mercoledì 7 novembre 2007

Quando studiare fa male al successo e al conto in banca


Senza scuola e miliardari. Senza titolo di studio e potenti. Senza istruzione da banco e personalità di successo. Il collega del blog College Startup smonta la teoria secondo cui per affermarsi bisognerebbe faticare da giovani con libri, professori e esami.
Ricordo ancora gli schiaffi, i pizzicotti, le pedate, le bastonate, la sedia elettrica quando non avevo voglia di studiare, quando non mi andava di imparare a memoria la tabellina dell’uno. Che dolore! Che carni nere! Per poi sapere che è stato tutto tempo sprecato e che avrei potuto farne a meno.
Il blog College Startup stila una classifica di celebri nomi diventati super ricconi pur non avendo frequentato scuole superiori e università. Bill Gates, fondatore dell’impero Microsoft, ha abbandonato l’università e non si è mai laureato. Pur non di meno, da un decennio è tra gli uomini più ricchi del mondo. Stesso destino per Steve Jobs, fondatore della Apple Computer. L’imprenditore Richard Branson, proprietario in America di ben 360 aziende, ha abbandonato gli studi a 16 anni. La stilista Coco Chanel, dopo un infanzia povera e in orfanotrofio, è diventata celebre nel mondo senza aver frequentato alcuna scuola di alta specializzazione. Il disegnatore di Topolino ha smesso di studiare a 16 anni ma poi è diventato Walt Disney. Frank Lloyd Wright ha fatto scuola in architettura, divenendo un maestro nel ventesimo secolo pur non essendo mai scritto in nessun istituto superiore.
Che dire? Meglio abbandonare la scuola in giovane età e diventare da grandi personalità felici, ricche sfondate e di successo che laurearsi, titolarsi con corsi di specializzazioni e master, per poi fare la fame ed essere disoccupati depressi dopo una vita di faticosi studi.

iliubo

(© materiale originale, se adoperato al di fuori da questo blog riportare la dicitura: "autore iliubo - tratto da: www.iliubo.blogspot.com")
Per approfondimenti

2 commenti:

Rossana ha detto...

Ho trovato molto coraggioso da parte di Iliubo dare spazio a questa grossa tematica sul rapporto istruzione-investimento in denaro. Nella mia esperienza la cultura non paga di certo. Per esempio nel mondo accademico di cui mi ritrovo a far parte nei break per le conferenze ritrovo sempre i soliti sandwiches al formaggio...altro che aragoste e caviale alla Bill Gates. Comunque non si vive di solo pane (e provolina in questo caso) e percio' mi ritrovo a fare la storica del cinema e a parlar della Ricotta di Pasolini morendo di fame.

ILIUBO ha detto...

Cara Rossana, grazie per esserti fermata sul muro di iliubo. Quello dell'istruzione è un tema fondamentale della società. Il dilemma studio-non studio me lo posi già in tenerissima età, quando emisi il mio primo vagito e l'ostetrica mi diede una dolora sculacciata al sedere: investire nelle scuole elementari, medie, superiori e universitarie oppure fare il nababbo nullafacente campato o l'accattone di successo?
Giunto in età matura (quando di solito cadono i peri dai peri, le mele dai meli e le banane dai banani)ho cominciato a pormi la seguente impegnativa domanda: a cosa servono 20 anni di studio e la laurea in Ingegneria Elettronica se poi sei costretto dagli eventi della vita a fare i miliardi in Africa imbottendo panini con la sconosciuta e gustosa Nutella?
Cara Rossana, complimenti per le tue attività che coniugano perfettamente cultura e pratica, teoria e strada, pane e ricotta, Pasolini e Fofò Pirtusu.
Ciao. Aspetto con ansia altri tuoi illuminati interventi.
iliubo

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