirsi meglio nella professione per cui ha a lungo studiato in quel di Palermo (tra Vucciria, Capo, Ballarò, Via Maqueda, Corso Tucory, Via Ernesto Basile ecc.). Da non crederci, ma gli hot dog aiutano veramente! Eccome! Sono meglio degli accendini! Il primo ingaggio importante è stato al Burger. Fare i panini gli ha consentito di conoscere l’arte, la storia, l’architettura, il modo di essere, gli usi e i costumi della scostumata, aristocratica e freddissima Gran Bretagna. Il panino imbottito agevola le attività artistiche e intellettuali!
Superata la fase dell’extracomunitario, appresi i primi rudimenti linguistici, imparati a memoria i numeri e gli orari di metropolitane e autobus, l’architetto Federico Moncada ha cominciato a muovere i primi passi bussando forte ai portoni o aggrappandosi ai citofoni di prestigiosi studi di architettura londinesi.
-Hello!
-Federicu sugnu!
-What?
-Federicu Muncata… u figghiu di Sara e Girdu...
-Who is?
-Federicu do Villaggiu Mosè… chi si surdu o ‘nzallanutu!? grapi!

Ha lavorato prima in uno studio di architettura costituito da circa una decina di operatori dove è stato preso come visualizer (colui il quale sviluppa, senza spicicare una parola, i progetti con animazioni tridimensionali al computer). Nello stesso studio ha poi fatto il salto di qualità entrando a far parte dell’equipe di progettazione. Poi un bel giorno, ha pensato bene che le sue capacità meritavano di più, che le sue potenzialità erano degni di uno spazio maggiore. Da meno di un anno è sotto contratto del prestigioso studio londinese Kss Design Group, formato da più di settanta architetti. I padroni della Kss gli passano un salario più che dignitoso, aumenti continui non richiesti, gli fanno fare stage di lingua e linguacce anglofone, gli offrono caramelle per la carie, massaggi gratuiti contro lo stress da sedia e panini imbottiti con caddozza di sosizza siciliana.
Federico Moncada è un architetto in carriera orgoglioso di se stesso e finalmente realizzato.
Dopo la sudata laurea, era partito dalla Sicilia con tanta speranza per approdare via mare e monti nel ricco nord-est d’Italia. In Veneto è stato ingaggiato come disegnatore da una grande azienda di pelletteria d’alta moda con un contratto a tempo indeterminato (doveva, cioè, durare fino alla pensione!). Evviva! Finalmente un lavoro, finalmente un guadagno! Dopo alcuni mesi di attività, l’impresa decide di chiudere e di delocalizzare il centro di produzione nella Cina dei cinesi mandando a casa il personale, compreso l’architetto Moncada. Con la forza d’animo che solo i disperati hanno (“e come i nostri padri emigrati”) si trasferisce nel nord del mondo, in Inghilterra, portando seco una valigia piena di mutandoni, maglie di lana e pregiate collezioni di coppole di velluto. Nel regno del pricipe Carlo, della regina matre Elisabetta e della compianta Diana (le sigarette che Federico ha sempre fumato!), il Moncada trova la sua strada, prima con gli artistici panini imbottiti e poi con l’architettura. A pochi giorni dal 2008, può affermare che la sua vita professionale, artistica e familiare si è incanalata su una strada non più impervia e insicura. Oggi, 23 dicembre 2007, antivigilia di Natale, Federico Moncada può dire al mondo e alla sua Sicilia di essere pienamente Federico Moncada: architetto europeo a Londra, artista surreale-realista-metaforico-espressivo-figurativo, paninaro all’occorrenza, discendente della nobile famiglia siculo-spagnola dei Moncada.
Buona fortuna, fratello!
Buon Natale e buon anno a te e a tutta la comunità agrigentino-scozzes-montallegrotta a Londra.

iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com”)

venerdì 21 dicembre 2007

Sopravvissuta ai suoceri e ai pizzini di Provenzano


E' proprio vero: l'intelligenza di Rossana è così frizzante che a volte ci si chiede onestamente come faccia a contenerla tutta in quella minuscola testolina! Caro Iliubo, da spiona 007 come sono stata dunque ribattezzata nel tuo articolo, non posso che confermare tutto ciò che Rossana ha fatto ed aggiungere soltanto che non so quante altre importanti cose ha realizzato in tutti questi anni. Perché Rossana oltre ad essere ricercatrice, musicologa, sociologa, esperta di cinema e arte, pianista, cameram, accademica, bacchettona, professoressa, seminarista, intervistatrice, topa di biblioteca, commentatrice, gemmologa ed esperta di diamanti, collaboratrice del Bfi, dominatrice di un accento inglese che a volte ti chiedi: ma è veramente nata nella terra dei pizzini di Provenzano?(!), sopravvissuta al freddo e al gelo gallesi, alla stupida pioggerella londinese che piove all'incontrario entrandoti da sotto l'ombrello, sopravvissuta ad anni di sacrificio nella bellissima ed antica città di Bath tra la moquette francese e gli studenti-coinquilini che si confondevano coi fondi neri delle loro tazze da caffè, sopravvissuta a due suoceri puramente british nello stile e nella cultura, alle loro Mince pies di Mark&Spencer e al Cheddar, alle montagne di cartoline che le inviano per ogni singola manifestazione: thank you, get well soon, happy birthday, happy firt wedding anniversary... e così via (la lista sarebbe troppo lunga...). Oltre ad essere tutto questo...Rossana è UNA VERA INTELLETTUALE,sincera, onesta, fine e "sperta" intellettuale, come di pochi e rari ORMAI ce ne rimangono ed in tutto questo,mi posso solo aggiungere chesono profondamente orgogliosa di essere sua sorella!

E' un commento al nostro servizio sul "cervello in fuga" Rossana Capitano
inviatoci riservatamente dal nostro inviato a Londra, Samantha C.

giovedì 20 dicembre 2007

Il sesso sincronizzato è la salvezza del mondo: godiamo per la pace con l’orgasmo cosmico collettivo


Il mondo sarà scosso dalla positiva energia dell’orgasmo cosmico collettivo dell’amore globale sincronizzato. Uomini e donne si congiungeranno in ogni angolo del pianeta per il piacere della pace. Anche iliubo e la sua community aderiscono alla seconda edizione del “Global Orgasm Day 2007” in quanto godere per una finalità così nobile ci rende più umani. E poi non costa davvero nulla! Un orgasmo alla pace del mondo lo possiamo tranquillamente donare.
Come per l’edizione 2006, anche quest’anno per l’orgasmo collettivo sincronizzato è stata scelta la data del 22 dicembre alle ore 7.08 del mattino (ora italiana). A differenza del 2006 quando il 22 dicembre cadde di venerdì (giornata lavorativa), quest’anno il 22 dicembre cade di sabato e moltissimi non lavoreranno. Si prevede, tale ragione, una grandissima adesione. I meteorologi e gli scienziati di tutto il mondo hanno già lanciato l’allerta protezione civile per il rischio sismico che si corre a causa delle potenti onde orgasmiche e sonore che si genereranno propagandosi dal polo nord al polo sud, da occidente a oriente.
Lo slogan degli organizzatori (i settantenni Donna Sheehan e Paul Reffell) è frutto di decenni di elaborazione mentale: “Facciamo l’amore e non la guerra”. La giornata dell’orgasmo collettivo sincronizzato è stata pensata per concentrare un flusso di energia positiva così potente da fermare le negatività che attraversano il pianeta. L’effetto è più forte delle preghiere e delle meditazioni.
Raggiungere l’orgasmo collettivo sincronizzato non sarà sufficiente. Per il successo dell’iniziativa, i partecipanti dovranno pensare intensamente, durante e dopo la fatidica ora x, alla pace nel mondo! Nel momento clou, dovranno concentrarsi, ad esempio, sull’immagine di una colomba che vola, di un piccione che si libra nel cielo o di un fiore infilato nella bocca di un cannone.
L’iniziativa è bella e coinvolgente. Non c’è che dire. Le finalità sono nobili. Non c’è dubbio. Ma le difficoltà pratiche sono enormi e, per alcuni volenterosi, insormontabili. Come si fa, ci chiedono, ad alzarsi all’alba, a sintonizzarsi con le coppie di altri paesi del mondo, a guardare continuamente l’orologio, a calibrare le energie e a raggiungere tutti assieme l’orgasmo alle ore 7,08 in punto del mattino?
Se sgarri, se anticipi o posticipi, l’iniziativa fallirà miseramente e il sogno della pace del mondo svanirà.
Lo so, è complicato. L’idea dell’amore collettivo cosmico sincronizzato mette l’ansia e si rischia di non iniziare l’esperimento per mancanza di materia eretta. Ma ce la dobbiamo mettere tutta per cambiare le sorti del nostro destino. Se non hai un partner chiedilo in prestito a chi ne ha più di uno e cominciamo a sincronizzare timer, sveglie e orologi a cucù. Iniziamo fin da subito il riscaldamento per poi passare all’alba di sabato ai preliminari e quindi far esplodere alle ore 7,08, all’unisono, a un’unica voce, in un solo grande urlo, la nostra grandissima voglia di pace.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

