lunedì 11 maggio 2015

"Una strada lunga", Malgrado Tutto festeggia i 35 anni della testata con i vincitori del concorso

Per il secondo anno consecutivo Gioacchino Lonobile si aggiudica il concorso “Il tuo racconto per Malgrado tutto”. Sul podio Eva Di Betta e Daniela Cavone (secondi, ex aequo) e Raimondo Moncada (terzo). 
A scegliere i finalisti una giuria composta dagli scrittori Gaetano Savatteri (presidente) e Carmelo Sardo, dal critico letterario Salvatore Ferlita, dai giornalisti Giancarlo Macaluso e Gero Miccichè, dalla docente di lettere Agata Gueli, dalla redazione di Malgrado tutto e dal segretario del premio Paolo Terrana. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera a Casa Sanfilippo, sede del Parco Archeologico che ha ospitato l’evento, con allo sfondo lo scenario della Valle dei Templi e una grande presenza di pubblico.
Gioacchino Lonobile è stato premiato per il racconto “Il barone La Lomia. Aspettando gli sciacalli”; Eva Di Betta per “Burattini d’erba”; Daniela Cavone per "Profumo di limoni e di lavanda"; Raimondo Moncada per “La torta la vuole come dice lei”.   
Il tema scelto per questa seconda edizione de “Il tuo racconto per Malgrado Tutto 2015” è stato “la strada lunga”, ispirato al titolo del libro dello scrittore Giuseppe Bonaviri Il sarto della stradalunga. I tre racconti sono stati pubblicati in un volume, curato da Gigi Restivo, assieme ad altri ritenuti meritevoli di menzione o di segnalazione.
Questo l’elenco degli autori che hanno partecipato al concorso, così come riportato nel sito del giornale: Maurizio Alferi, Brigida Bellomo, Daniela Cavone, Eva Di Betta, Antonio Fragapane, Viviana Giglia, Salvatore Indelicato, Giusy Infantino, Nadia Levato, Gioacchino Lonobile, Angela Mancuso, Donatella Marinello, Emilia Merenda, Raimondo Moncada, Graziella Pecoraro, Ester Rizzo Licata, Amedeo Rubino, Roberto Salvo, Valeria Salvo.
La cerimonia di premiazione del concorso è stata inserita all’interno di una manifestazione durante la quale la testata Malgrado Tutto, diretta da Egidio Terrana, ha festeggiato i suoi trentacinque anni di vita e un milione di visualizzazioni in un anno al sito internet. 
La serata è stata condotta da Valeria Iannuzzo, con interventi artistici di Nenè Sciortino, Luigi Amico, i Dioscuri e Lia Rocco.
La manifestazione si è aperta con una conversazione di Gaetano Savatteri con lo chef Pino Cuttaia, eccellenza siciliana, che ha presentato il suo libro di ricordi, ricette, immagini e sapori Per le scale di Sicilia. 
Contributi video dei giornalisti Carmelo Sardo e Luigi Galluzzo, del leader dei Tinturia Lello Analfino. 
Giancarlo Macaluso e Gaetano Savatteri hanno ricordato i 35 anni della storia del giornale, una lunga storia di informazione e cultura, nata a Racalmuto. Presenti a Casa Sanfilippo tanti collaboratori del giornale, tutti attorno al direttore Egidio Terrana che ha voluto ringraziare quanti hanno contribuito negli anni all’affermazione della testata.

Chiusura affidata al giornalista Felice Cavallaro che ha lanciato un appello a valorizzare al massimo le nostre risorse d’arte e di cultura.

iliubo  

mercoledì 1 aprile 2015

Tornatore e Moncada si incontrano, un film assieme?

Incontro tra Giuseppe Tornatore e Raimondo Moncada. Sono stati sorpresi in terra di Sicilia, sorridenti, sotto il sole, coperti da giubbotti per il freddo ancora invernale.

Perché quest’incontro? Staranno preparando qualcosa assieme?

Due generazioni, due sensibilità diverse, due mondi a confronto. Tornatore di Bagheria, la Bagheria di Ignazio Buttitta e Renato Guttuso. Moncada di Agrigento, la Agrigento di Luigi Pirandello. A unirli l’arte, l’amore per la scrittura e il cinema, la terra di Sicilia. 

Straordinari titoli per Tornatore: Nuovo cinema Paradiso  (premio Oscar), L’uomo delle stelle, La leggenda del pianista sull’oceano, La migliore offerta.
Straordinari titoli per Moncada: Babbaluci (quando spuntano le corna), Il Putthanone d’Akragas, Ti tocca anche se ti tocchi, Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca).
Tornatore dai toni magico-poetici, Moncada dalle tinte magico-umoristiche.