mercoledì 19 dicembre 2007

Personaggio dell’anno 2007 è iliubo


Il personaggio dell’anno è Iliubo. Lo ha decretato, in prossimità del Natale, una giuria internazionale composta dai direttori delle principali testate giornalistiche del mondo sconosciuto. Iliubo è stato “incoronato” simbolo del 2007 per “la sua straordinaria capacità di leadership nel web e per essere riuscito a cambiare l’intera rete con idee originali, soluzioni sorprendenti, proposte innovative, annettendosi i più grandi portali del mondo”. In pochissimo tempo il sito internet http://www.iliubo.blogspot.com/ ha riunito attorno a sé una variegata comunità di milioni di internauti, cliccanti da ogni parte del pianeta dal Villaggio Mosè alla Ciavolotta, dalla Mosella alla Crocca, da Businè a Lupuniuru, da Seccagrande al Parco degli Aranci, offrendo servizi digitali mai visti prima, scoop incredibili, sondaggi mozzafiato, fotografie parlanti, articoli da restarci secchi, inchieste da spararsi con lanciamissili. Il pezzo forte è stato il notiziario on-line aggiornato in tempo reale, automaticamente, grazie al rivoluzionario collegamento diretto con i protagonisti dei fatti utilizzando, primo fra tutti, la tecnologia bluetooth.
Iliubo lancia la sfida per il 2008: il notiziario anticiperà i fatti, con l’attivissima redazione giornalistica che scriverà degli avvenimenti prima ancora che accadano. Un’autentica magia! Ecco perché iliubo è adorato da milioni di miliardi di fans in tutto il mondo: perché sorprende in continuazione, anche con niente in mano, come quando è riuscito a intervistare i più grandi letterati di tutti i tempi: Giuseppe Shakespeare, Giovanni Pirandello e Salvatore Gioacchino Petrapapula.
In esclusiva, anticipiamo le scelte della prestigiosa rivista di London Siti "Time". A fianco la foto di quella che dovrebbe essere la sua probabile prossima copertina.

Articolo tratto da “Lie”

martedì 18 dicembre 2007

Lancio di rifiuti nei cassonetti da auto in corsa: il sogno segreto degli italiani


Vince il circo dei rifiuti! Gli italiani hanno scelto l’esatto significato da dare alla parola “libertà” rispondendo al sondaggio lanciato on line dal blog di iliubo. Tantissimi i contatti in pochissime settimane: migliaia e migliaia e migliaia. Entusiasta la partecipazione anche dalle nostre comunità di emigrati all’estero soprattutto dal Congo e da Londra. Un segnale chiaro ed inequivocabile del grandissimo interesse che l’originale iniziativa ha suscitato nella nazione e oltre i confini italici.
Gli affezionati visitatori del sito internet http://www.iliubo.blogspot.com/ hanno risposto democraticamente alla domanda: “Che cos'è la libertà!?”. Per aiutare i partecipanti a rispondere, abbiamo suggerito quattro possibili risposte. Una è risultata la vincente dopo un complesso e faticoso scrutinio che ci ha tenuti impegnati per giorni interi caratterizzati da innumerevoli contestazioni e ricorsi. Oggi siamo in grado, finalmente, di informare la comunità internazionale ufficializzando l’esito dell’atteso sondaggio di cui per settimane si è parlato nei giornali e in tutte le televisioni italiane e europee.
Una schiacciante maggioranza di connazionali, oriundi, naturalizzati, tra i 37 votanti che si sono espressi, ha preferito la monnezza. Per il 77 per cento degli italiani la libertà è “Buttare i sacchetti dell'immondizia dal finestrino della macchina in corsa cercando di centrare i cassonetti dei rifiuti”.
L’11 per cento degli italiani ha, invece, preferito la risposta: “Fare rumorose pernacchie durante i comizi di sanguinari dittatori”.
Un altro 11 per cento ha risposto che libertà è: “Fumarsi con gusto zen una sigaretta mentre si è dentro una camera a gas in attesa dell'esecuzione della condanna capitale per avere fatto stancare gli attori porno in tv, per avere lanciato l'immondizia dall'auto, per aver spernacchiato i poveri dittatori”.
Zero preferenze ha ottenuto la risposta: “Stare davanti alla tv per intere giornate a assistere a film vietati”.

Da oggi lanciamo un altro sondaggio. Rispondete nell’apposito riquadro dell’homepage alla domanda: Quale regalo sogno di trovare sotto l’albero di Natale?

Iliubo

Nel riquadro, la celebre foto "Saccu di munnizza"

lunedì 17 dicembre 2007

Balle di Natale e vacanze regalo per un gelido inverno caldo in Sicilia


Natale in Sicilia! Una vacanza al caldo invernale, tra i tepori torridi dell’Africa, nell’incandescenza liquefacente del vulcano Etna, sotto il sole abbacinante bucato dall’ozono, tra i ruderi civili di civiltà regnanti che nessun’altra terra al mondo può vantare.
La Sicilia è il regalo più richiesto per questo fine 2007. La Sicilia è il dono più apprezzato per andare a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Lo dimostrano le recenti statistiche dei più importanti motori di ricerca d internet. Lo confermano le celeberrimerrime agenzie “Casper and Casper” e "Raspo Raspo", le più accreditate del mondo tra le agenzie di viaggi con i viaggi viaggiati.
La Sicilia è una meta che non conosce il freddo. È questo che rende unica questa isola divina. La Sicilia non sa cosa sono i rigori dell’inverno. Quando l’arbitro di una partita di calcio fischia un fallo in area di rigore del Palermo Footbal o del Catania Soccer, il tifoso siciliano non capisce che sono stati fischiati dei rigori. Se in Italia si sente una freddo da morire, in Sicilia (miracoli dei miracoli!!!) si sente un caldo insopportabile. In Sicilia, è inutile girarci attorno, si deve sentire caldo! E' un obligo. Lo dice un luogo comune accettato ormai universalmente. In Sicilia, d’inverno, si va ancora al mare e ci si abbronza sotto un sole che scotta pure il ferro rovente. I raggi Uva, in Sicilia, producono un vino che nessun altro paese al mondo possiede.
Anche se c’è la neve, anche se fuori si gela, anche se l’acqua dei rubinetti fuoriesce a ghiacciolo, i siciliani escono da casa in mutande e maniche corte. Guardate la bellissima immagine scattata per noi, e solo per noi, dalla fotografa londinese Samantha Capitano. Sembra agosto, ma siamo a dicembre. Da non crederci! Ci troviamo in uno degli angoli più suggestivi dello straordinario litorale siciliano della provincia di Agrigento. Altro che Montallegro beach, San Leone Ricci o Siculiana Succi.
Caldo, caldo, caldo!!! Tutto dipende dal caldo. Oggi in tutt’Italia nevicava e la Protezione Civile consigliava di uscire con la pelliccia nelle parti intime e le catene sotto le suole delle scarpe. In Sicilia si usciva ignudi e a piedi scalzi! In Sicilia è tutto caldo, sempre. In inverno è caldo il clima, è caldo il mare, è calda la piscina, è calda la neve, è calda la pioggia, è calda la donna, è caldo l’uomo, è caldo il frigo. E, cosa davvero eccezionale, con una temperatura sotto lo zero, è calda perfino la pipì. Si va contro le leggi fisiche: più freddo c’è e più calda e fumante è la pipì. Da non crederci, ma è così. Sperimentatelo! Fate la pipì dentro un freezer siciliano e vredrete che tutto prenderà fuoco.
La Sicilia è calda nell’animo.
Per Natale regalatevi una vacanza nella perla del Mediterraneo. Tutto il pacchetto, all inclusive, costa pochi euri, senza fregature. Siamo di parola. Nel prezzo sono compresi omaggi straordinari: donne e uomini caldi, pronti a calde accoglienze in atmosfere surriscaldanti, per turisti modello o turiste top model che meritano calde attenzioni. Non fatevi ingannare da altre destinazioni hot e da chi vi lusinga con formule vantaggio del tipo: prendi tre e paghi due! prendi quattro e paghi cinque! prendi dieci e paghi venti!
Cancellateli dalla vostra mente!
La vacanza vera, la vacanza di Natale, la vacanza per cui vale la pena spendere tutti i vostri risparmi per questo fine 2007, è la Sicilia.
Accattatevilla!!! Accattateccilla!!! Accattatemilla!!!
Vi aspetto sotto l’albero, pieno di balle di Natale.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