Giuseppe Tornatore è impegnato in questi giorni con le riprese del suo nuovo film La corrispondenza, con Jeremy Irons e Olga Kurylenko. Un capolavoro garantito. Ma già pensa alla sua prossima opera.
Raimondo Moncada è alle prese con la sceneggiatura Di amorosi sensi, ispirato e collegato al primo, ambientato tra Edimburgo, York, Piemonte, Trentino e Alto Adige.

Chissà cosa uscirebbe fuori da questo mix? C’è tanta curiosità. Vedremo.

© iliubo

martedì 10 febbraio 2015

L'arte viene da dentro, non si improvvisa neanche in un rotolo di carta igienica

L'arte non è alla portata di tutti. L'arte è arte. Non si improvvisa. Viene da dentro. E da dentro, con sentimento, fluisce fuori con incontenibile energia. 
Fluido magico
L'improvvisazione in certi casi fa male e lascia orrori indelebili. Delle macchie schifose. 
Ci vuole sensibilità pure nella fabbricazione della carta igienica. L'arte si sente. È un tocco che non tutti possiedono. Che non tutti ti danno. 
E il tocco del maestro lo percepisci, fino in fondo. Lo senti anche nelle cose apparentemente banali, di poco conto, insignificanti. 
L'arte è arte, è profumo della vita. 

Raimondo Moncada 

lunedì 9 febbraio 2015

Quartieri a luci rosse, Roma in ritardo di 2.500 anni

Roma copia Agrigento, anzi l’antica Akràgas. I romani arrivano dopo. Come i numeri. Ma arrivano, in ossequioso rispetto nei confronti della Storia maestra di vita.   

All’ombra del cupolone si accenderanno le luci rosse (se passano la corrente). Così come si accesero, accecanti, sotto l’infuocato sole della Magna Grecia. Dalla capitale giungono notizie di un progetto che prevede la creazione nel quartiere dell’Eur di un’apposita area a tema, senza divieti e censure. 

Obiettivo: contrastare la prostituzione selvaggia e lo sfruttamento. 
Parola d’ordine: tolleranza. 

Amore libero, pulito, consenziente e bello, dunque. Così come lo fu, quando lo fu, due millenni e mezzo fa in Akràgas, l’ellenica Agrigento. 

Una scelta coraggiosa, avanti e indietro con i tempi. Ma non tutti sono d'accordo. E oggi le polemiche sono roventi. 

Secondo quanto riportato nell’ormai celeberrimo saggio di quel saggio di Raimondo Moncada dal programmatico titolo Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgasla mitica dea Giumenta praticò la divina attività amatoria con effetti allucinogeni negli affollati sotterranei di un sacro edificio della Valle dei Templi (nel libro è ben localizzato). E cotanto (proprio così: cotanto) fu il diletto delle popolazioni che da tutto il mondo accorsero, che si aprì naturalmente una lunga e piacevole fase storica caratterizzata da pace, appagamento e serenità. 

Regnò solo l’amore.  

Giumenta, meglio conosciuta come il Putthanone di Akràgas, accontentava tutti, in par condicio, senza distinzione di sesso, di razza, di ceto sociale, di livello culturale, di numero di scarpe e di cintura. Bastava mettersi in coda e attendere il proprio turno. Si dava a chicchessia con gratuita generosità, di colpo in colpo, senza esclusione di colpi: “L’amore non ha prezzo”, diceva nei rarissimi momenti di pausa mai in menopausa (non ci arrivò). 
Divenne l’unica attrazione turistica della classicità, in un luogo subito divenuto polis di pilus  
   

Anche altre città dovrebbero seguirne l’esempio. Il nostro sostegno sarà massimo. Non solo sostegno. Avranno anche il convinto appoggio. È la condizione per una nuova pace vera e duratura. L’amore "abbabbisce" gli animi più bellicosi. 

Tratto dal blog satirico www.divinagiumenta.blogspot.it  

giovedì 22 gennaio 2015

L'esercito dei camminatori prende sempre più piede

Mogli che lasciano i mariti. Mariti che si separano dalle consorti. Genitori che abbandonano i figli a casa. Uniti e solidali, come in guerra, dalla stessa parte. Convinti di vincere la battaglia quotidiana, con la pace dentro. Si vince e si rientra a casa, nella normalità. Scarichi, ma arricchiti. 
Succede a Sciacca, la città dalle miracolose acque termali. Da un anno monta sempre di più il fenomeno dei cosiddetti “camminatori”. Ha preso piede quasi all'inizio dello scorso anno, intorno a febbraio 2014, quando un ristrettissimo gruppo di amici ha pensato bene di lanciarsi in questa nuova e rivoluzionaria avventura, in fuga dalla schiacciante routine. Persone normali, appesantite dalla sedentarietà, che un bel giorno hanno aperto gli armadi e recuperato impolverate tute e scarpette da ginnastica, hanno spento la tv e si sono messe a camminare a andatura sempre più veloce.
Da allora, di giorno in giorno, di mese in mese, con un contagioso passaparola, quel gruppetto di amici è diventato un esercito agguerrito. A Sciacca c’è ora un popolo di camminatori che si dà appuntamento la sera alle 20,45 nel nuovo quartiere di contrada Perriera per poi incamminarsi, a passo sempre sostenuto, lungo percorsi improvvisati ma suggestivi, decisi sul momento, illuminati dalle luci artificiali dei Led
Due sere a settimana, il martedì e il giovedì, a cui si è aggiunto da qualche settimana anche un terzo appuntamento: la domenica mattina per camminate fuori porta. 