mercoledì 12 dicembre 2007

Auto ad acqua e pipì dono gradito di Natale


Basta più carburanti! Ecco l’energia che tutti aspettavano con ansia da tempo: rinnovabile, pulita, non inquinante e a costo zero. Ho messo a punto un’invenzione rivoluzionaria: un’automobile che va ad acqua o a pipì. Avete sentito bene! I motori di nuovissima generazione non avranno più bisogno del carissimo petrolio per funzionare. Era ora! Eravamo tutti stanchi dell’inarrestabile crescita di super e diesel arrivati a prezzi allucinanti e quasi proibitivi. I mercanti d’oro nero ci avevano resi schiavi facendoci dipendere in tutto e per tutto dal petrolio. Adesso la finiranno di succhiarci il sangue, di ricattarci e di aumentare indisturbati il costo della vita aumentando quella del greggio.
La mia straordinaria scoperta romperà le catene della prostrazione e della dipendenza passiva. Il potere ritornerà nelle nostre mani!
Eravamo troppo condizionati dal petrolio e dai suoi padroni. Guardiamoci attorno. L’economia mondiale si è chinata al dominio assoluto del petrolio. La nostra vita è comandata dall’umore del petrolio. I quartieri delle nostre città si sono allungati a dismisura a causa del petrolio. La stanzialità è stata soppiantata da un pendolarismo spinto all’eccesso in seguito alla diffusione e velocizzazione dei mezzi di trasporto a petrolio. Ora come ora tutto è petrolio perché tutto è stato automatizzato con macchine a petrolio ritenuto eterno e inesauribile. L’energia è petrolio. Il mangiare è petrolio. Il cibo si produce e ci arriva sulle tavole con mezzi alimentati a petrolio. Anche al lavoro andiamo a petrolio. Ci spostiamo da casa con locomozione a petrolio. E quando manca il petrolio come in queste giornate, con blocchi stradali di camionisti che protestano contro il caro-petrolio, si ferma tutto il paese. Con file chilometriche di automobilisti in cerca di gocce di petrolio per andare in ufficio, per andare a prendere la figlia a scuola e comprare di che mangiare al supermercato. Con i Tir fermi che trasportano la nostra vita nelle strade di tutta Europa (più del novanta per cento delle merci viene trasportato su gomma) si è inceppato di colpo il precario equilibrio del nostro delicato vivere quotidiano basato totalmente sul petrolio. Alle stazioni di carburante non arriva più carburante. Alle botteghe di alimentari non arrivano più alimentari. Alle industrie che lavorano la materia prima non arriva più materia prima. Alle farmacie non arrivano più farmaci. Alle centrali elettriche non arriva più energia elettrica. In questi momenti prendiamo coscienza che quando scarseggia il petrolio si spegne la vita.
Adesso con il motore ad acqua e a pipì tutto cambierà. Non vivremo più sotto ricatto. Ci sarà finalmente un vero mercato dell’energia. L’acqua e l’urina faranno vera concorrenza al petrolio facendo precipitare i prezzi al ribasso. Non saremo costretti ad assaltare le pompe di benzina per il blocco dei Tir. Non saremo costretti a fare i profughi mortidifame mettendoci in coda a file chilometriche per entrare al supermarket come se fosse arrivata la terza guerra mondiale. Con la mia invenzione non dipenderemo più dagli altri. Saremo completamente autonomi. Saremo noi stessi fonte di energia. Le nostre vesciche diventeranno i nuovo pozzi di petrolio. Avremo la libertà di urinare nei serbatoi delle nostre auto e di metterci in viaggio. Avremo finalmente generatori di corrente che si attiveranno con l’acqua del cesso in un circuito virtuoso a riciclo continuo. Riscopriremo il piacere di pisciare al vento e di far scoccare la scintilla di una nuova energia mondiale.
Ci ritornerà il sorriso, risparmieremo e non respireremo più petrolio. Nell’aria sentiremo solo odore di ammoniaca della nostra eterna pipì.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)
La foto, un capolavoro dell'arte contemporanea, appartiene alla collezione privata di Iliubo e si intitola: "Il riscatto del cesso".

lunedì 10 dicembre 2007

Regalo di Natale geniale? Rottamare il cervello


Vuoi colpire nel segno con genialità scegliendo regali stravaganti e originali? Ecco alcuni utili consigli di iliubo per uno shopping natalizio creativo:
- Ai pazzi cronici: Un sussidio statale per la rottamazione del cervello;
- Ai tristi cronici: Un televisore acceso con in onda 24 ore su 24 gli esilaranti comici di Zelig;
- A chi soffre di crescita eccessiva di capelli: Una foto sorridente di Claudio Bisio;
- Ai poveri: Un portafogli pieno di banconote;
- Agli avari: Un portafogli pieno di banconote false;
- Agli spompati: Una fornitura di Viagra per un anno ;
- A chi si vuole divertire a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno: Una fornitura di Viagra concentrato;
- A chi non vuole arrivare al capodanno 2008: Una fornitura di Viagra concentrato, potenziato con caffè e peperoncino da assumere con flebo portatile;
- Ai maniaci sessuali: Manichini e bambole gonfiabili con aghi e spuntoni applicati negli orifizi delle finte parti intime;
- Agli stupratori: Colpi di pala in testa e nelle palle a ripetizione tramite un congegno tipo mulino a vento (nell’immagine pubblicata, una efficace pala arrugginita in una foto concessaci dalla fotografa londinese Samantha Capitano);
- Ai feroci dittatori: Un solleticatore elettronico;
- Ai bambini incontentabili: Un giocattolo universale che cambia aspetto ogni istante;
- Agli arroganti: I-pod in abbondanza con audio-pernacchioni a iosa;
- Ai signori della guerra: Una pistola puntata alla tempia caricata a salve;
- Ai ricchi pidocchiosi: Una vacanza gratuita nei paesi più malfamati;
- Agli sfruttati: Il Governo di uno Stato di sfruttatori;
- A chi ama il prossimo con gratuità: Un’emozione sotto l’albero.

Iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com”)

sabato 8 dicembre 2007

Cervelli siciliani in fuga, la Rossana story in esclusiva


Italia acefala, sempre con meno cervelli. Le intelligenze sono il futuro del nostro paese, ma il paese perde inesorabilmente i pezzi migliori della sua materia grigia. Già che io non ero una cima… con la fuga dei cervelli all’estero mi sento ogni giorno sempre più cretino, parte integrante di una società “babba”. L’emigrazione è diventata una scelta obbligata perché molti disoccupati, molti giovani laureati (non so perché la stragrande maggioranza sono meridionali) riescono a trovare un dignitoso e meritevole percorso di vita, di studio, di ricerca, di specializzazione, di lavoro lontano dai confini natii.
La Trinacria, simbolo della Sicilia, è l’icona della situazione che si sta vivendo in Italia: i tre piedi non servono per correre veloci ma per darsi più pedate nelle palle! La “triscele” l'eleggiamo a simbolo dell’harakiri nazionale. A noi italiani piace farci del male. Quanti amici, quanti fratelli stanno ripercorrendo quelle strade, quelle mulattiere (le vie dei muli!) che sembravano ormai coperte definitivamente dal tempo dopo le migrazioni di massa del Novecento.
Uno dei cervelli in fuga, migrati oltre Manica, è nativa di Montallegro, piccolissimo, minuscolo, ancora esistente paesino della provincia di Agrigento nobilitato dal bellissimo libro dell’italo-americano Gerre Mangione figlio, guarda caso, di emigranti siciliani in America. Ci occupiamo di Rossana, Rossana Capitano. È “montallegrotta” nella carta di identità ma “international” di animo, capacità e virtù. In pochi sanno quello che ha fatto nella vita e quello che sta facendo. L’ultima cosa bella è una splendida creatura che abbiamo già conosciuto nel precedente post tramite la foto dal titolo “Con un piede nel futuro” della fotografa londinese Samantha Capitano (forse è parente di Rossana e componente della dinastia dei Capitano? Lo scopriremo più in là!).
Dei nostri conterranei che si affermano lontano dal nostro paese sappiamo poco o nulla e, spesso, non ci frega nulla o, addirittura, proviamo invidia. La storia di Rossana va raccontata anche perché, forse, non la conosce neanche lei.
Rossana è partita da Montallegro per Roma, poi si è trasferita a Londra. È una donna dall’intelligenza frizzante e accelerata. Sembra essere più grande della scatola cranica che la contiene (ed è per questo che le consigliano di tenere un casco). Ha il vizietto di prendere ovunque il massimo dei voti (si sarebbe potuta fare suora, ma mai dire mai: potrebbe arrivarle una Laurea Honoris Causa in Conventologia!). Presa la Laurea in Sociologia alla Sapienza di Roma con 110 più dieci più dieci e lode (bacio in fronte, bacetto sul naso, pacca sulle spalle, stretta di mano, shampoo e messa in piega), le nostre fonti familiari ci dicono che è sempre stata prima in tutto: al conservatorio per lo studio del pianoforte; al liceo scientifico il 9 in tutte le materie per lei è una vergogna; all'Università stona gli insegnanti con una tesi sperimentale in musicologia su un autore americano, tradotto in italiano e pubblicato in Italia in italiano (ma solo per farlo capire!).
A Roma incontra Robert, un magrissimo inglese vegetariano laureato in
matematica, dentro una piccola sezione di quel che è stato il Pds in via Dei Giubbonari. Un particolare: lui era vestito con la solita maglietta e gli stessi jeans da due mesi (non so se Rossana si sia innamorato della persona o del suo caratteristico odore).
Si spostano (con entrambi i cervelli, per non lasciarli marcire in Italia) in Inghilterra dove Robert inseguirà la sua passione per la matematica scalando i più alti livelli dell’universo bancario, mentre lei a Roma vincerà una borsa di studio (griffata!) per la prestigiosa Università di Londra. Rossana, alla notizia della borsa, esclamerà testualmente e con linguaggio forbitamente accademico: “Finalmenti quattru sordi dalla scannata università italiana che non ci ha mai dato niente anzi solo tirato i soldi dalle tasche con le tasse!”
L’università inglese la porterà ad indirizzare il suo dottorato di ricerca verso
il cinema italiano e a specializzarsi su un regista sconosciutissimo che solo a pochi è noto come Luchino Visconti. Rossana fa miliardi di cose:
- si specializza in videoriprese e post production;
- lavora per le gallerie d'arti londinesi, seguendo installazioni di artisti contemporanei che videodocumenta;
- si da all’insegnamento dell'italiano (il “montallegrotto” non glielo richiede nessuno, peccato!);
- tiene conferenze e seminari sul cinema contemporaneo e italiano;
- realizza interviste con attori e registi di fama (tra cui Francesco Rosi e Susi Cecchi D'amico per approfondimenti su Visconti);
- collabora con BFI (British Institute Film) di Londra per il commento
su Il Gattopardo (è uscito un dvd solo per il mercato inglese e americano);
- sempre con BFI realizza una deliziosa intervista a Terence Stamp per l'uscita in Dvd del film di Pasolini "Teorema".
- collabora con il blog di Iliubo.
- dopo questa biografia ufficiosa e non autorizzata da questo momento non collaborerà più con il blog Iliubo.
Un giorno diremo: Io l’ho conosciuta! Io sono nato nel suo stesso paese! Io ho visto dove ha puttato il fazzolettino di carta dove si è soffiata il naso raffreddato! Io ho visto assieme a lei un concerto di fine anno in piazza stazione ad Agrigento! Io ho avuto l’onore di stonare assieme a lei durante il karaoke dell’addio al celibato della cara sorella spiona!
Io personalmente ho avuto il piacere di conoscerla e di apprezzarla. E fatemi dire che Montallegro, la Sicilia, l’Italia ci hanno perso e ci stanno perdendo con tutti quei nostri connazionali costretti a lasciare la “terra matre”. Ci sta guadagnando il Regno Unito, così come ci stanno guadagnando la stessa Rossana, il grande Robert, la grande sorella Samantha, il grande cognato Federico e la grande piccola anglo-montallegrotta che da alcuni mesi beneficia del futuro di Londra.
Auguri a tutti, dal profondo Sud del Mondo.

Iliubo
(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com”)

giovedì 6 dicembre 2007

Voglio vivere in un mondo con un Dio, per i bimbi di oggi e di domani


Voglio vivere in un mondo dove ci sia un Dio. Voglio vivere in un mondo dove nessuno si senta Dio. Voglio vivere in un mondo dove, prima di pregare Dio, non debba chiedermi a quale Dio rivolgermi. Voglio vivere in un mondo dove non si offenda l’altro in nome di Dio. Voglio vivere in un mondo dove Dio non permetta la violenza e la sofferenza. Voglio vivere in un mondo dove Dio non permetta la povertà. Voglio vivere in un mondo dove Dio non permetta discriminazioni tra ricchi e poveri. Voglio vivere in un mondo dove i ministri di fede pratichino ciò che predicano e non si dica: “Bisogna capirli, sono uomini come noi”. Voglio vivere in un mondo dove non ci sia sopraffazione. Voglio vivere in un mondo dove non ci sia la mafia. Voglio vivere in un mondo dove non ci siano sfruttati né sfruttatori. Voglio vivere in un mondo dove un padre non debba piangere di impotenza, per l’impossibilità di comprare un tozzo di pane al proprio bambino. Voglio vivere in un mondo dove sui giornali manchi la cronaca nera ma per assenza di avvenimenti di sangue. Voglio vivere in un mondo dove ognuno sia libero di vivere, pensare, lavorare, creare, gioire. Voglio vivere in un mondo sano. Voglio vivere in un mondo dove non ci siano malattie mortali. Voglio vivere in un mondo dove tutti si possano curare. Voglio vivere in un mondo dove non ci siano bambini che nascono fortunati e con un futuro già scritto e bambini costretti a chiedere l’elemosina o a imbracciare un’arma e combattere contro altri bambini. Voglio vivere in un mondo dove non ci siano conflitti. Voglio vivere in un mondo dove non si faccia la guerra per fini economici, razziali o religiosi. Voglio vivere in un mondo che abbia il meglio del passato e il meglio del presente. Voglio vivere in un mondo dove non esistano umiliazioni. Voglio vivere in un mondo dove per farti rispettare e accettare non devi esibire il vestito griffato o, peggio, il certificato di provenienza familiare o sociale. Voglio vivere in un mondo dove si possa respirare. Voglio vivere in un mondo dove non ci siano più nord e sud, oriente e occidente. Voglio vivere in un mondo senza emigrazioni forzate. Voglio vivere in un mondo dove si possa liberamente piangere, ma di risate. Voglio vivere in un mondo diverso: senza petrolio, senza inquinamento, senza povertà, senza prepotenze. Voglio vivere in un mondo dove mia figlia e tutti i figli del mondo possano realizzarsi felicemente senza avere bisogno di rubarsi fette di presente e di futuro. Voglio vivere in un mondo con un Dio davvero onnipresente, davvero onnipotente che ovunque cancelli il male e ovunque faccia trionfare il bene. Voglio vivere per vivere.

iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/”)
Si ringrazia la fotografa londinese Samantha Capitano per averci fornito la foto pubblicata su questo post "Con un piede nel futuro".

martedì 4 dicembre 2007

La mia vita è diventata Winx: salvatemi dalle streghe!


La mia vita è diventata Winx. Winx a casa. Winx a scuola. Winx in auto. Winx a tavola. Winx in spiaggia. Winx in bagno. Winx nella carta igienica. Winx al cinema. Winx ovunque! Sogno le Winx. Ho l’incubo delle Winx. Non ne posso più delle Winx! Mi giro e vedo le Winx. Mi addormento e vedo le Winx. Mi sveglio e apro gli occhi sulle Winx. Mangio e gusto le Winx. Accendo la tv e mi sintonizzo sulle Winx. Ma chi cazzo sono le Winx? Non ne posso più delle Winx. Salvatemi dalle Winx! O impazzisco! Sono circondato da Bloom, Flora, Stella, Musa, Tecna, Aisha. Sono uno tzunami travolgente che non si ferma più.
Da un paio di anni mia figlia, mia nipote, le amiche di mia figlia, le amiche di mia nipote, non parlano d’altro che di Winx. E non si limitano a parlarne soltanto. Vogliono comprate le bambole delle Winx. Vogliono comprati i vestitini per le bambole delle Winx. Vogliono comprate le figurine delle Winx. Vogliono l’album d’oro per le introvabili figurine delle Winx. Vogliono comprato lo zaino delle Winx. Vogliono comprato l’astuccio delle Winx. Vogliono comprato il quaderno con le Winx. Vogliono comprati la borsetta e il portafogli con le Winx. Vogliono comprata la t-shirt delle Winx. Vogliono comprato il dvd delle Winx. Vogliono comprate le calze a rete delle Winx. Vogliono comprato il pannolino delle Winx. Vogliono comprato il computer con il collegamento a internet per visitare il sito ufficiale delle Winx e scaricare le suonerie delle Winx. Vogliono comprato il giornaletto delle Winx con le curiosità delle Winx, con lo scoop sulle Winx, con il sondaggio delle Winx, con il test delle Winx, con l’oroscopo delle Winx, con il cruciverba delle Winx. Vogliono comprato il biglietto di ingresso al cinema per andare a vedere “Il segreto del regno perduto”, l’immancabile ultimo film delle Winx e chi se ne importa se i genitori dormiranno per tutta la durata del film delle Winx e si sveglieranno alla fine sui titoli di coda.
So tutto delle Winx! Ho la mania delle Winx! Ho paura delle Winx!
Ma viva le Winx se con le loro fatate magie riescono a far sognare i bambini, a renderli felici, a farli evadere da realtà che di magico non hanno niente, a farli allontanare da un mondo abitato da adulti seriosi che hanno smarrito il senso dell’innocenza e la capacità di sognare a occhi aperti.
Forse è meglio che mi ricreda sulle Winx e cominciare ad uscire con la maglietta della fantastica Bloom, la canottiera di Aisha e le mutande di Stella!