“Siamo in tanti”, mi dice un amico aggregatosi da poco ed entusiasta dell’esperienza. “Impiegati, casalinghe, professori, operai, commercialisti, muratori, addetti di supermercato… Di tutto, di più. Di qualsiasi età e di qualsiasi posizione professionale e sociale. Ci unisce la passione, il piacere di una salutare passeggiata, che fa bene al corpo e fa bene alla mente. Scarichiamo le tossine che ci avvelenano, consumiamo calorie di troppo che ci fanno ingrassare. 
Sudiamo, ci divertiamo, saldiamo amicizie, riscopriamo le meraviglie della nostra città. Tutto questo a piedi e non in macchina, in un tempo che si rallenta come qualche decennio fa, senza la distrazione dei cellulari, in contatto con la nuda terra e le antiche mura”.  
Il martedì e il giovedì sera si sceglie un percorso urbano, dentro la città. Si preferisce il centro storico perché si presta con i suoi saliscendi, le sue scalinate, i suoi stretti vicoli, le sue piazze, i suoi paesaggi sempre cangianti: San Michele, il castello Luna, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Scandaliato, Viale delle Terme, la Marina… 
C’è gente che aspetta il nostro passaggio affacciata alle finestre e ai balconi. È diventato uno spettacolo vedere passare negli stretti vicoli un centinaio di persone in marcia, che camminano a passo veloce, apparentemente senza un perché, squarciando il silenzio della notte”. 
In base ai saliscendi, alle difficoltà del tracciato, alle riserve di fiato, all’età dei partecipanti, si coprono fino a 12 chilometri in un’ora e mezza. Di giorno in giorno, le prestazioni migliorano. Ma non è questo che conta.   
La domenica mattina sono di meno. La partecipazione si dimezza. E si decide, se il tempo permette, di uscire fuori città. L’ultima escursione ha avuto come destinazione la località balneare di San Giorgio, non per comode strade asfaltate, ma attraverso itinerari accidentati di campagna, a riempirsi i polmoni con i profumi dell’azzurro mare.  
I camminatori col tempo si sono pure organizzati. Hanno una pagina e un gruppo chiuso su Facebook “Camminare per passione” e hanno anche un gruppo chiuso su WhatsApp per comunicazioni veloci. Condividono pure iniziative di solidarietà, come è successo lo scorso Natale. 

Un popolo in marcia, per ritrovarsi e riempirsi di vita, di salute, di storia, di natura, di umanità.

Raimondo Moncada 
tratto dal blog www.raimondomoncada.blogspot.it 

Scritte sui muri, inneggianti al bene e al male

Odiose scritte. Inneggianti a questo e a quello. Le mura delle città, i piloni dei  viadotti, le pareti delle scuole, ogni giorno vengono fatti oggetto di atti vandalici con l’arma rovinosa dello spray. Colori ovunque: rosso, nero… Parole ovunque. Simboli ovunque. Minacce ovunque. Desideri, aspirazioni, cuori, nomi, disegni, fumetti… e scritte, alcune delle quali non si possono neanche riportare tanto sono volgari, empi, o sostenitrici di ideologie messe al bando dalla storia.  

Ma ci sono scritte e scritte. Ci sono quelle che ti colpiscono per la carica di odio antisemita, odio ideologico, odio religioso, odio razziale. E ci sono scritte che ti colpiscono per la loro carica umana, per la loro sensibilità, per la loro delicatezza, per la loro tenerezza. 

Ne abbiamo trovata una, sul muro di un paese della provincia di Agrigento dove si legge “SEI L’INIZIO DELLA VITA CHE VORREI”. A fianco ancora una frase: “MI MANCHI” e la firma “C.” che potrebbe essere Carmelo o Carmela, Claudio o Claudia, Cesare o Cesara ecc.  oppure Cuore.  

Sono scritte che imbrattano in maniera sconsiderata il paesaggio urbano, scritte vietate, scritte che deturpano i beni monumentali (sono presi di mira antiche statue, panchine, chiese, pavimenti ecc). Gesti punibili e da punire. 

Ma ci sono scritte e scritte. Immagino la responsabile o il responsabile della frase riportata nella foto punito/a con un bacio. 


Raimondo Moncada
tratto dal blog  www.raimondomoncada.blogspot.it 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...