iliubo

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lunedì 3 dicembre 2007

Vincere la depressione gratis correndo contro l’umor nero


Correre, correre, correre per vincere la depressione gratis. Pedalare, pedalare, pedalare per guarire dal “male oscuro” senza pagare un soldo. Nuotare, nuotare, nuotare per battere la tristezza senza mai prendere il portafogli. Allenarsi, allenarsi, allenarsi per sconfiggere la malattia del secolo senza mettere le mani in tasca. Muoversi, muoversi, muoversi per riconquistare il sorriso e ritornare a vivere un’esistenza di normalità senza spendere l’ombra di un euro. In sintesi: da depressi a vincenti felici, in economia! È uno dei più interessanti risvolti della ricerca condotta da Ronald Dunn dell'Università di Yale di cui si è avuta notizia in questi giorni. Lo scienziato ha scoperto che l’esercizio fisico produce una specie di molecola “mafiosa” dal potere antidepressivo. Tale molecola, è stato provato, è dotata di un’efficace azione di intimidazione e killeraggio nei confronti di una malattia che l’Organizzazione Mondiale della Sanità pone come seconda causa al mondo di invalidità permanente. Le ricerche stanno proseguendo per stabilire con esattezza quanto conta la sola particella “mafiosa” nella soppressione del male. Si sta, infatti, calcolando l’effetto terapeutico che, nei soggetti sottoposti a sperimentazione antidepressiva, hanno esercitato le paroline “Gratis”, “Senza pagare un soldo”, “senza mai prendere il portafogli”, “Senza mai mettere le mani in tasca”, “Senza uscire l’ombra di un euro”. La garanzia iniziale di un’esperienza di felicità gratuita avrebbe inciso sul risultato finale fungendo da effetto placebo.
La depressione, come tarlo della mente e dello spirito, annienta la persona nel cervello e nelle finanze con effetti devastanti nei rapporti interpersonali, nello studio, nell'ambiente familiare e lavorativo. Il depresso non solo deve sopportare la pesantezza della malattia ma è costretta pure ad uscire un sacco di soldi in farmaci e terapie che non tutti si possono permettere. Il male oscuro costa preoccupazioni e denari anche a famiglie, imprese e pubblica amministrazione. Parenti e lavoratori, senza motivazioni, stimoli, voglia di fare e di vivere, si presentano con capacità di relazione, ideazione e produttuvità molto ridotte.
La scoperta di Ronald Dunn indurrà sicuramente capifamiglia, imprenditori e capi di pubbliche amministrazioni a rivoluzionare l’approccio con questa categoria di familiari e impiegati privi di interessi e pieni di pensieri negativi. Gli appartamenti dovranno trasformarsi in attrezzate palestre dove allenare l’autostima. Gli uffici delle aziende dovranno lasciare il posto a piscine olimpioniche dove andare a farsi una nuotata per tonificare i muscoli dell’umore. Gli spaziosi corridoi degli enti pubblici dovranno diventare piste ciclabili dove esercitare in bici la fiducia in se stessi. Solo così famiglie, imprese e istituzioni pubbliche diventeranno, ovunque e con pochi investimenti, luoghi di piacere e non una concausa di umor nero, ansie, insicurezze, incomunicabilità, fobie, ossessioni, irritabilità, attacchi di panico, autolesionismo, bulimia, anoressia, morte.
La depressione come malattia individuale e sociale va combattuta indiscriminatamente con ogni mezzo e in ogni luogo con misure appropriate, personalizzate e economicamente alla portata di tutti. È ingiusto che un ricco depresso si possa curare nei tempi occorrenti con i migliori medici e le migliori terapie mentre un depresso povero, nell'osservare la progressiva guarigione del fortunato benestante depresso, si lasci morire di umor nero di rabbia.
La depressione è una cosa seria e va trattata in maniera altrettanto seria. Per cominciare a uscire dal tunnel, il primo passo è indossare un paio di scarpe e andare a correre, correre, correre cercando con la forza di volontà uno spiraglio di luce nella lontananza del buio. Il secondo passo è quello di cominciare a ritrovare la forza di un sorriso, anche accennato, malgrado le forti resistenze interiori. Il terzo passo, indispensabile per le forme più gravi e in fase acuta, è quello di correre da uno specialista, senza perderci tempo.

iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com”)

domenica 2 dicembre 2007

Idee per regali di Natale originali e sorprendenti per far morire di infarto


Idee per regali di Natale per sorprendere, colpire nel segno, commuovere, far piangere, far disperare, far morire d’infarto. Idee originali per regali di Natale le cerchiamo disperatamente tutti in questo periodo. Chi più chi meno. Ci impasticchiamo con farmaci eccitanti per affrontare e resistere alla maratona di fine anno quando partecipiamo volenti o nolenti alla ricerca forsennata del dono tagliato su misura per mamma, papà, amante, figlio, figlia, figliastro, figliastra, nonna, nonno, zio, zia, nipote, amico, amica, amichetta, nemico, nemica, nemichetta, capo, capa, capestro, capestra. A dicembre si assiste, in ogni parte del mondo, a una corsa ansiosa, ansimante per trovare il presente più sorprendente, più originale, più ad effetto, il dono che, scartato nella notte tra il 24 e il 25 dicembre sotto l’albero plastificato di Natale strapieno di palle, ci fa sospirare con le ormai tradizionali e vocaliche espressioni: “Ooooohhhhhh!!! Aaahhhhhhhh!!! Eeeeeehhhhhhh!!!!! Iiiiiiiiiihhhhhhh!!!!! Uuuuuuhhhhhhhh!!!!!”. Non ne possiamo fare a meno: senza le vocaliche espressioni non è festa e non c'è piacere a vedere scartare i nostri regali!
Non c’è caro vita che tenga: tutti noi spendiamo e spandiamo a Natale, anche senza soldi! Tanto ci sono le finanziarie che ci fanno un prestito. Tanto ci sono gli incarti e le scatole di cartone degli anni passati che possiamo ben riciclare incartando, per dirla con Andrea Camilleri, qualsiasi “minchiata” pur di essere presenti al momento di scartare i regali tra un Tuscendidallestelle e un Gingolbels.
Il Natale, data tanto “cara” ai cristiani, è divenuto col tempo sinonimo di shopping. A Natale si pensa all’avvento, alla venuta del Bambin Gesù, all’inizio della nuova era cristiana, alla solidarietà universale, a fare la carità. Ma, pensando ai poveri e ai più bisognosi ci si preoccupa anche ad essere più buoni con la suocera, la moglie, l’amante, i figliastri, i capestri, il capo, la crapa. Ecco l’idea di far trovare il regalo caro e sorprendente sotto l’albero, ecco l’urgenza di differenziarsi dagli anni passati quando sotto l’albero ci hai messo di tutto: la pelliccia di visone, il visone di pelliccia, l’anello di diamante carato, gli orecchini di perla zincata, le Winx ad altezza umana, maglioni estivi, borse impagliate, il gioiello comprato a sgamo dai cinesi, valigie già piene (per invitare il parente ad andare via perché ci ha rotto le palle di Natale da troppo tempo!), assegni post datati per pagare tutte le tasse nazionali e i tributi locali che dal primo gennaio si cominceranno a pagare con l'immancabile aumento con una cadenza impressionante (canone tv, bolli auto, bolli moto, Ici, Cicio, Irpef, Irpeg, Argos, Iva, Uva, Ava, Lava, Riva ecc.).
Idee originali per regali sorprendenti, iliubo ne ha da vendere. Nel prossimo post vi forniremo un elenco completo di doni natalizi per fare bella figura in famiglia, tra gli amici e nei luoghi di lavoro. Nella lista sicuramente non ci saranno i panettoni: idea troppo ma troppo originale! Al solo pensiero mi viene da vomitare!!!

iliubo

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mercoledì 28 novembre 2007

Riflessioni con i piedi sul caro-vita e sui prezzi impazziti


I prezzi corrono impazziti a una velocità incontrollata. Salgono solo, non scendono mai ed il caro vita diventa sempre più caro (e non nel senso di "affettuoso"). Faccio un esempio. Due anni fa ho fatto spontaneamente la revisione “obbligatoria” dell’auto in una officina autorizzata costandomi 42 euro. Oggi, sempre spontaneamente e sempre nella stessa officina autorizzata, ho fatto la revisione obbligatoria (si fa ogni due anni!) dell’auto pagando 65 euro. Il costo della revisione dell'auto, spontaneamente obbligatoria, in due anni è aumentata di 23 euro.
Il caro-vita ci spinge oggi a profonde meditazioni sulla insostenibile pesantezza dell'essere. Ecco alcune illuminanti riflessioni sul costo dell’esistenza. Un po’ di positività ci tira su! L’ottimismo, d’altronde, mette le ali ai piedi!

Se con l’introduzione dell’euro già nel primo gennaio 2002 tutto di colpo è raddoppiato di prezzo; se il potere di acquisto dei salari con la circolazione della nuova moneta si è dimezzato in pochissimo tempo e continua a perdere miseramente; se gli stipendi, con i contratti mai rinnovati, rimangono sempre uguali; se il costo di tutti i beni di consumo aumenta giorno dopo giorno in modo incontrollato; se prima con 50 mila lire ci facevi un pieno di benzina all’auto e ti davano pure il resto e utili regali mentre adesso con 50 euro non arrivi a riempire neanche il serbatoio della moto e sei costretto pure a comprarti i bollini per ottenere i gadget della stazione di servizio con l’aggiunta però di un contributo in soldi; se fino a qualche anno fa una pizza margherita la pagavi 4 mila lire e adesso ti chiedono da 5 euro in su; se prima con duecento lire ci prendevi un sacchetto di patatine fritte e adesso ce ne vogliono due euro per sgranocchiarle; se prima per fare divertire i tuoi figli alle giostre con diecimila lire ci facevi l’abbonamento per una settimana mentre adesso ci vogliono cinque euro per soli tre giri di cui il terzo te lo danno in omaggio; se per riparare uno pneumatico chiedono 5 euro e prima te ne chiedevano duemila lire ed erano cari; se un cono gelato lo pagavi con la vecchia moneta 500 lire e adesso ti costa quasi due euro; se un lavoratore ha il crescente assillo di arrivare a fine mese con lo stipendio (che si chiama anche mensilità!) arrivando a coprire solo un paio di settimane; se un disoccupato non ha alcun pensiero; se prima dell’euro con cinquantamila lire di spesa al supermercato ci riempivi un carrello e adesso con cinquanta euro di spesa ti prendono alla cassa per pezzente; se le tasse statali aumentano sempre, di anno in anno; se di anno in anno aumentano pure i tributi locali; se pochi anni fa la soglia di povertà era di 500 mila lire (ma in qualche modo ci campavi) e adesso è di 500 euro (e ti spariscono subito); se con mille euro al mese non ci campi più una famiglia; se la bolletta di luce, gas e telefono è ormai alle stelle; se il costo delle case è diventato proibitivo e l’affitto di una modesta casa ti costa in media dai 500 ai 700 euro in una città ancora a misura d'uomo; se per vivere in strada da barbone fra qualche giorno ti chiederanno pure il pagamento del suolo pubblico; se…

L’autore di queste riflessioni non è riuscito a completare il concetto perché all’ennesimo “se”, a quanto pare, è corso in centro a chiedere l’elemosina ai passanti con la speranza di riuscire a comprarsi una rivoltella con una pallottola.
Per fare cosa? Possiamo intuirlo. Se di rubare non ha mai rubato e non ruberà mai. Se non è nel suo animo fare l’estortore, il sequestratore, l’intimidatore, il sicario, il mafioso, il camorrista, il chitarrista, il sassofonista, il batterista, il trombettista…

iliubo
(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: http://www.iliubo.blogspot.com/")

venerdì 23 novembre 2007

L'alcova di Giunone, scoperta la "Stanza del Sesso" della dea nella Valle dei Templi


Corna mitologiche nella Valle dei Templi di Agrigento. Tradimento divino nell’antica Akragas. Tresca leggendaria nell’olimpo siculo della Magna Grecia. Una straordinaria scoperta archeologica mette in discussione la storia di quella che Pallonaro definì “la più erotica città dei mortali”.
Minatori di fama internazionale, dopo 2.500 anni, hanno portato alla luce l’Alcova di Giunone, ovvero la Stanza dell’Amore abusivo della fascinosa e intrigante dea, sposa di Giove.
All’interno del misterioso sito sono state trovate le prove delle scappatelle della Divina, di quei giunonici rapporti extraconiugali di cui si è sempre avuto il sospetto ma mai la certezza scientifica. Dopo lo strabiliante rinvenimento, si chiarisce lo strano appellativo di Giove noto nel mondo antico come “cornutazzo olimpico”. Una scoperta, dunque, eccezionale che segue di pochi giorni il ritrovamento a Roma della grotta dove Romolo e Remo vennero allattati dalla lupa.
L'Italia e la Sicilia non finiscono mai di stupire il mondo. Sono miniere artistiche e archeologiche che non hanno eguali.
L’alcova di Giunone si trova a 69 metri di profondità, sotto l’edificio sacro a lei dedicato nell'angolo di sud-est della celebre Valle dei Templi. Sottoterra, i minatori hanno scoperto un’ampia stanza ricca di affreschi e sculture raffiguranti scene d’amore e di sesso, amplessi caotici, figure intrecciate, simboli fallici e riproduzioni di parti intime femminili collocati in ogni dove. Il lupanare giunonico si presenta ornato con grande sensualità: velluti rossi, vetrine con frustini e altro materiale sadomaso, casse di preservativi fittici, ampolle con profumi paradisiaci, vasi con unguenti profumati, un altare con un recipiente di champagne. Un luogo a luci rosse che evoca passioni voluttuose, caldi aliti fumanti, fragoroso erotismo, sussulti di gioia incontrollata, seduzioni estreme, olimpionici avvinghiamenti, amori senza tempo.
Gli scavi hanno pure restituito 150 tavole di argilla cruda contenenti immagini illustranti strane posizioni. Le tavole sono state inviate al Postribolo Institute of Lupanar per la decifrazione scientifica di quello che appare chiaramente il kamasutra dell’antica Grecia.
Su una tavola è stato trovato l’elenco dei numerosi amanti della dea Giunone. Uno su tutti tale Pasquale Adone, il più bello della città degli immortali.
Dopo duemila anni, si svela l'arcano degli amori clandestini di Giunone. Si scopre la ragione dei difficili rapporti con il marito Giove e con l’amante prediletto Ercole (che non a caso si fecero erigere i rispettivi templi lontano da Giunone, nell'angolo a sud-ovest della Valle dei Templi).

Se la notizia fosse vera, non avrebbe più misteri la gloriosa Akragas, patria del filosofo Empedocle, luogo di frequentazione di Pindaro, Simonide e Cicerone, città cantata da Virgilio nell'Eneide, fonte ispiratrice di poeti, filosofi, scrittori, pittori del calibro di: Ludovico Ariosto, Goethe, Maupassant, Alexandre Dumas, Anatole France, Murilo Mendes, Lawrence Durrell, Francesco Lojacono, Nicolas de Stael, Salvatore Quasimodo, Luigi Pirandello, Salvatore Gioacchino Petrapapula.
Una terra straordinaria la Sicilia, dove si fondono in un raro unicum storia, amore, mito, leggenda, poesia, natura, sole, arte, calore, felicità, sorriso, sano umorismo. Cosa volere di più dalla vita? In Sicilia c’è tutto! Manca solo l’amaro Lucano ma in compenso abbiamo il prelibato Averna.

Ma la scoperta, mi ha chiesto con insistenza qualcuno, è vera o falsa?
Ma se è vero il recente annuncio del ritrovamento della grotta di Romolo e Remo, se ancora si discute sull’esistenza del mostro di Lochness, perché mai dovrebbe essere finta solo la verosimile scoperta della Stanza del Sesso, galoppatoio della cavallina dea Giunone? E poi perché impedire ai più di fantasticare? Perché impedire a tanti curiosi e turisti dell'amore di venire in massa ad Agrigento credendo ciecamente nella fantasia sporcacciona dell'immaginifico iliubo?
Chiedetevi: quante cose finte ci sono su Internet che vengono prese per vere?

Un consiglio ai cittadini del mondo: venite a farvi un viaggio d’amore ad Agrigento, una vacanza all'insegna dell'eros nella mitica Trinacria. Non ve ne pentirete. Dicono che i resti giunonici della Valle dei Templi portino tanta fortuna alle coppie e infondano nuova energia agli amanti. Dicono che i templi dorici dell'antica Akragas siano meglio del viagra. Non è un caso che ci siano ancora così tante colonne belle erette dopo oltre due millenni!

Benvenuti nella Valle dei Templi!
Welcome to the Valley of the Temples!
Bienvenus dans la Vallée des Temples!

Capitale dell'amore divino, patrimonio Mondiale dell'Umanità dell’Unesco!

Iliubo

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giovedì 22 novembre 2007

Samantha, l'affettuosa testimonianza di Rossana


Caro Iliubo grazie per averci raccontato ancora una volta una storia importante: la storia di Samantha. Lasciare la propria terra non è di certo facile ma a volte puo' divenire l'unico modo per potersi rimettere nuovamente in gioco e cambiare radicalmente il corso della propria esistenza. Anch'io conosco molto bene Samantha e ricordo con brivido gli enormi sacrifici che ha fatto in terra straniera per potere ritagliarsi la propria strada lavorativa. Una strada che è poi qualcosa attraverso cui esprime tutto il suo modo di essere, perché le immagini che Samantha cattura attraverso la sua lente sono immagini altamente personali, frutto di una personale visione del mondo e della gente. Occhio nudo sulla realtà ma anche coscienza che tutta la realtà sociale è pura costruzione che ci arriva comunque e sempre mediata, le immagini che sammi cattura sembrano nascondere quasi il movimento, il divenire, e sono in grado di raccontare storie. Si potrebbero definire immagini-narrative. Ve ne sono di alcune bellissime soprattutto della nostra Sicilia: vu cumprà che vanno in giro per le spiagge oppure vecchietti catturati proprio tra le viuzze dei piccoli paesini nostrani. Io spererei tanto di vederne qualcuna proprio sul tuo sito e presto. Infine con immensa gioia colgo l'occasione lanciata dal tuo articolo per far i miei migliori auguri a Samantha per un futuro pieno di soddisfazioni professionali (e di ogni altro tipo) a Londra.
Good luck/ Buona fortuna Sam!

Rossana

Conosco Rossana e la ringrazio per i suoi preziosi contributi. E' una donna colta, in gamba, intelligente, iperattiva, scoppiettante, siciliana. Anche su Rossana ci sarebbe tanto da raccontare. E lo faremo! per raccontare le storie della nuova emigrazione dal sud Italia, le storie sconosciute della inarrestabile fuga di cervelli dalla cara Sicilia. Rossana per realizzarsi come donna e come ricercatrice ha dovuto lasciare il suo paese per l'Inghilterra dove è anche una mamma e una moglie felice, con una splendida creatura nata da sangue siculo ma inglese di nascita e, in seguito, anche inglese di lingua, cultura e mentalità.
A Rossana, al marito Robert (nato oltre manica ma sicilianazzo nei gusti e nei modi di fare, con uno humor spiazzante che solo lui capisce all'istante a differenza dell'uditorio che reagisce con fragorose e isteriche risate dopo minuti di meditata elaborazione mentale: scherzo, ovviamente! ah ah ah ah!!!) e alla piccola londinese, un abbraccio forte, forte, forte.

Iliubo

martedì 20 novembre 2007

Emergenza criminalità, la mafia si può battere


La mafia è battibile e non è un marchio “Made in Sicily”. Ogni paese ha la sua caratteristica organizzazione criminale e ogni paese ha le armi per annientarla. La mafia non è un segno distintivo e un’infamia di fabbrica tutta siciliana, come qualcuno sbrigativamente vorrebbe far credere alimentando offensivi e stupidi luoghi comuni. La mafia è una malapianta diffusa che in alcune aree del mondo, per la sua fitta rete di connivenze e per le sue capacità di rigenerazione, pare di difficile sradicamento. Ciò, in una sconfortata opinione pubblica, alimenta la leggenda della sua presunta invincibilità.
A sentire in tv l’ultimo esperto in Poteri Criminali, con lauree e master nelle più prestigiose Università d’Europa e degli Stati Uniti d’America, la mafia si può facilmente sconfiggere anche dove sembra un potere granitico e onnipresente.
Ecco di seguito uno dei modi che viene suggerito.
Raggiungere un inespugnabile supercarcere, costruito a fortezza in un isolotto sperduto in un oceano a scelta battuto da onde alte 50 metri, controllato dentro e fuori 24 ore su 24 da un sofisticato sistema di video sorveglianza con almeno 10 telecamere puntate su un metro quadrato di spazio. In questa moderna struttura di espiazione delle pene, far venire il boss dei boss della malavita internazionale organizzata, in regime di 41 bis, opportunamente incatenato alle mani e ai piedi, bendato e imbavagliato, con una cuffia ad altissimo volume alle orecchie e una equipe di torturatori fargli solletico alla pianta dei piedi e alle ascelle. In una situazione di assoluta parità ambientale, nel reparto di massima sicurezza, all’interno di una cella di isolamento blindata e insonorizzata, in presenza dei reparti speciali di esercito, marina e polizia penitenziaria, invitare il capo della mafia internazionale a giocare una partita a scacchi con il campione mondiale di turno.
Ebbene, domanda delle domande, chi vince secondo voi?
Non isoliamo chi combatte quotidianamente la criminalità e la cultura mafiosa: cittadini, magistrati, forze dell'ordine, imprenditori, commercianti, artigiani, associazioni, giornalisti, scrittori, poeti, operai della penna e manovali dell'ironia.

Iliubo

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lunedì 19 novembre 2007

Cervello d'esportazione, detentore di un ineguaguabile primato


È stato uno dei primi scopritori di “iliubo”. È una forza della natura. È massiccio. È un trascinatore. È un duro dal cuore immenso. È un amico. È un generoso come pochi. È un cervello che come tanti altri cervelli è stato costretto a lasciare la sua Sicilia e ad emigrare al nord in cerca di nuove fortune e di un lavoro dignitoso per vivere. È un uomo di sani principi e grandi ideali. È un siciliano dall’intelligenza fine e sconfinata, dall’ammirevole e rara coerenza, dalla testa dura e capiente. È un nativo del sud Italia dalla pellaccia spessa, coriacea. È un terrone abituato a grandi sacrifici e a ripartire da zero per nuove, impegnative sfide. È un coraggioso dal sangue caldo. È un tosto combattente (gli unici suoi punti deboli sono le sue virtù). È stato il creatore di uno spazio su internet (trasposizione on line del cartaceo “Ad Est” di cui è stato fondatore e redattore) che gli ha consentito di issare ancora le sue bandiere, di recuperare la sua tribù, di collegare in rete una comunità rimasta in parte in paese e in parte sparsa in giro per l’Italia e per il mondo sempre per motivi o di lavoro o di studio. Lui, siciliano di Raffadali, cresciuto con la mente e col cuore a sinistra, orgoglioso come pochi della sua storia, delle sue idee e del suo essere "partigiano", ha ripreso le sue battaglie in Emilia Romagna dove la scorsa primavera è emigrato portandosi dietro una valigia con dentro solo una sana passione per la politica, intesa come strumento per una società giusta, equa e solidale, per un mondo migliore e rispettoso della natura e dell’uomo. Lui è Gaetano Alessi ed è detentore di un eccezionale record: nel suo cliccatissimo blog (http://www.gaetanoalessi.blogspot.com/) è riuscito a inserire tra i preferiti il primo link di iliubo. Per questo è candidato a essere incluso nella prossima edizione del Guinnes dei Primati. Buona fortuna, fratello.

iliubo
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domenica 18 novembre 2007

Supplente precaria in Italia, fotografa professionista a Londra


Da Montallegro (Agrigento) a Londra! Una giovane fotografa siciliana for Julia Boggi, a great photographer in England. In terra natìa Samantha Capitano avrebbe fatto solo la casalinga disoccupata. Di inglese, nella sua cara Sicilia, avrebbe avuto solo il nome. Con grande caparbietà e forza d'animo, in suolo straniero è riuscita ad agganciare il suo primo contratto da professionista con un importante studio fotografico.

Samantha Capitano è emigrata in Inghilterra assieme al fidanzato, dopo una parentesi lavorativa in Veneto, senza conoscere la lingua, senza conoscere questa ricca fetta d'Europa che nell'ultimo secolo ha già ospitato tanti altri siciliani. In Italia apprezzata maestra elementare in continua ricerca di supplenze al nord per vivere, Samantha si è inventata un mestiere per realizzarsi come professionista e come donna. Oggi è fotografa collaboratrice di Julia Boggi in una sconfinata, carissima e difficile metropoli come Londra. In bocca al lupo per una carriera brillante e ricca di soddisfazioni (e di soldi!). Fammi sognare: un giorno ti vedo fotografa ufficiale della casa reale con Carlo di Inghilterra che ti chiamerà anche per rinnovare la foto della patente di guida!)

La fuga di cervelli e di professionalità, dal sud Italia, è inarrestabile. L'Africa viene in Sicilia, nord del sud del mondo. La Sicilia si sposta nel suo nord, ripercorrendo antichi sentieri di emigrazione.

Iliubo
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Il pizzo, la mafia e i barbieri


La mafia esiste davvero? O è una invenzione dei giornalisti? La mafia spara? O è una fantasia dei morti ammazzati? Il pizzo viene estorto dai mafiosi? O, su richiesta dei clienti, viene tagliato dai barbieri? I siciliani sono tutti mafiosi? O se ne salva qualcuno solo per essere intimidito, estorto, usurato e all’occorrenza ucciso per tenere in vita l'economia mafiosa?
A queste ed altre domande cretine sicuramente non risponderà il neo dottore Alex, giovane cervello siciliano e, cosa più importante, ultras di iliubo e figlio di giovanissimi fanatici di iliubo (Mary e Alfons). Alex, dopo essersi fatto il mazzo per tanti anni al Nord (Sangu miu!), si è laureato con una tesi in cui ha affrontato con serietà e rigore scientifico l’attualissimo tema della Sicilia, della mafia e dell’economia mafiosa gridando tutto il male che il potere criminale ha fatto a una straordinaria terra come la Sicilia.
Ad Alex, Mary e Alfons, e alla nonnina, tanti auguri!


Iliubo
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sabato 17 novembre 2007

Ultimora: Esclusiva di "iliubo" su Andrea Camilleri


In esclusiva per iliubo l’ultima fatica di Andrea Camilleri, l’ultimo inumano sforzo del letterato siciliano (di Porto Empedocle in provincia di Agrigento) che ormai da quindici anni spazza via un record dietro l’altro. Per noi è davvero una emozione diffondere per primi una notizia clamorosa, unica nel suo genere, che nessun altro giornale, che nessuna altra testata prestigiosa, che nessun altro tg nazionale, che neanche le tv satellitari come Sky sono riusciti finora a dare limitandosi alle scontate recensioni delle opere di maggiore successo del maestro.
Iliubo, unico al mondo, è in grado di dire ciò che altri non sono riusciti a dare forse per sbadataggine degli informatori o per superficialità da parte delle più accreditate agenzie di stampa. Iliubo è nelle condizioni di sbilanciarsi e di andare oltre l’apparenza perché ha avuto in questo preciso momento la certezza della notizia incrociando più fonti confidenziali provenienti dal condominio romano dove lo scrittore siciliano abita da più di 40 anni. Ebbene, stringendo stringendo e andando al dunque, evitando vani giri di parole, il padre del commissario Montalbano, l’inventore della fantastica città di Vigata, l’autore che con una prolificità sorprendente sforna un libro dietro l’altro alla invidiabile età di 83 anni, in questi giorni (non sappiamo ancora quale con esattezza ma poco importa in questa fase) ha portato a termine l’ultima umana fatica, ha compiuto l’ultimo immane sforzo. Come tutti gli scrittori celebri, come tutte le personalità importanti ma, fatecelo sottolineare: come tutti i normali esseri umani, Andrea Camilleri tra una pausa e l’altra del suo giornaliero lavoro creativo, tra un pranzo e un altro, tra una lettura e un’altra, il letterato più idolatrato in Italia nell’ultimo quindicennio per le sue straordinarie produzioni letterarie e la sua ineguagliata, sottile intelligente ironia, sarebbe andato in bagno per il più umano dei bisogni (il condizionale è ancora d’obbligo ma solo per eccesso di cautela) e in bagno sarebbe rimasto dai dieci ai venti minuti (un dettaglio su cui saremo più precisi non appena saremo in grado di ultimare le ultime verifiche e trovare la conferma ufficiale).
Forse pubblicheremo anche delle foto. Siamo in contatto con il paparazzo che da 40 anni si è piazzato a Roma di fronte la casa del nostro amato scrittore e da lì non si è mosso più. Stiamo verificando se il paparazzo ha resistito, fermo, al trascorrere di tutti questi anni.

iliubo

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giovedì 15 novembre 2007

Ciarlatani, fate e depositari di verità


Seguitemi! Ho io la verità.
Tutto quello che affermano gli altri è falso!
Ascoltatemi! Sono io la verità.
Se qualcuno vi dice il contrario mente sapendo di mentire.
Se io dico che il colore è bianco state certi che è bianco.
Se altri affermano che il colore bianco è bianco, state sicuri che è nero, giallo, viola…
Bussatemi! Vi aprirò e vi darò la verità.
Chiudete le orecchie al frastuono di altre campane:
sono campane che suonano a morto.
Spalancate, invece, le orecchie alla mia campana:
è campana che rintocca a festa.
Convincetevi! Meravigliatevi! Sorprendetevi! Emozionatevi!
Non date retta ai ciarlatani e ai maghi bla-bla-blà!
Le uniche palle magiche sono le mie!
Altre palle girano e solo per fare girare altre sfere.
Aprite gli occhi!
Convertitevi e fate proselitismo.
Andate in giro.
Dite che la verità è una e una soltanto
e che avete finalmente scoperto il depositario.
Dite anche che gli altri hanno torto e che solo io ho ragione.
Non è egoismo esclusionista.
Non è insana allucinazione revisionista.
Spogliatevi delle false credenze!
Spogliatevi di tutte le ingannevoli e vane ricchezze!
E pagate, pagate di persona per le corbellerie.
Pagate! pagate! pagate!
Prendete il portafogli e toccate con mano la verità,
l’unica, reale verità dell’universo.
Dite che sono un po’ alticcio?
Dite che sono completamente ubriaco?
A voi scettici ignorantoni che non volete pagare di persona
rispondo lapidariamente in latino: “In vino veritas”.
Un brindisi agli amici che non si sono smarriti;
un brindisi a chi ha avuto la fortuna di trovare la protezione di una fata vera;
un brindisi a chi cerca ancora nel caos la scintilla di una autentica magia:
“Seguite sempre il vostro aquilone!
Tenetelo fermo e non perdetelo di vista neanche per un attimo.
Fatelo volare festante e sicuro tra milioni di altri aquiloni,
con i piedi per terra a correre per i prati verdi e le dorate spiagge,
con gli occhi rivolti al cielo a inseguire sogni fantastici
e realizzare ideali dal sapore antico”.

Iliubo

Premio "No Bel" 2007
Candidata al "Nu Schif" 2008

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sabato 10 novembre 2007

Informazione, Hitler: Viva la libertà di stampa e la diversità di pensiero


Viva la libertà di espressione e di informazione. Viva la libertà di pensiero. Viva l’articolo 21 della Costituzione italiana. Viva tutti gli articoli 21 delle Costituzioni del mondo. A morte i giornalisti. In prigione chi si permette di rompere il muro della censura. Multe salate a chi dice che il bello è bello ed il brutto è brutto. Scorticamento, o altre torture a piacere, per chi disattende gli ordini dei Dipartimenti di Propaganda. I giornali debbono scrivere liberamente ciò che ordina il Capo Censore. Guai a criticare. Guai a commentare. Guai ad aprire gli occhi. Guai a muovere la lingua. Guai a porre domande. Guai a scavare. Bisogna solo riportare e parlare bene. Bisogna semplicemente dire che tutto va a gonfie vele. Bisogna solo ribadire che l’inquinamento non esiste, che la povertà è un’invenzione, che i prigionieri del pensiero critico se la spassano in hotel a cinque stelle.
E poi perché lamentarsi quando la censura agevola il lavoro della stampa rendendo meno faticosa l'attività dei giornalisti? Ti dice cosa è successo, ti suggerisce cosa devi scrivere, ti elargisce utili consigli su come devi raccontare un fatto e come impaginarlo. I giornalisti dovrebbero essere contenti della censura: gli consente di prendre lo stipendio limitandosi a copiare ciò che gli arriva dall’alto. Non debbono sforzarsi di pensare. Ci sono altri che pensano per loro. L’unico inconveniente è che, con gli Uffici Statali di Propaganda, tutti i giornali e i telegiornali diventano uguali, tutte le trasmissioni televisive sono delle fotocopie e le tv sono infarcite di film e programmi di intrattenimento. Ma il livellamento, l'omologazione, la noia, il pensiero unico, sono inconvenienti che si superano non pensandoci e soprattutto non parlandone. E poi quante domande!? Come disse un giorno genitore sordomuto al figlio sordomuto: zitto e muto!
Passano gli anni, trascorrono i secoli e i Min.Cul.Pop. sono sempre attivi. Lo erano ai tempi del regime fascista in Italia, lo erano ai tempi della contemporanea follia nazista di Hitler e continuano a esserlo oggi in diverse parti del mondo, dove vigono sistemi dittatoriali o fintamente democratici.
Come un giorno disse Adolf Hitler, facendo visita ai numerosi giornalisti rinchiusi in camere di tortura, con le bocche tappate con nastro isolante, le mani incatenate e le teste "sporche" inserite in apposite centrifughe per il lavaggio del cervello: Viva la diversità di pensiero! Viva la sincerità di espressione! Abbasso il bavaglio alla stampa! Viva la libertà!
iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com")

Per approfondimenti leggi:
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